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Otello in solitaria e immaginazione a 45 giri

Due spettacoli di Elementare Teatro questa sera a Terragnolo e domani sera a Trambileno per continuare un'offerta di prosa nella Vallagarina che si conferma del tutto originale e qualitativa. Carlo Decio reinterpreta Skakesperare alternando recitazione e mimo nel tratteggiare i personaggi. Nell'appuntamento di domani sera la verve affiatata di Astori e Tintinelli  per una riflessione sull'arte, una boa alla quale aggrapparsi

Pubblicato il - 17 November 2017 - 14:35

TERRAGNOLO- TRAMBILENO. La rassegna curata da Elementare Teatro torna anche questa settimana e lo fa con un doppio appuntamento dedicato al pubblico adulto. Si comincia questa sera - venerdì 17 novembre - alle ore 20.30 presso il Teatro di Piazza di Terragnolo dove andrà in scena l’Otello di e con Carlo Decio per la regia di Mario Gonzalez.

 Lo spettacolo è uno straordinario monologo che porta in scena la famosa tragedia shakesperiana. Dunque un solo attore sul palco: nulla in scena, luci accese in sala come se si fosse in una piazza. Gli strumenti usati sono le tecniche del teatro di narrazione, della commedia dell’arte, di recitazione e di mimo per far vivere i principali personaggi dell’opera ed i vari luoghi dove si svolgono le diverse vicende.

 

 Il lavoro ha come fine quello di catturare il pubblico, ammaliarlo e trascinarlo a piè pari dentro le profondità della tragedia. Sono tante le tematiche affrontate nell’opera Shakespeariana che scava nell’animo umano e ne scopre le sue debolezze. Amore, Gelosia, Senso di Giustizia, Violenza contro le donne, Passione e Bruttezza sono solo alcuni spunti che lo spettacolo offre per riflettere sull’essere o non essere (umano). Questo e’ il problema.


Domani, sabato 18 novembre alle ore 20.30, ci si trasferisce invece all’Auditorium di Moscheri di Trambileno dove la compagnia Astorri e Tintinelli presenteranno il loro lavoro 45 GIRI lato A: immaginazione al Potere lato B Follìar.

Paola Tintinelli e Alberto Astorri portano sul palco uno spettacolo davvero unico, strutturato in due lati differenti esattamente come un 45 Giri. I lati sono due studi sul Paese e sull’Arte della scena. Lato A: immaginazione al Potere è un approfondimento ispirato alla nostra ultima creazione “Il sogno dell’arrostito”. La raccolta dei sogni che abbiamo condotto nell’ultimo anno ha evidenziato la difficoltà di rilanciare un nuovo immaginario.

 

 Per poter realizzare delle cose bisogna prima immaginarle, così come per cambiare le cose bisogna prima immaginare il cambiamento, immaginare le cose cambiate…” Marcuse. Lato B: Follìar invece vuole essere una riflessione sull’arte della scena in cui due attori di beckettiana memoria si confrontano sul fallimento dell’Arte e sulla sua inutilità rispetto alle vicende del mondo.

 

 Il destino dell’arte è ancora quello di cambiare la vita? Non dovrebbe far rimpiangere una bellezza perduta da poterla poi rivendicare nella vita di tutti i giorni?  Questi interrogativi sono stati il nostro punto di partenza. E l’arte dell’attore è la nostra boa a cui rimanere aggrappati in questo tempo di tempeste e di confusione.

 

 La compagnia ASTORRITINTINELLI, è stata fondata nel 2002 da Alberto Astorri e Paola Tintinelli. Il loro incontro avviene al Festival di Santarcangelo di Romagna durante le prove per l’allestimento di  “Dammi almeno un raggio di sole” spettacolo per la regia di Davide Iodice dedicato a Federico Fellini .

Alberto viene da una formazione teatrale accademica e da una laurea in Filosofia.

 

 Paola invece si diploma all’accademia di belle arti di Brera,  poi è attrice e scenografa autodidatta, con la passione del circo.

Decidono di dare inizio ad un percorso sulla scrittura di scena e sulla figura dell’attore-autore anche sostenuti dalle collaborazioni che in quegli anni Alberto fa con Leo De Berardinis ed entrambi fanno con Guido Ceronetti.

La coppia ASTORRITINTINELLI vive e lavora a Milano e dal 2002 si autoproduce “fuori dai circuiti ufficiali e dagli schemi drammaturgici tradizionali” (F. Quadri, La Repubblica 27.10.2007) in una serie di spettacoli sostenuti anche da una critica militante la quale  arriva a definirli come “la coppia cult dell’underground milanese” (Livia Grossi, Corriere della Sera 22.05.2007i) o paragonarli alla coppia “Leo e Perla” (Lorenzo Mari, Tabard, rivista militante, nov.2007).

 

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