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Relazione annuale del Difensore Civico: "Chiedo all'azienda sanitaria maggior chiarezza nei confronti dei cittadini"

L'avvocata Daniela Longo spiega che rispetto allo scorso anno c'è una sostanziale continuità nell'attività dell'Ufficio. “Risultano però evidenti sia le criticità che le note positive”. Tra le note positive il rapporto con Itea “che negli anni ha migliorato l'interlocuzione con gli utenti anche attraverso strumenti che permettono di garantire una maggiore trasparenza”

Di db - 03 luglio 2017 - 19:16

TRENTO. Sono 862 i fascicoli aperti nel 2016 dall'Ufficio del Difensore civico, più dell'anno precedente (841) ma meno del 2014, anno in cui sono stati aperti ben 881 pratiche. Questi i numeri forniti durante la conferenza stampa convocata in Sala Aurora presso la sede del Consiglio provinciale dall'avvocata Daniela Longo che dal 2014 è a capo dell'Ufficio.

 

Il presidente Bruno Dorigatti, a nome del Consiglio su cui l'Ufficio del Difensore civico è incardinato, spiega che la relazione presentata sarà oggetto di discussione nella prossima tornata consiliare del 5 luglio. “Quello del Difensore – spiega Dorigatti – è spesso un lavoro sottotraccia ma di grande aiuto ai cittadini e alla Pubblica amministrazione, che vanta ben 22 anni di esperienza”.

 

“Per evitare conflitti, contenziosi e per evitare un carico di lavoro sulle spalle dell'Ufficio del Difensore – afferma Dorigatti – la politica dovrebbe essere capace di produrre leggi chiare, trasparenti, per non far finire tutto dentro la burocrazia che a volte danneggia il cittadino”. La scarsa trasparenza, spiega poi il presidente, è all'origine “dell'allontanamento dei cittadini dalla politica, una disaffezione molto pericolosa”.

 

L'avvocata spiega in sintesi che rispetto allo scorso anno c'è una sostanziale continuità sia quantitativa che qualitativa nell'attività dell'Ufficio. “Ma dalla relazione che presento risultano evidenti sia le criticità che le note positive”. Tra le note positive il rapporto con Itea “che negli anni ha migliorato l'interlocuzione con gli utenti anche attraverso strumenti che permettono di garantire una maggiore trasparenza”.

 

Un esempio portato all'attenzione della conferenza stampa è quello del prospetto delle spese condominiali che nella sua riedizione ha tenuto conto dei rilievi mossi dall'Ufficio del difensore civico.

 

Non così per l'Azienda sanitaria. Abbiamo difficoltà ad avere risposte esaustive soprattutto in caso di diniego di prestazioni economiche che interessano persone fragili, a volte dalle storie di vita difficili anche dal punto di vista finanziario. Io – sottolinea Longo – chiedo maggior chiarezza. Abbiamo iniziato una interlocuzione ma ancora non basta”.

 

Altri nodi negativi riguardano la materia urbanistica. Pratiche di esproprio non ancora giunte a conclusione dopo tanti anni, inceppate nelle maglie della burocrazia. “Ci sono cittadini – osserva l'avvocata - che pagano tasse comunali su terreni che risultano espropriati. Alla Provincia chiediamo che le pratiche vecchie siano chiuse in tempi ragionevoli, perché in fin dei conti è sempre il cittadino a pagarne le conseguenze”.

 

Sempre sul fronte urbanistica, l'avvocata spiega che le segnalazioni di abusivismo che arrivano al suo Ufficio si traducono subito in una tempestiva informazione dei comuni interessati alla costruzione che viola le norme paesaggistiche ed edilizie. “Poi spetta ai Comuni intervenire – afferma Longo – ma non tutti intervengono in tempo utile per evitare poi la costruzione della 'bruttura'.

 

Se si interviene durante la costruzione, all'inizio dei lavori – spiega – è possibile fermare l'opera. Ma se si aspetta c'è poi la scappatoia e la 'bruttura' resta”.

 

Riguardano al personale dell'ente para-pubblico, a metà tra la disciplina pubblica e privata. A volte facciamo fatica anche noi a districarci nelle norme di diritto amministrativo e di diritto privato che definiscono queste società. Sarebbe però auspicabile una maggior trasparenza nelle società finanziate in larga misura dalla provincia, soprattutto per quanto riguarda le assunzioni e le graduatorie”.

 

Su questo punto Daniela Longo chiede al Consiglio provinciale di legiferare per normare con maggior precisione questo ambito.

 

Longo chiede poi che il lavoro del suo Ufficio sia maggiormente pubblicizzato perché i cittadini possano accedervi ancora più numerosi. “La difesa civica ha quasi trent'anni ma serve ancora una spinta per farla conoscere al meglio come strumento in mano ai cittadini, sopratutto quelli maggiormente fragili, che a volte hanno fatica ad esporre i loro problemi, per far valere le loro ragioni nei confronti delle decisioni della Pubblica amministrazione”.

 

L'avvocata Daniela Longo è anche Garante dei minori. In questa veste sono stati aperti nel 2016 59 fascicoli riguardanti soprattutto il mondo della scuola. “Salubrità dell'aula di insegnamento, aerazione eccetera – afferma - ma anche interventi su soggetti fragili. Perché se si interviene in giovane età – sottolinea – si evita il problema da adulti, con maggior carico sia individuale che sociale”.

 

Con le scuole, però, l'avvocata assicura che c'è una collaborazione proficua, anche per quel che riguarda gli interventi di sensibilizzazione su internet e cyberbullismo.

 

I Comuni convenzionati con il Difensore Civico sono 139 e quelli non convenzionati sono 39. Di questi ultimi, 16 sono nuovi enti territoriali (nati con le fusioni di Comuni) che prossimamente potrebbero convenzionarsi, mentre 21 sono gli 'irriducibili' da anni, quelli che non ne vogliono sentire ragione di entrare in convenzione.

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