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| 08 lug 2022 | 11:51

"Mediterranei": dal 3 al 10 settembre, a Rovereto riparte la 42° edizione del festival Oriente Occidente

Saranno otto giorni all'insegna di spettacoli, concerti, esibizioni e conferenze: momenti "mediterranei" e punti d'incontro, ma senza confini

Foto dal sito Oriente Occidente

ROVERETO. È ufficialmente partito il conto alla rovescia per la data d’inizio della 42° edizione del festival Oriente Occidente che da più di quarant’anni anima i teatri, le vie e le piazze della città della Quercia.

 

"Il titolo di questa edizione è Mediterranei, volutamente al plurale - spiega Micol Cossali, assessora alla cultura –: Si tratta di un festival che da oltre quarant’anni continua a mettere in moto pensieri e riflessioni partendo da danza e arte, strumenti che possono essere utilizzati per cercare di affrontare e comprendere al meglio il presente. In questa edizione, rifletteremo sulla situazione geopolitica attuale in uno ambiente privo di confini, un mare che diventa plurale poiché vuole essere luogo di molteplici incontri", sottolinea. "Per farlo, non verranno utilizzati soltanto quegli spazi deputati allo spettacolo ma anche piazze o luoghi come la campana dei caduti, coinvolgendo così tutta la città nella festa dell'arte", precisa.

 

"Plurale significa aprirsi, allargare i propri orizzonti", aggiunge Lanfranco Cis, direttore artistico di Oriente Occidente, che racconta i motivi celati dietro alla scelta del titolo del festival che abiterà Rovereto dal 3 al 10 settembre. Otto giorni che non saranno una mera rassegna di spettacoli ma piuttosto "un vero e proprio momento d'incontro fra culture - precisa Cis-: Il festival s'investe del compito d'interpretare dinamiche e necessità del mondo d'oggi, nel quale spesso si evince la difficoltà di relazionarsi con l'altro o di farlo a lungo. Si parlerà di presente guardando lontano, ma senza dimenticare la tradizione roveretana". 

 

Una serie di 34 variegatissimi appuntamenti spalmati su differenti giornate che vedranno esibirsi (in diverse forme e linguaggi) ben 18 compagnie provenienti da luoghi che spaziano dall'Oriente fino a raggiungere l'Occidente: "Vi saranno spettacoli di danza che indagheranno i miti delle origini, come quello del filo di Arianna che verrà narrato a passo di flamenco o ancora quello di Zefiro, vento che farà sbalzare da un lato all'altro del teatro Zandonai la francese Compagnie Käfig. Verranno poi proposte esibizioni che rientrano in quella categoria da noi definita "Ascoltare voci", che proporrà musica dal vivo per raccontare un  Mediterraneo senza confini, alle volte reinterpretando canti tradizionali in chiave contemporanea", racconta il direttore artistico di Oriente Occidente.

 

Non mancheranno inoltre proposte fra "spettacoli alternativi", installazioni museali, videoperformance e spettacoli di strada che abbracciano invece la categoria "Tracciare nuove rotte". Per finire, verranno dedicati alcuni momenti a "Linguaggi", conferenze (in collaborazione con la rivista geopolitica Limes) che rispetteranno sempre il tema principale del festival, fornendo una visione del mare "come centro ideale nel quale confluiscono e sul quale gravitano equilibri molto più ampi, luogo di intersezione e scambio di molteplici universi: artistici, culturali, politici, ambientali e umani" (QUI IL PROGRAMMA COMPLETO). 

 

"Questo festival è solo la punta emergente o più sensazionale di quanto viene svolto dall'associazione Oriente Occidente nell'arco di tutto l'anno, grazie soprattutto a un gruppo di lavoro molto coeso e preparato", conclude Paolo Baldessari, presidente di Oriente Occidente. "Saranno giorni all'insegna di sconfinamenti, sostenuti da innumerevoli partner come il Comune di Rovereto, la Provincia di Trento o, ancora, il Mart, istituzioni delle quali mai potremmo fare a meno. Al di là della bellezza di quanto avverrà a settembre, è importante sottolineare il fatto che, se davvero sono così tanti a sostenerci, vuol dire che (da più di quarant'anni) stiamo andando nella direzione giusta", conclude. 

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