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Un'indagine difficile, decisivi 5 millimetri del paraurti. Ecco come si è arrivati al "pirata della strada" che ha ucciso Cappelletti

La vettura era stata individuata già dopo 48 ore dall'incidente costata la vita al dottor Cappelletti. L'uomo, senza patente e assicurazione, inizialmente ha negato, sostituendo lo specchietto retrovisore a Brescia. Nella notte è crollato e ha confessato. Risponderà per omicidio stradale e omissione di soccorso. Giovedì 3 il funerale

I frammenti del paraurti decisivi per incastrare la vettura
Di Luca Andreazza - 30 ottobre 2016 - 12:32

TRENTO. Un'indagine difficile, dove la cura dei dettagli e dei particolari ha portato alla denuncia a piede libero di un uomo di 42 anni, classe 1974, di Mezzocorona, che all'una di notte ha confessato in questura a Trento dopo un lungo interrogatorio. L'uomo risulta senza patente e senza assicurazione della vettura e risponderà in sede penale per omicidio stradale e omissione di soccorso.

 

Decisivi per incastrarlo sono stati due frammenti blu metallizzato del paraurti gradi poco meno di 5 millimetri. Due pezzetti di plastica fondamentali per ricomporre il puzzle e chiudere le indagini sul terribile incidente che lunedì scorso a San Michele intorno alle 19 è costato la vita al noto e stimato medico dottor Cappelletti di 62 anni. 

 

"La dinamica dell'evento - spiega il dottor Ascione, dirigente della Squadra mobile di Trento - vede la vettura urtare la bicicletta presumibilmente nella parte posteriore laterale. Nel colpo lo specchietto retrovisore si rompe, probabilmente per il contatto con il corpo del dottor Cappelletti. Il quadro indiziario però era scarso: nessun segno evidente, gli elementi raccolti sul campo erano pochi e le condizioni ambientali difficili causate dalla pioggia e dall'oscurità non hanno certo reso le cose più semplici. E poi mancavano testimoni diretti dell'evento".

 

Un lavoro di concerto fra la squadra mobile e la polizia stradale che ha occupato quasi l'intero corpo delle forze dell'ordine 24 ore su 24 per assicurare il "pirata della strada" all'autorità giudiziaria e al procuratore Marco Gallina. Le indagini sono iniziate immediatamente subito dopo il ritrovamento del corpo ormai esanime del dottore. E dopo 48 ore avevano già individuato la presunta vettura dell'incidente e il presunto colpevole, partendo dal ritrovamento dello specchietto retrovisore. Hanno quindi provveduto ad interrogarlo. "L'uomo inizialmente ha negato - prosegue il dottor Ascione - era perfino riuscito a sostituire lo specchietto retrovisore, perso nell'urto con il corpo del medico, acquistandolo da un rottamatore di Brescia". 

 

L'attività investigativa si è concentrata partendo dall'orario dell'incidente circoscritto tra le 19 e le 19.15. Da subito era stata individuata una Punto blu, cinque porte, immatricolata tra il 1993 e il 1999: il confronto con i database facevano emergere 1.300 possibili vetture in regione. Quindi si è passato al setaccio delle telecamere e dei tabulati telefonici che comprendeva circa 600/700 numeri. Il cerchio, così, piano piano, si è sempre più ristretto.

 

"Sono state direttamente visionate - continuano squadra mobile e polizia stradale - un elevato numero di vetture che rispondessero alle caratteristiche cercate. Tantissime anche le segnalazioni anonime. L'analisi minuziosa dei dati a disposizione aveva ridotto il cerchio a circa 50 veicoli. Le telecamere sono inoltre servite per verificare l'attendibilità e quanto emerso dalle interrogazioni. L'uomo, che presentava una vettura già usata, impolverata e sporca, sosteneva che il veicolo non circolasse da giorni, ma le registrazioni di Trento lo contraddicevano. Il numero aveva inoltre agganciato la cella telefonica nell'orario dell'incidente. Gli elementi però in nostro possesso non bastavano per ordinare il sequestro del mezzo".

 

Quindi l'indagine è proseguita, concentrandosi sull'acquisto della vettura: dal portale internet Subito.it emergeva che il veicolo all'atto dell'acquisto, avvenuto appena un mese prima, seppur usato, era in buone condizioni. Ecco quindi entrare in gioco i due frammenti del paraurti: i "riccioli plastici" combaciavano perfettamente alla carrozzeria nei punti mancanti. 

 

 

 

 

Le forze dell'ordine hanno quindi chiamato l'uomo in questura per rispondere nuovamente alle domande degli inquirenti. Lui è crollato la scorsa notte dopo un lungo interrogatorio concluso all'una: "L'uomo si è accorto dell'urto - conclude Ascione - e si è spaventato perché guidava senza patente e la vettura era sprovvista di assicurazione. In più presenta alcuni problemi famigliari. Il denunciato ha anche detto che gli è sembrato che il dottor Cappelletti si stesse rialzando. Dal punto di vista umano comprendiamo, ma non giustifichiamo, le motivazioni che lo hanno portato alla fuga senza prestare soccorso: ora risponderà per tutto nelle sedi opportune".

 

Ora si attende l'esito dell'autopsia per far chiarezza sugli ultimi dettagli della vicenda che ha portato al decesso del medico di San Michele, mentre l'uomo risponderà per omicidio stradale e omissione di soccorso: il minimo della pena in astratto è di 5 anni, ma entreranno nel bilancio finale attenuanti e aggravanti.

 

Terminati gli ultimi rilievi, l'ultimo viaggio di Cappelletti si terrà giovedì alle 14.30 nella Chiesa di San Michele. I comuni di San Michele e Faedo hanno proclamato il lutto cittadino.

 

 

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