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Per il secondo bando ''Welfare a Km0'' 750 mila euro a disposizione

E' stata rinnovata la partnership pubblico privata tra Fondazione Caritro, Provincia autonoma di Trento, Consiglio delle Autonomie Locali e Fondazione Demarchi per progetti triennali di welfare comunitario e generativo

Pubblicato il - 27 giugno 2018 - 17:05

TRENTO. Eccolo il secondo bando tanto atteso dagli attori del 'privato sociale'. A illustrarlo Mauro Bondi, del Consiglio di gestione della Fondazione Caritro: “La necessità di valutare come e se proseguire, dipende sempre dai risultati dell’anno precedente, che si sono dimostrati positivi e fanno ben sperare anche per il futuro".

 

C’è tempo fino al 2 luglio per iscriversi ai laboratori previsti dal secondo “Bando per i progetti di welfare generativo, programmato e realizzato secondo logiche di rete e comunità”. L’obiettivo è di favorire gli effetti generativi in progetti di welfare sociale, realizzati sul territorio trentino, che prevedano la sostenibilità organizzativa ed economica nell’arco di un triennio.

 

Il percorso prevede la partecipazione obbligatoria a 4 incontri laboratoriali che si terranno tra giugno e settembre e che “accrediteranno” le reti interessate a partecipare al bando (data ultima per la presentazione di progetti 10 ottobre 2018).

 

Incontri che offriranno opportunità di approfondimento su quattro tematiche: vulnerabilità sociale e nuove risposte di welfare generativo, costruzione di reti con la comunità, sostenibilità economica e finanziaria dei progetti e modalità di comunicazione.

"Nel corso della 1°edizione sono stati ascoltati 193 interlocutori, proposti 25 progetti e di questi solo 8 sono stati selezionati per il sostegno economico. I progetti selezionati hanno iniziato tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 a sviluppare le attività, coinvolgendo ben 81 realtà, di cui 48 del sistema welfare e 33 extra welfare".

 

"Attraverso l’allestimento di servizi, eventi e attraverso tavoli di lavoro per condividere obiettivi e attività progettuali - spiega Bondi - sono state coinvolte circa 1.030 persone, molte delle quali si sono rese disponibili a supportare le attività dei diversi progetti.”

 

“L’obiettivo è costruire e ri-costruire reti in grado di anticipare o far fronte non solo alle fragilità considerate tradizionali - ha spiegato invece l'assessore Luca Zeni - bensì alle nuove fragilità: la rete familiare, le comunità e anche la rigenerazione degli spazi pubblici. Con la seconda edizione del bando, la volontà è quella di stabilizzare e dare continuità ad un modo di fare welfare più generativo possibile.”

 

Prerequisito per poter aderire è individuare una rete composta da almeno: una realtà del Terzo Settore, che abbia esperienza nel sistema locale del welfare sociale, un Ente Locale tra Comunità di Valle e/o Comuni con la partecipazione della Comunità titolare delle funzioni socio assistenziali e almeno una realtà appartenente al sistema economico-produttivo.

 

Stefano Bisoffi, presidente della Comunità della Vallagarina, ha ribadito l’importanza del concetto di rete e di presenza territoriale, ricordando che “il Consiglio delle Autonomie Locali ha destinato parte dei fondi provinciali alle Comunità di Valle perché ritiene che le tematiche affrontate vadano nella direzione che si era prospettato".

 

Fondazione Caritro e Provincia autonoma di Trento, quest’ultima con la collaborazione del Consiglio delle Autonomie Locali, sosterranno economicamente i progetti, finanziando rispettivamente 500 mila e 250 mila euro, per un ammontare complessivo di 750 mila euro, cifra stanziata anche nella I edizione del bando pubblicata lo scorso anno.

 

Andrea Schir, del Consiglio di amministrazione della Fondazione Franco Demarchi, si è espresso sottolineando l’importanza del progetto e di come sia possibile affrontare la complessità della sfida sociale di oggi, attraverso l’attivazione di una comunità che si fa carico delle criticità e rende partecipe i suoi cittadini.

 

“L’integrazione del tema in una logica di rete e di comunità ha dato inoltre la possibilità alla Fondazione Demarchi di esprimere il know-how acquisito in anni di esperienza e che nel progetto si occupa di assistere i partecipanti al bando nei laboratori attivati, accompagnandoli poi nel monitoraggio delle reti create e quindi dei progetti attivati.”

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