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"Sono tornati a prendersi la carcassa, li ho illuminati nella notte. Erano furiosi. Mamma e due cuccioli incuranti del recinto"

Il pastore Denis Paoli si trova sopra Tione con il suo gregge. L'altra notte dei plantigradi sono riusciti ad entrare nel suo recinto elettrificato e hanno abbattuto una pecora ma non sono riusciti a portarla fuori. "Ieri notte sono tornati e questa notte torneranno ancora. Ai forestali ho chiesto almeno una fototrappola"

Di Luca Pianesi - 17 giugno 2017 - 21:26

TIONE. "Stanotte li ho illuminati con i fari: erano una mamma e due piccoli con denti serrati, erano furiosi. Uno dei piccoli sembrava pazzo. Tentavano di rientrare per riprendersi la pecora uccisa la sera prima. Ma poi dopo che li ho illuminati e ho iniziato a urlargli contro sono rimasti a fissarmi e poi sono scappati". A parlare è il pastore Denis Paoli. Due notti fa una delle sue pecore è stata sbranata nonostante si trovasse all'interno dei recinti elettrificati. "E qui siamo a mezzo chilometro da Binio - spiega - da case, da duecento persone. E quando ho contattato i forestali e gli ho spiegato quel che ho visto mi hanno risposto che in zona dovrebbe esserci o un grosso maschio o una mamma con un piccolo ma più lontano. Insomma la mia descrizione non coincideva. Cosa vuol dire? Che sono esemplari che non hanno sotto controllo. E allora gli ho chiesto di venire qui, questa notte, e di mettere almeno una fototrappola per riprenderli".

 

Già perché gli stessi forestali hanno spiegato a Denis che i plantigradi torneranno "più carichi di questa notte". Siamo a Binio, nel comune di Tre Ville a pochi chilometri da Tione. Denis ha il grosso del gregge in quota a 2.000 metri nelle malghe e un 150 pecore più in basso, vicino al paese. Tra queste mamme e agnellini. Denis è otto anni che si reca in questa zona con il suo gregge "e lo so che ci sono gli orsi (la foto sotto l'ha scattata lui ndr)". Proprio per questo i suoi capi sono tutti protetti dai recinti elettrificati eppure nella notte tra giovedì e venerdì una delle sue pecore è stata letteralmente spolpata. Alle 6 del mattino, raggiungendo uno dei prati dove si trovavano una decina di esemplari si è accorto che il recinto era stato appiattito verso l'esterno, un filo era stato impigliato in un cespuglio, e ha trovato la carcassa di una delle pecore.

 


 

"Cosa è successo? E' successo che gli orsi sono intelligenti - prosegue Denis -. Normalmente, quando ci sono tante pecore nel recinto le spaventano così sono loro ad abbattere le recinzioni elettrificate e poi si danno alla razzia. Qui hanno capito che dentro il recinto le pecore non erano abbastanza e siccome ormai sanno che la scossa la prendono se toccano il filo orizzontale, con le unghie hanno tagliato quelle verticali. Uno dei fili orizzontali si è impigliato in un cespuglio e quindi si sono aperti, in parte, la strada e poi sono entrati. Hanno ucciso una pecora e l'hanno ben spolpata ma non tutta. Hanno provato ad avvicinarla al recinto ma non sono riusciti a portare la carcassa fuori. E allora sono tornati la notte scorsa per completare l'opera. Io avevo già chiamato i forestali e ma mi hanno detto che hanno tante segnalazioni in questo periodo e quindi il personale è scarso. Ho dormito lì e la notte a un certo punto ho sentito un gran frastuono. Ho puntato i fari verso il rumore e ho visto i tre orsi. Con il piccolo che sembrava matto. Erano furiosi. Ho cominciato a urlargli, a fischiare e dopo un po' sono scappati via".

 


 

"Oggi poi sono venuti su i forestali - completa Denis - e il consiglio che mi hanno dato è stato di buttare la carcassa fuori dal recinto così questa notte gli orsi possono completare l'opera senza altri danni. Gli ho detto 'col cavolo'. Se nemmeno sapete che sono qui almeno intercettateli, radiocollarateli, filmateli con una fototrappola. Io il mio gregge non lo abbandono. Dormo nel rimorchio e resto qui con le mie pecore".

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