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Zeni: "Senza disponibilità dei comuni i profughi in albergo"

Mille le presenze sul territorio, e il numero è destinato ad aumentare. Da parte di comuni e privati poca collaborazione per l'accoglienza dei profughi. Giorgia Meloni interviene da Roma: "Vergognoso"

Pubblicato il - 11 agosto 2016 - 18:35

TRENTO. Se non si trovano alloggi pubblici o privati, per accogliere i nuovi profughi ci si dovrà rivolgere alle strutture alberghiere. Parola dell'assessore alle politiche sociali, Luca Zeni, che ammette un problema legato all'accoglienza nella nostra provincia.

 

In Trentino sono poco più di mille, concentrati però in pochi luoghi, ovviamente Trento e Rovereto, ma complessivamente solo in 35 comuni. Ci sono valli che hanno una ridottissima presenza, altre realtà che di migranti non ne hanno nemmeno uno.

 

La cifra delle mille unità, per la precisione 1309, è ripartita tra poche realtà territoriali, e sarebbe opportuno, secondo l'assessore, distribuirli con maggiore criterio, favorendo l'inserimento di piccoli gruppi senza così impattare l'equilibrio delle piccole realtà di valle.

 

Ma i numeri sono destinati ad aumentare, già ieri sono state inviate in Trentino altre 25 persone. Gli spazi pubblici, alle ex Caserme di via al Desert come ai Lavini di Rovereto, sono ormai al limite di capacità, e la risposta delle amministrazioni periferiche è necessaria.

 

Luca Zeni e lo stesso Ugo Rossi hanno personalmente scritto ai sindaci, invitandoli a trovare spazi pubblici destinati all'accoglienza. Ma anche ai privati si rivolge l'assessore Zeni.

 

La provincia è pronta ad intervenire per eventuali costi di adeguamento e ristrutturazione per immobili da destinare ai profughi, anche se ad un privato conviene di gran lunga affittare ai turisti che pagano sicuramente molto più dei 150 euro al mese che passerebbe la Provincia. 

 

Proprio per questo, per tutte le difficoltà nel reperire posti disponibili sia nel pubblico che nel privato, l'assessore alle politiche sociali ipotizza la soluzione delle strutture ricettive, ovvero la distribuzione dei profughi negli alberghi del territorio.

 

Proposta, quest'ultima, che ha fatto infuriare sia il capogruppo della Lega Nord in Consiglio provinciale Maurizio Fugatti che la presidente nazionale di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. “Oggi scopriamo che i comuni trentini devono prepararsi all'invasione di profughi e che i sindaci vengono invitati a fungere da agenzie immobiliari” afferma l'esponente locale del Carroccio, e attaccando direttamente il governatore Ugo Rossi dice sarcastico: “invece di fare l’affittacamere dei profughi dovrebbe chiedere al governo nazionale di operare i respingimenti e i blocchi navali”.

 

Sulla stessa linea Giorgia Meloni: “La sinistra che governa la Provincia Autonoma di Trento paga tutte le spese ai privati che vorranno mettere a disposizione le loro case per accogliere gli immigrati, affitto, vitto e pulizia inclusi. Ma c'è di più – continua la deputata – la Provincia chiarisce che se non si troveranno appartamenti sufficienti bisognerà usare anche alberghi e strutture ricettive. Chi paga questo servizio a 5 stelle? Ovviamente i contribuenti italiani – continua l'esponente di Fratelli d'Italia – inclusi quelli che subiscono ingiunzioni di sfratto e che non possono nemmeno più permettersi di pagare il canone della casa popolare”."Vergognoso", conclude indignata. 

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