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Welfare a Km Zero: la Provincia firma il protocollo di intesa. "Per sostenere e rafforzare la cultura e la pratica del welfare comunitario e generativo"

Al progetto l'importo di 250 mila euro, mentre altri 500 mila euro verranno stanziati dalla Fondazione Caritro. Daldoss: "Per stimolare la nascita di progetti in rete e condivisi fra gli attori privati e gli enti locali e generare nuove risorse"

Di db - 13 April 2017 - 16:09

TRENTO. L'obiettivo è quello di puntare al miglioramento della qualità della vita sul territorio progettando interventi innovativi, di concerto con gli attori locali, siano essi istituzioni private o pubbliche, scuole, imprese o banche. Il progetto si chiama "Welfare a Km Zero", è stato avviato nel 2015 per innovare le modalità di progettazione nell'ambito del welfare trentino e oggi la giunta di Trento ha approvato il protocollo d'intesa.

 

Ci metterà i soldi, ma non da sola. Su indicazione degli assessori Luca Zeni e Carlo Daldoss, ha approvato il Protocollo di intesa fra Provincia, Consiglio delle Autonomie Locali, Caritro e Fondazione Demarchi, destinando al progetto l'importo di 250 mila euro, mentre altri 500 mila euro verranno stanziati dalla Fondazione Caritro: Provincia e Fondazione Caritro, direttamente o attraverso Fondazione Demarchi e in collaborazione con il Consiglio delle Autonomie Locali, hanno infatti concordato di sostenere i costi con una ripartizione rispettivamente di un terzo e due terzi.

"L'obiettivo - spiega l'assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni - è quello di sostenere e rafforzare la cultura e la pratica del welfare comunitario e generativo nella società trentina. Dobbiamo cercare di lavorare in modo diverso, di individuare nuove modalità di risposta a problematiche sociali che aumentano, di intercettare nuove vulnerabilità partendo dall’analisi dei bisogni e delle necessità di cittadini e famiglie, coerentemente con quanto stabilito dal Piano della Salute e in un'ottica di cittadinanza attiva".

 

"Attraverso il bando triennale finanziato con il Protocollo - spiega l'assessore agli enti locali Carlo Daldoss - si vuole stimolare la nascita di progetti in rete e condivisi fra gli attori privati e gli enti locali, nonché generare nuove risorse, modificando le modalità con cui persone, enti e istituzioni operano, nel rispetto di tutto ciò che la comunità trentina ha costruito nel tempo".

 

Il progetto "Welfare a Km Zero" si è già mosso dal 2015 ad oggi attraverso una serie di fasi finalizzate alla sua realizzazione:

 

Attraverso l'ascolto del territorio. Si è trattato della prima fase rivolta all'esplorazione, alla sollecitazione e all'ascolto del contesto trentino e all'identificazione delle vulnerabilità. Si è conclusa nel dicembre 2015 con l'individuazione di laboratori di progettazione partecipata. Ai laboratori si sono iscritte complessivamente 220 persone appartenenti alle istituzioni e alla società trentina, hanno inoltre partecipato anche rappresentanti dei Servizi sociali territoriali.

 

Attraverso un'istruttoria. La seconda fase era orientata alla preparazione delle condizioni per l'avvio dei laboratori. A marzo 2016 è stato organizzato un convegno pubblico per la presentazione dei risultati, per il lancio dei laboratori e per dare la possibilità agli attori locali di candidarsi a partecipare ai percorsi di progettazione partecipata della durata di un semestre. La fase si è conclusa nell'aprile del 2016.

 

Attraverso la progettazione. La terza fase ha visto l'affiancamento di iniziative di welfare per il territorio trentino ai laboratoria per la progettazione concertata, oltre alla realizzazione di un documento progettuale per ogni laboratorio; la fase si è conclusa alla fine dello scorso anno.

 

Il co-finanziamento, l'ultima parte, quella che si è concretizzata oggi, vede il coinvolgimento degli enti promotori del progetto e riguarda appunto il co-finanziamento delle iniziative del territorio, che si attuerà attraverso il protocollo oggi approvato dall'esecutivo provinciale.

Il bando è stato pubblicato dalla Fondazione Caritro nel gennaio 2017. Tramite il bando Caritro, Provincia e Fondazione Demarchi si impegnano nel settore sociale, sostenendo progetti che promuovano la coesione sociale e le interazioni fra diverse realtà pubbliche e del privato sociale. Il bando riguarda appunto progetti di welfare generativo programmati e realizzati con logiche di rete con durata triennale.

 

Ogni rete deve essere formata da almeno 3 realtà con sede in provincia di Trento, tra cui una realtà non-profit che agisce con esperienza nel sistema del welfare sociale trentino; ogni rete inoltre può essere formata da realtà appartenenti al sistema del privato sociale o da enti locali. 

I progetti dovranno essere attivati nel 2017 e concludersi entro 36 mesi dalla data di avvio. Dovranno inoltre riferirsi ad almeno una delle seguenti tematiche:

  • intercettazione di nuove vulnerabilità e nuovo lavoro di comunità per rafforzare i legami sociali;
  • riallestimento di spazi pubblici in modo partecipato, per costruire un contesto aperto a tutti i cittadini, anche quelli più vulnerabili;
  • elaborazione di modalità di intercettazione dei bisogni in maniera diffusa per favorire l'accesso dei cittadini ai servizi disponibili;
  • sviluppo di interventi atti a sostenere gli abitanti delle piccole comunità lontane dai grandi centri urbani;
  • rinnovo dei servizi di welfare rivolti agli anziani, attraverso nuove modalità di coinvolgimento attivo di tutti i cittadini.

Le spese per il 2017 a carico della Provincia, che si avvale delle risorse messe a disposizione dalle Comunità e dal Territorio Val d'Adige, sono pari a 250 mila euro e saranno rivolte al finanziamento di progetti presentati in rete con gli enti locali del territorio trentino. Gli enti promotori si impegnano inoltre a rispettare il principio della ripartizione della spesa fra Fondazione Caritro (per i due terzi) e gli altri soggetti del sistema pubblico (per un terzo), anche per gli anni 2018 e 2019.

 

Ulteriori informazioni su www.welfareakmzero.it e Facebook.com/welfareakmzero

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