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Val di Fiemme, cane trova una pozza, si sporge e viene inghiottito: era una cisterna. Il padrone: "E' morto in maniera orribile. Poteva esserci mio figlio"

Il fatto è successo sui prati della pista che segue il percorso della cabinovia Bellamonte 3.0. Il cane ha trovato una piccola buca aperta e senza protezioni ed è finito dentro. Il padrone nel tentativo di salvarlo ha estratto la carcassa di una pecora. "E' stato terribile. Abbiamo fatto denuncia. E siamo già in contatto con l'associazione dell'ex ministro Brambilla"

Il cane Oliver e la cisterna che si trovava sotto il prato
Di Luca Pianesi - 03 agosto 2017 - 11:32

PREDAZZO. "Si è avvicinato all'acqua, da buon Labrador, ha messo il muso dentro per bere, me in un secondo è scomparso inghiottito da una pozza larga 50 centimetri. Ho sentito l'urlo di mia moglie e del mio bambino di 6 anni. Mi sono gettato sulla buca e con le braccia ho cercato di afferrare Oliver scomparso nella melma. All'improvviso ho preso una zampa, ho gridato 'eccolo, eccolo', l'ho tirata verso di me. Era la carcassa di una pecora. Una cosa terribile. E di Oliver non c'era più traccia". Comincia così, ma di sicuro non finisce così, come ci spiega Gianni Valdambrini, questa terribile storia avvenuta martedì in Val di Fiemme. Una storia che racconta di imperizia, sfortuna, di colpe che sarà la magistratura ad assegnare.

 

Una storia che racconta di un cane vivace e buono, Oliver, che non c'è più. Di una famiglia toscana, composta dal signor Valdambrini, sua moglie, i due bimbi di 3 e 6 anni e i loro due cani, Oliver appunto, di 8 anni, e Rudy, una femmina di 9, in vacanza in Trentino con il camper, tornati a casa in stato di shock assoluto. "E dire che tutto era cominciato bene - spiega Gianni -. Eravamo in vacanza in Val di Fiemme, posti bellissimi, natura fantastica. Con il camper ci eravamo fermati tra il primo tronco della cabinovia dell'impianto Bellamonte e il secondo perché c'è un bellissimo parco per bambini con giochi d'acqua. E avendo i bimbi piccoli abbiamo deciso di stare in quella zona. Martedì abbiamo fatto una bella camminata e, visto che avevano sfalciato i prati da pochi giorni abbiamo deciso di scendere lungo quella che sarebbe la pista da sci. C'erano tante altre persone che lo facevano e tutto sembrava in sicurezza anche perché sopra passava la cabinovia, quindi ci sentivamo visibili e ben controllati". 

 

La passeggiata procede senza intoppi fino all'ultimo pilone della cabinovia Bellamonte 3.0. Addirittura il bimbo più piccolo è sul passeggino spinto da Gianni. Dietro a chiudere la comitiva la moglie con vicino Rudy. Gianni è il più avanti di tutti e in mezzo il figlio di 6 anni e Oliver. "Devo esserci passato vicino anche io ma non mi sono accorto di niente - prosegue Gianni - eppure quel buco c'era. Anzi quei due buchi. Due buchi aperti, senza nessun segnale o copertura, sul prato a distanza di pochi metri l'uno dall'altro che a vederli da fuori sembravano due pozze profonde poco più di 20 centimetri. E invece sotto nascondevano una cisterna profonda un metro e mezzo e lunga oltre 6 piena di acqua e melma. Oliver, com'è normale che fosse, è andato a vedere quell'acquetta per berla. Si è sporto ed è scomparso inghiottito dalla melma. La terra aveva ceduto sotto le sue zampe. E di fatto, sono sicuro, ha salvato mio figlio che era immediatamente dopo di lui. Ci sarebbe finito lui, ne sono certo".

 

A quel punto sono cominciati attimi di panico assoluto. L'urlo della moglie di Gianni lo ha messo in allarme. Lui si è voltato e ha prima spostato il bimbo dalla traiettoria con la buca e poi si è gettato al bordo della stessa. "Ho provato a entrarci, a metterci dentro le braccia, a mulinare nella melma in cerca di Oliver. All'improvviso ho trovato quel che cercavo, e tra le urla di mia moglie dei miei figli ho gridato 'eccolo, eccolo, ce l'ho, l'ho trovato'. Ho fatto forza e ho tirato verso di me la zampa. Ma da quel buco è uscita la carcassa di una pecora. Una cosa orribile. Oltre ad aver perso il cane in quel modo anche quella scena raccapricciante". Ormai i secondi passavano e le speranze di salvare Oliver si affievolivano minuto dopo minuto. Gianni ha, quindi, chiamato il 113 e sul posto, oltre ai carabinieri, sono arrivati il soccorso alpino e i vigili del fuoco

Labrador scompare in un buco e muore in una cisterna

 

Con delle idrovore si è a svuotata la cisterna e si è provveduto ad isolare la zona. A quel punto è stato possibile tirare fuori anche la carcassa di Oliver. E poi? "E poi un dramma - aggiunge Gianni - intanto abbiamo fatto la denuncia ai carabinieri e poi abbiamo provveduto a cremare Oliver. A quel punto, esaurite le pratiche formali, abbiamo deciso che non aveva senso restare un minuto di più in quel posto. Siamo ripartiti per tornare a casa. Rudy, l'altra cagnolona, da martedì non mangia più, vomita e passa il tempo dove dormiva Oliver. Io e mia moglie l'altra notte ci siamo svegliati all'improvviso in stato di agitazione. Io rivedevo quella pecora morta, rivedevo Oliver e non riesco a non pensare che ci sarebbe potuto essere stato mio figlio".

 

Dicevamo, però, che questa non è la fine della storia: "Non lo è assolutamente - conclude Valdambrini - abbiamo fatto la denuncia ai carabinieri e ovviamente andremo fino in fondo. Ma non per una questione di soldi, che non ce ne importa niente, ma per una questione di giustizia. Ripeto che lì ci poteva finire tranquillamente un bambino. C'è finito Oliver, un cane, ma per noi è uguale, non lo abbandoniamo. Abbiamo fatto un post su Facebook che sta facendo il giro d'Italia e ci stanno contattando decine di avvocati pronti ad assisterci. Siamo in collegamento diretto con l'associazione dell'ex ministro Brambilla e con i migliori legali in materia. Noi andremo fino in fondo anche perché l'amministratore delegato dell'impianto quando è arrivato sul posto non c'ha nemmeno chiesto scusa. C'è stato solo riferito per terze persone che noi lì non dovevamo starci e che il cane doveva stare al guinzaglio. Frasi orribili che hanno aumentato la frustrazione. E che mi spingono ad andare avanti con ancora maggior forza".

 

Adesso la palla passa nelle mani della magistratura e delle forze dell'ordine. Sul posto, ci dicono che sono stati messi dei bancali per coprire le buche, adesso, e delle transenne. Ci fossero state prima, sicuramente, ci sarebbe ancora anche Oliver. 

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