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Cosmologia e antropologia in movimento

Domani sera, 22 ottobre, approda al teatro di Pergine Hive, spettacolo di danza prodotto da Oriente Occidente che porta in scena le visioni del coreografo Pietro Marullo. Un quadro rinascimentale che lancia l'appello a non perdere il contatto con la Madre Terra

Pubblicato il - 21 ottobre 2019 - 15:02

PERGINE. Dopo il debutto al 39° Oriente Occidente Dance Festival, torna in scena in Trentino l’ultimo lavoro di Pietro Marullo, HIVE – our hydrological need of cosmic lines. Lo spettacolo sarà infatti ospite al Teatro Comunale di Pergine, domani martedì 22 ottobre 2019 alle ore 20.45.  Al centro del progetto firmato dall’eclettico coreografo napoletano di base a Bruxelles e co-prodotto da Oriente Occidente, la riflessione sull’essenza della specie umana. Detonatore dell’immaginario è il celebre dipinto di Michelangelo La Sacra Famiglia, spesso noto come Tondo Doni.

 

 HIVE - our hydrological need of cosmic lines è uno dei tre progetti vincitori della Vetrina delle idee, bando per nuove produzioni promosso da Fondazione Caritro, Servizio attività culturali della Provincia Autonoma di Trento, Coordinamento Teatrale Trentino e Unione Interregionale Triveneta AGIS. HIVE - our hydrological need of cosmic lines è distribuito dal Circuito Danza del Trentino-Alto Adige organizzato dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara. Lo spettacolo di Pietro Marullo rappresenta il primo di una numerosa serie di appuntamenti di danza, che quest’anno coinvolgeranno ben diciassette comuni.

 

 Pietro Marullo è artista associato di Oriente Occidente Dance Festival dal 2017. Il Festival rovereteno è infatti co-produttore di HIVE - our hydrological need of cosmic lines e anche di WRECK – List of extinct species ispirato alle opere dell’artista Giuseppe Penone. Il sorprendente lavoro firmato da Marullo, presentato in prima nazionale nel 2017 a Oriente Occidente, è ancora in tournée internazionale e ha contato dallo scorso anno oltre 40 date in cinque continenti grazie alla rete internazionale Aerowaves.

 

 HIVE - our hydrological need of cosmic lines (Alveare/Comunità) riflette sulla natura dell’essere umano. Al centro dell’ispirazione di Pietro Marullo c’è, questa volta, il celebre dipinto di Michelangelo "La sacra famiglia" su cui il gesto iconoclasta dell’artista si scaglia per aprire dimensioni riflessive che toccano la cosmologia, l’antropologia, la sociologia e il movimento.

 

 Si tratta di un quadro “coreografico” che marca la fine del Rinascimento, ed i cui vettori e sguardi, e le cui forze e torsioni dei corpi, cercano di cogliere quell’angoscia della perdita del contatto con il suolo, con la Madre Terra.

Una struttura cubica in metallo evolve nello spazio scenico. Si tratta di un oggetto simbolico in cui è possibile riconoscere l’immagine dell’alveare, la trama delle relazioni umane, la frontiera tra interno ed esterno; o ancora un’allegoria del Potere, della Tecnica, della Religione. La forma geometrica si impone come un totem creando una connessione tra i corpi dei danzatori. Questi sono catapultati in una dinamica conflittuale dove le forze disgregatrici interne, portate da ogni membro, sono pronte a prendere il sopravvento e nuocere alla vita stessa della sacra famiglia. HIVE mette in scena una comunità che fa fronte per la prima volta alla possibilità di auto-disintegrarsi.

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