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| 29 ott 2018 | 10:35

In scena l'umana tragedia del potere

Domani sera, 30 ottobre, al Teatro Cuminetti debutta il Macbeth diretto da Serena Sinigaglia che apre la stagione del Centro Santa Chiara con il terzo titolo del progetto legato alla compagnia regionale della prosa avviato assieme allo Stabile di Bolzano e al Coordinamento Teatrale Trentino. Tra i cento attori che hanno partecipato alle selezioni ne sono stati scelti sei che sono chiamati a vestire di presente le emozioni e il messaggio senza tempo di Shakespeare. Repliche fino all'11 novembre

di Redazione

TRENTO. Debutta domani, 30 ottobre, in prima nazionale al Teatro Cuminetti di Trento “Macbeth” di William Shakespeare diretto da Serena Sinigaglia per il Teatro Stabile di Bolzano, CSC – Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento e Coordinamento Teatrale Trentino. La produzione rimarrà in scena fino all’11 novembre nell’ambito della stagione “Grande Prosa” .

 

  L’opera più enigmatica di Shakespeare è interpretata da Fausto Russo Alesi, Arianna Scommegna, rispettivamente nei ruoli di Macbeth e Lady Macbeth. Ad affiancarli in scena troviamo Stefano Orlandi e gli attori della Compagnia Regionale, individuati dalla regista nel corso di laboratori intensivi che si sono svolti durante le ultime due stagioni.

 

 Tra i 100 attori nati o residenti in Trentino –Alto Adige che hanno fatto richiesta di partecipare alle selezioni per questa terza edizione dell’iniziativa, la regista ne ha individuati sei: Giovanni Battaglia, Gianluca Bazzoli, Paolo Grossi, Sebastiano Kiniger, Sara Rosa Losilla e Maria Giulia Scarcella. Il cast si completa con Alfonso Genova, Noemi Grasso, Pierpaolo Preziuso, Federica Quartana, ed Elvira Scorza, cinque giovani attori provenienti della Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino.

      

  Questa nuova edizione del “Macbeth” diretta da Serena Sinigaglia porta a compimento l’iniziativa della Compagnia Regionale, un processo di ricognizione, valorizzazione e perfezionamento delle risorse artistiche del territorio, volto a dare vita a una compagnia teatrale professionale della regione Trentino-Alto Adige attraverso il confronto con i grandi nomi del teatro contemporaneo. Un progetto iniziato con “La cucina” di Arnold Wesker, diretta da Marco Bernardi, proseguito poi con “Il senso della vita di Emma”, il romanzo teatrale di Fausto Paravidino e che approda ora a un’opera di Shakespeare diretta da Serena Sinigaglia.

 

   Uno spettacolo che si rivela una vera e propria fucina di talenti, visto che i costumi ideati da Katarina Vukcevic sono stati realizzati in collaborazione con gli allievi del biennio specialistico dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, coordinati da Paola Giorgi. Le scene sono di Maria Spazzi, il disegno luci di Gerardo Buzzanca e la colonna sonora di Sandra Zoccolan.

       

 

 «Macbeth e Lady Macbeth non sono due mostri, non sono due simboli del male assoluto, no, niente affatto, Macbeth e la Lady sono semplicemente due esseri umani nel senso più nobile della parola, perché in essi sopravvive ancora un barlume di coscienza, una luce che l’umanità tanto spesso ha smarrito nel corso della sua storia». Parte da questa considerazione il progetto registico di Sinigaglia, il cui amore per Shakespeare l’ha portata a un folgorante successo, consolidatosi nel corso della sua intensa carriera.

 

 Il nuovo allestimento, che si avvale della traduzione e dell’adattamento di Letizia Russo, conferma la sua inconfondibile impronta registica anche per il dramma più misterioso del Bardo. La drammaturgia è frutto di uno studio attento del testo e delle singole parole, nell’intento di sfatare i pregiudizi costruiti intorno alla tragedia. Restituendo la concretezza, il passionale attaccamento all’azione e i toni popolari alla lingua di Shakespeare, l’intensa e vibrante interpretazione di Fausto Russo Alesi e Arianna Scommegna porta in scena un’immagine molto più “terrestre” di Macbeth e Lady Macbeth.

 

 I due protagonisti che vogliono ardentemente possedere lo scettro del potere e semplicemente non sono capaci di sostenere le conseguenze della loro ambizione. L’inadeguatezza dei due protagonisti non li rende più gradevoli, ma decisamente più umani ed aiuta a sentirli vicini, concreti, possibili. La loro tragedia, quanto mai umana, prende forma in un’atmosfera cupa e ricca di suspense, si delinea da un vorticoso inanellarsi di eventi, continui cambi di ritmo e registro, che finiranno per lasciarli soli innanzi alla disfatta.

 

   Il “Macbeth” di Serena Sinigaglia esordirà alle ore 20.30. Lo spettacolo verrà replicato fino a domenica 11 novembre con i seguenti orari: mercoledì 31 ottobre alle ore 20.30; da giovedì 1 a sabato 3 novembre alle ore 20.30; domenica 4 novembre alle ore 16.00; da martedì 6 a sabato 10 novembre alle ore 20.30; domenica 11 novembre alle ore 16.00. Lo spettacolo sarà poi a Bolzano dal 15 novembre al 2 dicembre per continuare in tour tanto in Alto Adige quanto in Trentino.


           

MACBETH. Appunti di regia. Ci sono testi di Shakespeare che non puoi mettere in scena se prima non hai incontrato gli attori giusti, esattamente quelli, nell’esatto momento. L’incontro è avvenuto. Fausto è Macbeth, Arianna è Lady Macbeth. Sufficientemente maturi per immergersi nell’abisso, sufficientemente giovani per non soccombervi. Ho voluto accanto a me Letizia Russo.

 

 Letizia è una drammaturga rigorosa e profonda, capace di maneggiare il verso e di restituirlo a noi, più vivido, più limpido. Sui grandi classici pesa una tradizione di visioni, alcune molto lineari, altre meno ma ciò che conta è che finché non ti immergi personalmente, hai idee pregiudiziali e preconcette. Macbeth e Lady Macbeth sono goffi, fragili ed insicuri. Non sono per nulla avvezzi a “fare il male”. Sbagliano tutto, i tempi, i modi, i gesti. La coppia “infernale” di infernale ha davvero poco. Qui sta il cuore del ragionamento. Il male che si mostra come tale è meno malvagio del male che si cela. Perché il primo, presto o tardi, viene sconfitto, il secondo, quello nascosto, è difficile da estirpare. Se uccidere, violare, mentire è la norma nei “palazzi” (o dovrei dire castelli…siamo in Scozia!), Macbet. (Serena Sinigaglia)

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