Con la personale della trentina Virginia Sartori a Smart Lab si ridisegna la performance artistica
Con un team rinnovato e il bando appena vinto che assicura altri otto anni di attività, Smart Lab brulica di nuove energie. All’interno della rassegna culturale estiva anche la mostra personale della performer trentina Virginia Sartori, che, accompagnata dal ritmo di un collettivo musicale, sfida le modalità tradizionali di presentazione delle performance

ROVERETO. Circa un mese fa, l’incarico di gestione del centro di co-progettazione giovanile SmartLab di Rovereto è stato confermato per ulteriori otto anni alla Cooperativa Sociale Smart Onlus, che ne ha diretto le attività fin dalla sua fondazione nel 2013. Riccardo Calliari, uno dei nuovi referenti di Smart Lab, parla di una vera e propria ripartenza con un approccio e un team di progetto rinnovato e pronto a partire. “Smart Lab vuole mettersi in gioco costruendo la propria offerta attorno a tre filoni fondamentali: arte, cultura e musica” sottolinea Calliari.
Un esempio è quello di Kalipè, rassegna culturale partita già a metà luglio e che propone eventi dove arte e musica si contaminano vicendevolmente. Inoltre, l’obiettivo delle otto serate in programma è quello di promuovere giovani artisti e musicisti provenienti dal territorio. La performer trentina Virginia Sartori è la protagonista della seconda e della terza puntata di Kalipè. Venerdì 25 agosto alle 19 sarà possibile vederla all’opera al centro giovani di Rovereto in continuità con il primo appuntamento, tenutosi lo scorso 4 agosto.
Artista visuale dal respiro internazionale e al tempo stesso profondamente legata al territorio, la ricerca di Sartori è incentrata sulla performance e sull’utilizzo del corpo come medium espressivo al fine di mostrarne contraddizioni e aneliti. Accompagnata delle note programmate di Dj Pesce ed Everest Parisi, Sartori metterà in mostra la parte più recente del suo repertorio performativo. Un’occasione per immergersi completamente nella ricostruzione di oltre dieci anni di lavoro dell’artista che, per la prima volta, ripropone in un unico luogo la quasi totalità delle sue opere.
Sebbene nell’immaginario collettivo sia spesso legata all’assenza di regole, anche la performance ha i suoi precetti. Per essere definita tale, la performance artistica dev’essere un’azione che interrompe il quotidiano per comunicare con il pubblico in un preciso momento. È quindi necessaria la presenza di qualcosa che restituisca testimonianza del preciso istante in cui accade l’azione.
La sfida lanciata da Sartori, e raccolta da SmartLab all’interno della programmazione estiva, è quella di rinnovare il modo tradizionale di fare performance, creando di fatto una ricostruzione quanto più fedele possibile dei vari interventi attuati dall’artista negli anni. Verranno quindi riproposte le scenografie che hanno ospitato le performance originali, attraverso la ricomposizione di tutti gli elementi caratterizzanti ciascun intervento. “Solitamente – commenta Sartori – l’artista propone una performance per volta, ritualizzando un unico attimo. La sfida qui è dare vita a più performance della stessa artista contemporaneamente, mettendo in mostra qualcosa che al tempo stesso c’è e non può esserci”.
Il lavoro di Sartori strizza l’occhio all’artista concettuale serba Marina Abramović, riconosciuta dalla critica come una tra le più grandi performer di tutti i tempi, che nel 2012 si misurava sul tema della compresenza di opera d’arte e artista attraverso il documentario monografico: ‘The artist is present’. Se l’Abramović esplicita il rapporto che sussiste tra opera d’arte e artista dove la propria presenza è essa stessa la performance, Sartori ricostruendo artificiosamente il proprio portfolio ribalta il discorso quasi a dire ‘the performance is present’.
Smart Lab, che negli anni si è dimostrata una realtà capace di proporre innovazione sociale, attraverso il fermento culturale e l’attivazione di un’intera comunità, conferma la sua natura di laboratorio dove poter sperimentare e osare.


















