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Nel piccolo borgo di Montagne, nelle Valli Giudicarie, torna il laboratorio di narrazione

Tecnica, passione, talento e disciplina, questi gli ingredienti attraverso cui le attrici e gli attori professionisti selezionati per l’edizione 2019 del laboratorio “Le forme del racconto” a Montagne potranno migliorare i propri progetti

Pubblicato il - 17 maggio 2019 - 19:38

TRE VILLE. Tecnica, passione, talento e disciplina, questi gli ingredienti attraverso cui le attrici e gli attori professionisti selezionati per l’edizione 2019 del laboratorio “Le forme del racconto” a Montagne potranno migliorare i propri progetti. Due i momenti previsti dagli organizzatori del festival Montagne Racconta - l’associazione Le Ombrie con il supporto del comune di Tre Ville e della Pro loco Montagne: il primo dal 18 al 27 maggio e il secondo a ridosso del Festival - dall’11 al 21 luglio.

 

Inoltre, i lavori più meritevoli e maturi verranno presentati durante la nona edizione del Festival, in programma dal 19 al 21 luglio. L’arrivo in paese di una quindicina di artisti provenienti da tutto lo stivale è previsto per sabato, 18 maggio. Dieci i gruppi selezionati sui 25 che hanno inviato la propria candidatura. Tra di loro non solo attori, ma anche musicisti, drammaturghi e registi.

 

L’onere e l’onore di condurli in questo percorso andrà a due docenti d’eccezione: il drammaturgo toscano Francesco Niccolini e l’attore pugliese Luigi d’Elia. "Per partecipare a questo laboratorio – spiega Niccolini – c’è bisogno di tecnica, passione, talento e disciplina. Da anni ormai a questo progetto partecipano sempre più artisti  professionisti provenienti da tutta Italia che vogliono specializzarsi".

 

A ritmare le giornate ci saranno diverse attività: dai lavori di gruppo alle sessioni individuali. "L’obiettivo – aggiunge il noto drammaturgo – è quello di fare in modo che i partecipanti vivano questo posto come un luogo sereno in cui non si deve aver paura di sbagliare, ma ci si voglia solo migliorare".

 

Da qui l’importanza del racconto in gruppo: "In queste sessioni – prosegue – uno racconta e gli altri lo ascoltano, poi si commenta. Solitamente, nel pomeriggio tutti lavorano singolarmente e poi hanno un incontro con me". Spesso le giornate “lavorative” proseguono anche alla sera: "A volte si lavora tutto il giorno – prosegue Niccolini – altre invece si va a fare una passeggiata in montagna per staccarsi dalla “quotidianità” e divertirsi assieme. Inoltre, in montagna non solo camminiamo e ci divertiamo, ma andiamo a provare i racconti in natura".

 

Ed in questo la location di Montagne ha un plusvalore importante "qui internet funziona – aggiunge – ma alcune reti di cellulare no, dunque siamo più isolati e sereni. Passato quel senso di solitudine per “essere fuori dal mondo tecnologico”, ci si rende conto di essere meno distratti e quindi più concentrati".

 

Una formula che piace ed ha permesso al laboratorio di crescere costantemente passando dai primi 8 iscritti agli attuali 16. "Il 20 luglio i racconti/spettacoli più meritevoli e giudicati più maturi – concludono i promotori – verranno presentati in forma di 'primo studio' al Festival". Due i momenti previsti: il primo al mattino durante una piacevole passeggiata che si concluderà con un pranzo al sacco ed il secondo nel pomeriggio in paese.

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