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Ai Comuni 500 euro per ogni profugo ospitato. ''Fondi statali usati per favorire integrazione e lotta alla marginalità''

Approvato dalla Giunta protocollo di intesa tra Provincia e Consorzio dei Comuni finalizzato alla costruzione di una progettualità mirata e condivisa fra i diversi soggetti

Pubblicato il - 16 febbraio 2018 - 20:36

TRENTO. Per ogni profugo ospitato, lo Stato riconosce ai Comuni 500 euro: fondi nazionali, che non provengono dal bilancio provinciale ma che sono stati comunque gestiti tramite un protocollo tra Provincia e Consorzio dei Comuni

 

Un Protocollo di intesa finalizzato alla costruzione di una progettualità mirata e condivisa fra i diversi soggetti, il cui obiettivo è il contrasto alla marginalità sociale e l'inserimento delle persone accolte in progetti e attività di utilità sociale. 

 

Della stessa cifra i Comuni trentini che ospitano richiedenti protezione internazionale hanno già beneficiato nel 2017. Lo Stato ha però recentemente rinnovato il suo sostegno alle amministrazioni locali, confermando la dotazione del Fondo anche per il 2018.

 

Poiché le spese sostenute per i richiedenti asilo non sono a carico dei Comuni e i servizi e le attività funzionali all'accoglienza sono gestite e coordinate dalla Provincia, il Protocollo approvato dalla Giunta stabilisce che le risorse destinate dallo Stato debbano essere utilizzate per progetti finalizzati all'integrazione delle persone accolte.

Diversi gli ambiti di intervento dei progetti che verranno messi in campo per il 2018:

orientamento e integrazione dei "migranti terrestri" non ancora inseriti nei programmi di accoglienza;

cittadinanza attiva e consapevole con interventi di conoscenza del contesto culturale e normativo italiano e locale, nonché con interventi per promuovere attività di volontariato socialmente utile;

accompagnamento nell'apprendimento della lingua italiana con particolare attenzione alle donne;

donne con bambini: attivazione di servizi e azioni rivolti in particolare ai bambini in età prescolare, per una loro integrazione e per un supporto alle mamme;

presidio del territorio e valorizzazione di luoghi pubblici di convivenza;

terza accoglienza: progettazione e realizzazione di percorsi volti all'autonomia lavorativa e abitativa.

 

I Comuni potranno utilizzare direttamente o in forma associata il finanziamento, per le finalità previste da questo Protocollo, anche per sostenere spese di personale dedicato allo scopo. Potranno anche affidare alle Comunità di appartenenza le attività e i progetti previsti dal Protocollo o conferire le risorse alla Provincia - Cinformi, in base a specifici accordi.

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