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| 26 apr 2017 | 22:08

Passa il corteo degli anarchici e rimangono scritte sui muri e manifesti appiccicati con la colla. Contro le Poste italiane, la Provincia e l'Università

Le Poste sono accusate di essere complici della deportazione degli immigrati. La Provincia di devastare l'ambiente e l'Università di arruolare ricercatori che sostengono le guerre

di Redazione

TRENTO. Il corteo degli anarchici del pomeriggio del 25 aprile ha lasciato dietro di sé manifesti appiccicati con la colla e scritte su muri e vetrine. Si è snodato per le vie della città e ha toccato alcuni punti “sensibili” o comunque significativi per le loro battaglie. Come le Poste italiane, oppure gli uffici della Provincia autonoma di Trento.

 

Le Poste sono accusate, oggi come in passato, di essere “complici della deportazione degli immigrati”. Una società controllata dall'azienda nel mirino degli anarchici, la Mistral Air, effettuerebbe i cosiddetti voli di rimpatrio degli immigrati colpiti dal decreto di espulsione e accompagnamento al confine. Per questo, proprio sulle vetrate della sede delle Poste la scritta: “Siete complici delle deportazioni”


Un manifesto affisso lì vicino spiega di più: “Ricordare le responsabilità delle Poste italiane è un modo per sostenere gli uomini e le donne ancora rinchiusi nei Cie. Per aiutarli a distruggere gli ultimi anelli di queste infame catena che ancora lega troppi uomini e donne ad una vita di miseria e prigionia, solo perché sono nati in un altro paese e non hanno in tasca il giusto pezzo di carta”.

Ricordiamo che nei mesi scorsi, sia a Trento che a Rovereto, le Fiat Panda per la consegna della posta, con queste motivazioni, furono date alle fiamme.

 

Ma anche la Provincia è oggetto di attenzioni particolari, qui la scritta però è diversa: non si tratta di questioni legate all'accoglienza ma all'ambiente. “Pat = Sfruttamento e devastazione”. E i riferimenti sono alla politiche ambientali e alla costruzione delle grandi opere decise o assecondate dalla Giunta provinciale: il vallotomo di Mori, la Tav, la Pirubi. In questo caso la scritta è stata vergata sulle vetrate del Circolo ricreativo dipendenti provinciali di Trento su cui, con uno stencil, è stato disegnato anche un carrarmato in fiamme e lo sloga “Sabotiamo le guerre”.


Ma durante il corteo è stato incollato sui muri anche un manifesto dal titolo “Meglio ricercati che ricercatori”. Il riferimento è ovviamente alle ricerche dell'Università di Trento che per gli anarchici sono riconducibili al sostegno di iniziative belliche. Ricordiamo che il Dipartimento di fisica e matematica è stato colpito, con queste accuse, da una molotov nelle scorse settimane provocando un notevole incendio che ha distrutto i laboratori.

 

Sul manifesto, sotto al disegno di una mano che gocciola sangue, tra le altre cose c'è scritto così: “Nelle università di Trento, Sassari, e nella scuola di eccellenza di Sant'Anna di Pisa, si stanno aprendo nuovi corsi che si occuperanno di sicurezza internazionale. Gli studenti – continua lo scritto – potranno così occupare posizioni di responsabilità nella 'difesa degli interessi nazionali' o nelle 'missioni di pace' (le nuove guerre sotto falso nome)”.

 

E prosegue: “Mentre gli individui e le comunità che resistono al totalitarismo del capitale figurano nelle liste dei ricercati, l'università arruola ricercatori per rinnovare l'elenco delle guerre. Come all'epoca del Vietnam – concludono – si tratta di scegliere da che parte stare”. E si firmano così: “Anarchici/che e Antimilitaristi/e”.


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