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Partono le prime operazioni di demolizione del diedro. "Solo interventi preliminari". I residenti: "Nessuno ci ha avvertiti"

Si useranno 'artifici pirotecnici' per togliere il cappello che sovrasta l'ammasso roccioso e preparare il masso per le operazioni di esplosione programmate per il 3 settembre. Barozzi: "Previsto nel progetto". La popolazione: "Non sapevamo nulla"

foto M. Bruschetti
Di Donatello Baldo - 23 agosto 2017 - 22:00

MORI. "Non si tratta di una demolizione vera e propria ma di un intervento con artifici pirotecnici per l'asportazione del 'cappello' del diedro". Vittorio Cristofori, dirigente della Protezione civile trentina, conferma che domani un pezzo dell'ammasso roccioso che sovrasta via Teatro sarà abbattuto.

 

Un'operazione di cui anche l'assessore Tiziano Mellarini sembra però all'oscuro: "Sono fuori regione - afferma - ma in queste fasi vengono effettuate verifiche e predisposti i necessari controlli, ma nessuna esposione".  Ma non ci sarà nemmeno una microesplosione, un piccolissima carica? "Di questo non sono a conoscenza, ma non possono, la demolizione sarà il 3 settembre".

 

Forse l'artificio pirotecnico è ritenuto del tutto innocuo, il boato trascurabile, una prassi 'tecnica' che nemmeno l'assessore dev'essere informato, e nemmeno la popolazione sottostante che domani vedrà cadere sassi e sentirà comunque un boom. Perché gli artifici pirotecnici, che siano fuochi di bengala o qualcosa d'altro, esplodono, si sa.

 

"L'operazione servirà ad asportare la parte superiore, un sasso di un paio di metri, per predisporre un piano su cui intervenire successivamente con le cariche esplosive". Quelle vere, quelle che il 3 settembre faranno saltare il diedro.

 

Lo dice Cristofori, assicurando che questo è stato comunicato a chi di dovere, contenuto nel protocollo che riporta passo passo tutte le operazioni di demolizione. "Non ci sarà evacuazione - spiega il dirigente - sarà verificato che la zona già interdetta sia sgombera". La zona tra il diedro e il vallo tomo che scende a cono verso via Teatro.

 

Di quanto avverà domani sono stati allertati per dare il loro supporto anche i Vigili del fuoco volontari, avvisati dal Comune. "Ma si tratta soltanto dello scappellamento - afferma il sindaco Stefano Barozzi - già previsto e comunicato. Tutte le fasi dei lavori, compresa questa - spiega - sono state spiegate e pubblicate, si possono leggere sul sito dell'Amministrazione".

 

Ma non è indicata la data di questa prima operazione di rimozione. Non è stato ritenuto necessario avvertire la popolazione? "Ma la popolazione non correrà nessun pericolo - assicura - il materiale cadrà nell'area del cantiere che è già interdetta".

 

Popolazione che invece avebbe voluto sapere: "Quando hanno fatto i lavori di fissaggio sono caduti massi fin sul sentiero sottostante, si sono sentiti rumori che hanno spaventato i residenti. Perché non siamo informati di quanto sta accadendo?"

 

"Stanno lavorando tutti i giorni - taglia corto Barozzi - potrebbe cadere ogni giorno quel sasso, ogni giorno potrebbe venir giù la montagna. Il problema non è l'operazione di domani".

 

E il sindaco ricorda che l'evacuazione avverrà soltanto per la demolizione vera e propria, il 3 settembre. E ricorda che le informazioni alla popolazione saranno date il 28 agosto in un'apposita assemblea.

 

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