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Bellezza e orrore, ecco "Infanzia di un capo" a Cinemart

Prosegue martedì all'auditorium Melotti di Rovereto la rassegna del pellicole di qualità promossa dal Nuovo Cineforum e dal Centro Santa Chiara. Si potrà vedere il lavoro del regista e attore statunitense Brady Corbet. Un esordio folgorante dietro la macchina da presa guardando a Kubrick e Von Trier ma senza perdere la propria personalità

Pubblicato il - 11 novembre 2017 - 12:01

ROVERETO. Prosegue all’Auditorium “Fausto Melotti” la programmazione di CINEMART, la rassegna promossa dal Centro Servizi Culturali S. Chiara e da Nuovo Cineforum Rovereto che ogni martedì invita il pubblico alla scoperta del cinema di qualità.

 

Il prossimo appuntamento è in calendario martedì 14 novembre con la proiezione del film del regista e attore statunitense Brady Corbet L’INFANZIA DI UN CAPO, un romanzo di formazione al contrario, teso e perturbante, che trova la forma più adatta per dire insieme la bellezza e l’orrore.  

  

Liberamente ispirato ad un racconto di Jean-Paul Sartre e girato in 35mm, il film racconta, in quattro atti, la vita del piccolo Prescott (Tom Sweet) nella villa vicino a Parigi dov’è alloggiato con i suoi genitori. Il papà (Liam Cunningham), consigliere del presidente americano Wilson, lavora alle stressanti trattative di definizione di quello che diventerà il famigerato trattato di Versailles, appena dopo la fine della prima guerra mondiale.

 

La formazione del carattere di Prescott è segnata da una precoce tensione intellettuale e da frequenti scatti d’ira, che portano inevitabilmente alla continua ridefinizione degli equilibri di potere familiare. Fra le storture e le ipocrisie sociali che avvelenano una coscienza al suo nascere e la preparano ad una sorte colpevole, si consuma lo scontro tra lo sterile e vigliacco mondo maschile dei diplomatici, e dell'ambiguo amico di amiglia Charles Marker (Robert Pattinson), e quello femminile, al contrario vitale e vibrante.

 

Un universo che circonda il bambino con le tre profondamente diverse figure di donna che gestiscono la sua vita: l’austera e religiosa mamma (Bérénice Bejo), la dolce governante (Yolande Moreau) e la fragile insegnante di francese (Stacy Martin). In quella che è una lampante e allo stesso delicata simbologia del male del fascismo che di lì a poco infetterà l'Europa, la consapevolezza auto-affettiva di Prescott si addensa inesorabilmente nel nichilismo del primo dopoguerra, che alzerà appunto il sipario alle tirannie del Ventesimo Secolo.

 

CRITICA DI L'INFANZIA DI UN CAPO: Folgorante esordio nella regia dell'attore americano Brady Corbet, un che a nemmeno trent'anni ha lavorato con la crema del cinema d'autore europeo, è un film che assomiglia a un horror ma che non si esaurisce nel genere, e mira in alto, a modelli come Dreyer, Kubrick, Von Trier, Haneke, ma senza mai perdere la sua personalità.

 

Un'opera di certo ambiziosa, ma compatta, personale riuscita e sorprendente, di grande eleganza formale e sottigliezza narrativa, ben supportata da una colonna sonora importantissima di Scott Walker. Ecco il trailer

 

 

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