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Rossi "L'abbattimento dell'orsa necessario per la sicurezza. Se oggi avesse aggredito un bimbo saremmo qua a commentare ben altro"

Il  presidente "Siamo tranquilli. Abbiamo fatto in scienza e coscienza ciò che le norme e i fondamenti scientifici ci dicono". Dura la condanna dell'opposizione: "Giunta incapace di gestire il progetto Life Ursus"

Di Donatello Baldo e Giuseppe Fin - 13 agosto 2017 - 18:45

TRENTO. “Siamo tranquilli – ha spiegato il presidente - sappiamo di aver fatto in scienza e coscienza ciò che le norme e i fondamenti scientifici ci dicono. Prevale la sicurezza delle persone e anche ciò che la letteratura e tutti i fondamenti scientifici della gestione dei grandi carnivori dettano su questi casi".

 

"Quando il pericolo sale oltre una certa soglia si procede con l'abbattimento, la tutela delle persone viene prima - conclude Rossi - perché oggi siamo qui a commentare questa scelta ma se questo esemplare avesse incontrato un bambino e se invece di un ferimento fosse capitato anche qualcosa di più grave saremmo qua a fare ben altri commenti". 

 

Queste le parole del governatore Ugo Rossi in merito all'abbattimento di Kj2, che spiega le motivazioni della decisione: "Le cattività di questo genere di animali sono sconsigliate da tutti gli esperti più importanti. C'è poi il fattore tempo per la cattura dell'orsa con le trappole, la pericolosità e il fattore difficoltà della zona dove si trovava. L'insieme di queste valutazioni ha fatto pesare la bilancia sull'abbattimento”.

 

Rossi rassicura anche sul progetto Life Ursus: “Se ci fosse una cattiva gestione non ci sarebbero 50 esemplari – spiega - e se ci fosse una cattiva gestione ci sarebbero molti più problemi. Abbiamo invece un'ottima gestione da parte del nostro Servizio foreste e fauna che è acclarata da tutti gli esperti mondiali che abbiamo consultato e con i quali siamo contatto”.

 

Anche a seguito delle critiche arrivate da diverse associazioni animaliste e le campagne per boicottare il Trentino, al momento il mondo turistico non sembra risentirne. “Dopo il caso Daniza non c'è stato nessun decremento – ha precisato Rossi – ma anzi abbiamo avuto un incremento di gradimento da parte dei turisti presenti sul nostro territorio e siamo tranquilli dal questo punto di vista”.

 

Per quanto riguarda i cuccioli dell'orsa, invece, hanno tutte le possibilità di sopravvivenza intatte. Il Corpo forestale provinciale metterà in campo tutte le azioni di monitoraggio rispetto i pericoli esterni che ci possono essere con anche il sostegno, se serve, dal punto di vista alimentare. “Il tutto nel rispetto del ciclo naturale delle cose”.  

 

Le parole di Rossi non convincono però la politica che va all'attacco. "L’uccisione dell’orsa dopo l’aggressione a un uomo che l’aveva attaccata sbagliando strategia difensiva - afferma Antonia Romano de L'Altra Trento a Sinistra -  rappresenta l’epilogo del progetto Life Ursus, nato da buoni propositi ma gestito malissimo".

 

Giacomo Bezzi, Forza Italia, deposita un'interrogazione alla Giunta e chiede: "Era davvero necessario abbattere KJ2? Sicuramente l’esemplare di orso resosi responsabile di comportamenti pericolosi per le persone andava catturato, su questo si può essere tutti d’accordo, quello che si poteva evitare era l’abbattimento dell’esemplare".

 

A Jacopo Zannini  di Sinistra italiana "pare proprio che il progetto abbia cambiato nome in 'Dead Ursus'. Le nostre critiche - spiega -  non riguardano solo aspetti animalisti, ma affondano in una gestione, insufficiente e lacunosa, della tutela sia delle persone che degli animali".

 

Claudio Cia, di Agire, si dice "dispiaciuto" anche se rimane la sua contrarietà ad un progetto "tanto inutile quanto dannoso".  Secondo il consigliere provinciale il Trentino è ora "additato con disprezzo a livello nazionale come già successo quando il presidente Rossi dichiarò di voler usare l'autonomia per difendere i vitalizi. Chi risarcirà i Trentino - si chiede - da questa ennesima pagliacciata istituzionale?".

 

Contento per "l'epilogo" Maurizio Fugatti della Lega Nord. "Questa è la dimostrazione del fallimento del progetto Life Ursus in Trentino. Se da una parte infatti dobbiamo prendere atto che tale epilogo era l'unico ormai possibile in quanto deve valere il principio che la vita di una persona vale più di quella di un animale, dall'altra occorre prendere atto della totale incapacità della Provincia".

 

Molto più che contento Erminio Boso, ex senatore della Lega Nord. "Fosse per me - afferma - con la pelle farei un bell'orso imbalsamato da mettere in bella vista in Consiglio provinciale. Ma con la carne - continua - farei una bella tavolata in piazza Duomo a Trento per mangiarlo tutti assieme".

 

E non trattiene nemmeno la sua profonda ostilità nei confronti degli animalisti che invece difendono i plantigradi: "Questi li prenderei a bastonate, non capiscono un c***o, non possono venire a dirci come dobbiamo comportarci.Metterei queste persone in fila e li legnerei uno a uno".

 

Per Filippo Degasperi dei 5 Stelle "l'inesperienza dell'attuale maggioranza ci ha fatto regredire a 100 anni fa, quando l'orso veniva schioppettato senza tanti complimenti. Di fronte ad un episodio così vergognoso viene da chiedersi se sia opportuno trasferire al Ministero la protezione dell'animale. Sorprende che a questo folle gioco si sia prestato il Corpo Forestale che la fauna dovrebbe difenderla, anche dai politici incompetenti". 

 

Ma anche il presidente dei deputati di Forza Italia, Paolo Romani, si chiede come mai sia stato ucciso un plantigrado nei boschi trentini: "Aveva aggredito un uomo, ma uccidere un'orso perché ha ferito un uomo che senso ha?". E per lo stesso partito interviene Michela Brambilla che afferma: "Non è bastato il caso dell'orsa Daniza?"

 

"Ancora una volta la Provincia di Trento ha dato prova di prepotenza e crudeltà" - dichiara l'esponente forzista Repubblica.it. "Va da sé - prosegue l'ex ministra - che invocheremo chiarezza in tutte le sedi, politiche e giudiziarie finché i responsabili non pagheranno. La responsabilità di questa morte ricade interamente su chi l'ha voluta e preordinata, ben sapendo che non era necessaria".

 

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