Contenuto sponsorizzato

Studenti universitari e giovani volontari insieme per costruire ponti tra culture diverse

Giovani in campo con il progetto Fu(n)sion ideato da tre studentesse della facoltà di sociologia dell’Università di Trento e realizzato con il supporto del Centro Servizi Volontariato e delle Politiche Giovanili e con la collaborazione del Centro Astalli di Trento e l’Atas onlus

Pubblicato il - 15 August 2017 - 20:49

TRENTO. Un'occasione di conoscenza e di arricchimento culturale reciproco che ha visto coinvolti studenti universitari, giovani volontari e alcune realtà che sono presenti in Trentino e che si occupano dell'accoglienza dei richiedenti asilo. Tutto questo, come raccontato da Cinformi,  è frutto del progetto Fu(n)sion ideato da tre studentesse della facoltà di sociologia dell’Università di Trento e realizzato con il supporto del Centro Servizi Volontariato e delle Politiche Giovanili e con la collaborazione del Centro Astalli di Trento e l’Atas onlus.

 

Ad essere coinvolte nel progetto sono state Joy, Fatuma, Anita e Stella, donne migranti. Joy e Stella sono originarie della Nigeria, Fatuma della Somalia. Tutte e tre sono accolte nel progetto di accoglienza ordinaria Sprar in Trentino gestito dal Cinformi. Anita arriva invece dal Congo, ha ottenuto la protezione internazionale, ed il suo progetto di accoglienza si è concluso qualche mese fa. Oltre a loro, al percorso concluso parzialmente, hanno partecipato tre giovani volontari e un gruppo di bambini frequentanti le attività estive gestite dalla cooperativa Arianna presso “La Casetta Centro Aperto” di Canova di Gardolo.

 

Attraverso il progetto si è cercato di gettare le basi per una migliore conoscenza della comunità locale da parte delle donne migranti richiedenti asilo e rifugiate, e d’altra parte è stata offerta la possibilità ai giovani sia volontari sia studenti che frequentano la Cassetta di Canova di Gardolo di conoscere il fenomeno della migrazione forzata, non attraverso dati e numeri, ma attraverso la relazione diretta, i racconti e le storie delle persone accolte nel progetto di accoglienza richiedenti protezione internazionale in Trentino.

Una prima parte del progetto è stata costituita da quattro giornate di formazione al quale hanno partecipato le donne migranti e i tre volontari in un'esperienza volta alla comprensione del gioco come veicolo di scambio culturale. Il risultato della prima fase della formazione è stata la progettazione di una serie di attività ludico-ricreative che sono state poi proposte ai ragazzi della Casetta di Canova nell’arco di dieci giornate.

 

Durante le giornata del progetto, le 4 donne migranti e i giovani volontari hanno incontrato i ragazzi che frequentano le attività estive della Cassetta di Canova di Gardolo e insieme hanno cercato di ricostruire la rotta seguita da loro per arrivare in Europa. Si è scoperto così i paesi attraversati dalla Nigeria, dal Congo o dalla Somalia per raggiungere la Libia, le fatiche di queste donne di camminare per giorni senza acqua nel deserto, il viaggio nel barcone, la speranza, la nostalgia per chi è rimasto in patria. Inoltre, l’incontro ha avuto come scopo la raccolta di idee per creare il murales dell’accoglienza.

 

Un momento di restituzione del progetto alla cittadinanza sarà previsto nel corso della settimana della gentilezza che si terrà a Canova a fine settembre 2017 e la realizzazione di un’opera artistica, ovvero di un murales ad esposizione pubblica nell’ambito della settimana dell’accoglienza che si svolgerà dal 7 al 15 ottobre 2017 in Trentino.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.58 del 03 Marzo
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

03 March - 20:14

Ecco il quadro odierno del contagio in Trentino. Due i decessi avvenuti in provincia con Covid: si tratta di un uomo e una donna

03 March - 19:30

Protagonista di un incidente che sarebbe potuto finire in tragedia, già nel pomeriggio di mercoledì 3 marzo "l'uomo con il carrello" è stato visto a Pergine, città che, nonostante le denunce e gli interventi delle autorità, pare "tenere in scacco". Il sindaco Oss Emer: "Abbiamo provato di tutto. Ci deve essere un buco normativo"

03 March - 18:42

Il presidente ha confermato l'intenzione di proseguire con le lezioni in presenza. Ferro ha raccomandato di arieggiare gli spazi chiusi e mantenere le distanze sociali: ''Non ci rendiamo conto di quanto sia stressato il nostro sistema sanitario per questo aumento dei ricoveri che temo per i prossimi 10 giorni non potranno che aumentare''

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato