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Protestano davanti al Comune: "Siamo profughi, dormiamo fuori, i dormitori non ci accolgono"

Manifestazione pacifica e ordinata. Sui volantini distribuiti: "“Stiamo facendo le pratiche per la richiesta di asilo politico ma nei dormitori la disponibilità è di un solo mese all'anno"

Pubblicato il - 05 settembre 2017 - 11:59

TRENTO. Una protesta pacifica, ordinata, senza grida e senza slogan. Quindici ragazzi provenienti da Pakistan, Nigeria e Bangladesh si sono stretti dietro a due cartelloni scritti a mano. Distribuiscono un volantino con scritto che dormono fuori, che i dormitori non garantiscono ospitalità per più di un mese, che per questo rischiano di non vedersi accettate le richieste di asilo.

 

Stiamo facendo le pratiche per la richiesta di asilo politico – scrivono sul flyer che consegnano ai passanti in via Belenzani – ma per fare la richiesta è necessario avere una dichiarazione di ospitalità”.

 

“I dormitori – continuano - non accolgono per più di un mese all'anno, è la nuova regola. Ora dormiamo fuori”. Spiegano che questo impedisce all'iter della richiesta di andare avanti. “La nostra situazione è bloccata, se non formalizziamo la domanda non possiamo accedere ai centri di prima accoglienza”. E ripetono, “siamo in estrema difficoltà”.

 

"Non abbiamo soldi e siamo costretti a dormire nei parchi", spiegano. Sono in Italia da quattro mesi: "Siamo senza permesso di soggiorno, senza documenti e stiamo facendo le pratiche per la richiesta di asilo". Dicono di non avere di che mangiare, di non potersi lavare e nemmeno la possibilità di accedere ai dormitori.

 

Avrebbero voluto parlare con il sindaco ma nessuno li riceve. Dopo poco se ne vanno, arrotolano i manifesti e se ne vanno: "Nessuno ha chiesto un incontro con il sindaco", fanno sapere dall'Amministrazione. 

 

La situazione che descrivono corrisponde al vero. La domanda formulata alla questura prevede che il richiedente debba essere ospitato da qualcuno, una struttura, un privato. Senza un letto in cui dormire la domanda di asilo politico non si può fare. Un cane che si morde la coda.

 

Infatti questi stranieri dormono nel parco Santa Chiara, sotto il palco montato per i concerti e gli spettacoli di teatro. Sui fili della struttura stendono i panni che lavano alla fontana, magliette e mutande per il cambio. 

 

Queste persone risultano 'fuori quota': in Trentino ci sono arrivate senza passare per il sistema di accoglienza nazionale, non sono state inviate direttamente dal ministero dell'Interno. Quindi non possono entrare nelle strutture del Cinformi automaticamente.

 

Dormono fuori, questo è il punto. Per un problema burocratico. I dormitori da qualche tempo hanno iniziato una politica che scoraggia i senza dimora a utilizzare il servizio:  soltanto un mese all'anno, solo 30 giorni su 365. Gli altri giorni si dorme fuori.

 

Una politica voluta per scoraggiare i 'turisti del dormitori', quelli che secondo i Servizi sociali di Comune e Provincia si trasferirebbero in Trento per usufruire dell'accoglienza. "Ma questo non è vero, non c'è questo fenomeno. Per eliminare le code al dormitorio si è ridotta l'ospitalità - spiegano alcuni volontari - e le persone che dormono in strada sono aumentate di molto". 

 

 

 

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