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Addio a Guido Ceronetti con 10 testi a dimostrazione che la morte può anche essere l’opposto dell’oblio

E' morto oggi filosofo, poeta, scrittore, traduttore, giornalista e drammaturgo italiano. Lo ricordiamo con 10 citazioni che lui stesso aveva inserito nella sua “Tra i Pensieri”

Di Tiberio Chiari - 13 settembre 2018 - 17:13

TRENTO. Oggi è morto Guido Ceronetti. Inutile presentarlo a chi ancora non lo conosce, meglio citarlo perché la citazione può raccontare molto di più che una presentazione. Questi 10 brevi testi non sono in realtà citazioni, ma passi tratti da altri autori, raccolte “Tra i Pensieri” da Ceronetti, 10 citazioni di italiani, o latini, come lui e noi, a testimonianza che la morte può anche essere l’opposto dell’oblio e la nostra dimensione storica non è certo la barbarie.

 

“Era poi immaginabile che tutto questo vecchio mondo, lieto, nobile e civile, ancora così solido, tutti questi uomini d’ingegno, tutte queste persone così gentili e amanti delle cose buone, possibile che venisse spazzato via d’un colpo?”

DINO BUZZATI, Paura alla scala, 1949

 

“… perché tra tumulti e furori civili chi è più malvagio ha più forza; la pace e l’ordine pubblico richiedono il concorso delle virtù.”

CORNELIO TACITO, Historiae, IV, 1

 

“- La senti la voce della società? È come un ronzio colossale- ma se porgi l’orecchio a seguir i singoli uomini, udirai voci d’impazienza, d’eccitamento, voci gaudenti senza gioia, di comando senza forza, di bestemmia senza scopo. E se li guardi negli occhi, vedrai in tutti, nel lieto e nel triste, nel ricco e nel povero – lo spavento e l’ansia della bestia perseguitata. Guarda tutti come s’affrettano, s’incontrano, s’urtano, commerciano. Sembra davvero che ognuno vada a qualche cosa. Ma dove vanno, e che vogliono? E perché si difendono così l’uno dall’altro?”

CARLO MICHELSTAEDTER. Il dialogo della salute, 1910

 

“La viltà non salva nessuno dalla morte; nessun padre s’è mai augurato che i suoi figli fossero immortali, piuttosto che vivessero da uomini onesti e virtuosi.”

CRISPO SALLUSTIO, De bello Iugurthino, cap. LXXXV

 

“Volete prevenire i delitti? Fate che le leggi siano chiare, semplici, e che tutta la forza della nazione sia condensata a difenderle, e nessuna parte di essa sia impegnata a distruggerle. Fate che le leggi favoriscano meno le classi degli uomini che gli uomini stessi.

Fate che gli uomini le temano, e temano esse sole. Il timore della legge è salutare, ma fatale e fecondo di delitti è quello di uomo a uomo."

CESARE BECCARIA, Dei delitti e delle pene, XLI, 1764

 

 

“O anima pretiosa, puoi vedere

Quant’ha dolcezza in queste acerbe foglie.”

CECCO D’ASCOLI, L’acerba, 4440, tra 1324 e 1327

 

“La vera violenza è appunto la volontà che vuole l’impossibile. Una violenza che vuole il possibile - ossia ciò che essa è capace di trasformare in realtà – non è violenza, per quanto atroce sia ciò che vuole essa vuole e ottiene. Oltrepassa infatti i limiti che si lasciano oltrepassare. In questo caso violenza è solo l’ingiuria del vinto contro il vincitore. La vera violenza è dunque la follia che vuole l’impossibile…

Che sollievo può avere chi soffre realmente, dal sapere che la violenza non riesce a violare l’inviolabile?”

EMANUELE SEVERINO, La filosofia futura, 1989

 

“Eleva il tuo pensiero al Governo, e abbassalo immediatamente.”

ITALO CREMONA, L’antipatico, almanacco per il 1959

 

“Il popolo d’Italia non canta più. Non vi sembra questa la più grande sciagura nazionale?”

DINO CAMPANA, Canti Orfici, 1914

 

“Le voci si perdevano in lontananza per la strada, con scoppi rari e improvvisi di allegria. Tutto intorno, sotto il cielo, si faceva gran silenzio e il grillo canterino si mise a stridere sul ciglio della ferrovia.”

GIOVANNI VERGA, L’ultima giornata, 1883

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