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Tensione tra Phoenix e Cassa centrale banca, scontro al vertice?

Il direttore generale della società informatica avrebbe manifestato malcontento e avrebbe già presentato le dimissioni. Il Gruppo bancario si sarebbe cautelata rafforzando la governance attraverso il Consigliere delegato Mario Sartori, direttore di Ccb, e inserendo due vice-direttori 

Di Luca Andreazza - 11 August 2017 - 10:50

TRENTO. Possibile tegola in vista per Cassa centrale banca che si trova a far fronte al malcontento di Giorgio Crosina, direttore generale di Phoenix informatica bancaria, società trentina che è chiamata nella sfida di fornire un supporto fondamentale nell'importante piano di costituzione, entro il 2018, del Gruppo bancario cooperativo guidato da Cassa centrale banca. 

 

Un processo in atto, tanto che nel mese di luglio sono già stati portati a termine quattro processi di fusione. Quello della Cassa rurale della Bassa Vallagarina con la Cassa rurale di Isera e la Cassa rurale degli Altipiani, la Cassa rurale di Mezzolombardo e S. Michlele All'Adige che ha incorporato quelle di Giovo e Roverè della Luna, la Bcc di Lucinico e Capriva ha assorbito la Bcc di Fiumicello e infine la Bcc Ravennate Imolese ha incorporato la Bcc di Forlì.

 

Incassato il malcontento del direttore generale, il Consiglio d'amministrazione di Phoenix si sarebbe cautelato deliberando il 9 agosto proprio un piano di rafforzamento della governance e dell’alta direzione.

 

La società ha deciso infatti di nominare in qualità di Consigliere delegato di Phoenix Mario Sartori, direttore di Cassa centrale banca, con l’obiettivo di agevolare la fluidità dei processi e delle relazioni fra le società del Gruppo e assicurare la necessaria rapidità delle decisioni operative coerenti con la strategia del Gruppo nell’interesse delle Bcc-Cr-RaiKa aderenti, mentre Manuele Margini e Ivan Moser diventano vice-direttori. Il primo mantiene la responsabilità diretta della Divisione servizi, mentre il secondo della divisione progetti.

 

Un nuovo assetto organizzativo nell'ottica di consentire a Phoenix di rafforzare il presidio e lo sviluppo dei servizi per gli istituti aderenti al Gruppo bancario Cassa centrale banca, così come per le altre banche clienti che andranno a rappresentare per il futuro un asset molto importante.

 

L'aria però tra Sartori e Crosina sarebbe tesa, tanto che quest'ultimo avrebbe già presentato le proprie dimissioni o comunque queste sarebbero pronte sul tavolo. Il nodo del contendere sarebbe nell'autonomia, sempre più a rischio, di Phoenix che in questa partita si troverebbe a essere poi riassorbita all'interno del gruppo Cassa centrale banca. Le parti starebbero cercando di mediare per ricomporre il quadro e per non danneggiare il Gruppo bancario cooperativo. 

 

Nato a Tione e residente nel Bleggio Superiore, Crosina si è laureato in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano, prima di rientrare a Trento e creare nel 2002 la realtà informatica, il direttore generale si è formato al Politecnico come assistente tra programmazione di calcolatori e microprocessori, senza dimenticare l'esperienza in Olivetti e quindi in California all'Intel, negli States è rimasto fino al 1986 dove ha seguito il progetto 386.

 

Nel frattempo si consuma una 'battaglia' tra il gruppo romano Iccrea e quello guidato da Trento, soprattutto per accaparrarsi gli ultimi istituti di credito che non hanno scelto a quale dei due raggruppamenti aderire. L'ago della bilancia sembra spostarsi sempre più verso Roma, come il caso di ChiantiBanca che nel maggio scorso ha cambiato improvvisamente direzione. Una spartizione che di fatto acuisce la frattura tra le diverse banche. 

 

Una sfida questa che si sposta anche sul terreno dell'informatica, Iccrea cerca infatti di attirare nuove adesione facendo leva sul fatto che è in grado di gestire qualunque interfaccia in dotazione alla banche: nel corso del tempo infatti quello che era l'Istituto centrale del credito cooperativo ha sviluppato dei software in grado di rispondere a qualunque sistema informatico adottato alle banche associate, mentre in Trentino si cerca di spiegare che gli istituti sarebbero più autonomi.

 

Iccrea utilizza al proprio interno il software sviluppato dalla Bccsi, la controllata specializzata in It. Le Bcc, oltre a questa piattaforma, usano le altre due, quelle targate  Phoenix e Ibt. La realtà trentina vanta oltre 250 istituti di credito e enti che utilizzano i loro servizi e prodotti, ma secondo le proiezioni Bcc dovrebbe raggiungere il centinaio di banche, mentre Roma le altre 150-160. A Bolzano invece seguono la propria strada e circa quaranta realtà compatte.

 

E forse alla base delle tensioni ci potrebbe proprio essere il fatto che Cassa centrale banca non avrebbe ancora chiarito se intende investire per adeguare la piattaforma in modo 'universale' oppure se gli istituti di credito saranno chiamati a doversi adattare a quanto già sviluppato da Phoenix.

 

Stallo anche in Veneto, nonostante il presidente Luca Zaia si sia schierato verso Trento, la spaccatura nella Federazione veneta delle Banche di credito cooperativo tra le dieci che hanno scelto Trento e le quattordici che si sono schierate dalla parte di Roma, tutto è ancora fermo. 

 

Il destino delle società in comune tra Veneto e Trentino è ancora tutto da decidere e la governance della Federazione veneta è ancora in stand-by. Restano a margine anche gli approfondimenti sulle nove Bcc che negli ultimi due anni sono state liquidate, incorporate o commissariate, come Bcc Marostica, Banca del Veneziano, Banca Padovana, Credito Trevigiano, Crediveneto, Banco Popolare, Bcc Monastier, Bcc Euganea e Banca Atestina.

 

Tutto rimandato in autunno, quando diventeranno operative la fusioni tra CentroVeneto e Bassano Banca, che andranno con Cassa Centrale Banca di Trento, e di Centro Marca Banca che aggregherà Bcc Santo Stefano di Martellago (Iccrea).

 

 

 

 

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