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DroDeSera si reinventa per riflettere sul futuro della performance

Ritorna la rassegna artistica arrivata ormai alla sua 39esima edizione, quest'anno il titolo sarà 'Ipernatural' per sottolineare la totale assenza di forme codificate. Dal 19 al 27 luglio la Centrale di Fies aprirà le porte a concerti, mostre, live performance artistiche e 'Orestea' l'ultima opera teatrale della commpagnia Anagoor

Di Alda Baglioni - 18 giugno 2019 - 20:36

DRO. “Capire dove andare”. Lo dice il presidente di Drodesera, Dino Sommadossi. Loro lo hanno capito da tempo dove bisogna andare, lo dimostra la folta lista di eventi, anticipazioni del Festival che si terrà dal 19 al 27 luglio a Centrale Fies.

Barbara Boninsegna, direttrice artistica, ringrazia i suoi collaboratori per il lavoro in equipe che ha permesso al festival di crescere con gli artisti in un luogo che è il primo esempio di archeologia industriale italiana artistica. Ci si sofferma sul concerto serale del 21 giugno con Dewey Dell (compagnia italiana di danza e teatro) ed i suoi quadri audiovisivi in “Storm atlas” dalle 20, ingresso gratuito. 

 

Una catalogazione delle tempeste, immagini che ci riportano alla tempesta dello scorso autunno ed alle zone boschive del Trentino Alto Adige travolte dall’acqua. Ma la giornata del 21 giugno introdotta dai curatori Denis Isaia e Sara Enrico, inizia alle 19. La Centrale riapre gli spazi a “Performativity”, inaugurando, nella Galleria Trasformatori la mostra collettiva aperta al pubblico gratuitamente dal 22 giugno al 27 luglio. 

Gli artisti sconfinano senza restrizioni, creando lavori contaminati, tra pittura, fotografia, scultura ed altro. Come Francesco Gennari che realizza un autoritratto davanti ad una vasca piena di liquido in movimento. Denis Isaia richiama ai cambiamenti dell’arte dal 1945 in poi, la nascita della performance, Franz Kline, Lucio Fontana, Joseph Beuys. Per arrivare a Marina Abramovic.  

 

Riflessioni sull’evoluzione della performance nel tempo. Dino Sommadossi introduce poi la preview del 30 giugno con il regista di Anagoor, Simone Derai

 

La compagnia, scoperta e formatasi in Centrale Fies con Art work Space, centro indipendente di residenza e produzione delle arti performative contemporanee, avviato nel 1999 da Barbara Boninsegna e Dino Sommadossi con la cooperativa il Gaviale, ha vinto il Leone d’argento per il teatro 2018 alla Biennale di Venezia.

Dalle 18 a mezzanotte del 30 giugno “Orestea/ fin dentro la sera, fin dentro la notte”, negli spazi dell Turbina 1, della Sala Comando e della Forgia, cioè dappertutto, la trilogia di Eschilo, si anima di elettriche parole. 

Unica tragedia greca sopravvissuta al tempo che profuma di tragica attualità. Il pensiero si sposta alle parole di Eschilo che dice il regista “ sono un allarme universale, su come si vive il nostro tempo ed il rapporto con l’altro”.

 

Riflessioni dovute, per chi cerca di capire dove stiamo andando. Il Festival si terrà dal 19 al 27 luglio a Centrale Fies. Per prenotare per la prewiew i biglietti “Orestea” i contatti: tel.0464- 504700- prenotazione@centralefies.it (QUI IL CALENDARIO COMPLETO)

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