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Un tuffo nella preistoria per mamma e figlio bresciani, per loro una notte in palafitta sulle magiche sponde del lago di Ledro

Ogni anno sono sempre di più le persone che partecipano al contest nella speranza di poter vivere un’esperienza unica, facendo un balzo all’indietro a 5000 anni fa direttamente nell’età del bronzo epoca d’oro delle palafitte

Di Tiziano Grottolo - 05 agosto 2019 - 19:25

LEDRO. Prima la cerimonia della vestizione, poi la cena preistorica ed infine la cerimonia di accensione del fuoco. Quindi la notte trascorsa a riposare nella palafitta Unesco, quella del Capo villaggio, su un letto coperto da morbide pelli, come si usava nell’età del bronzo. È l’esperienza vissuta da Sofia Secondini con il figlio Andrea, di Carpenedolo in provincia di Brescia.

 

Madre e figlio, fortunati ospiti lombardi dello staff del museo delle palafitte della Val di Ledro, hanno potuto vivere l’esperienza unica di passare una notte in una palafitta, un salto all’indietro nella preistoria a cinquemila mila anni fa.

 

Ormai da anni la prima domenica d’agosto la Valle di Ledro fa un salto nel passato, tornando per un giorno all’Età del Bronzo, periodo a cui risalgono gran parte dei ritrovamenti nel sito preistorico di Molina di Ledro che ha ridato alla luce i resti di un villaggio palafitticolo adagiato sulle rive del Lago di Ledro.

 

Gli studi fino ad oggi condotti sui materiali di Ledro permettono di inquadrare la vita del sito tra l'antica e la media età del Bronzo (circa XXII - XIV secolo a.C.), anche se alcuni indizi fanno ipotizzare fasi di occupazione più antiche.

 

Andrea, dieci anni e grande appassionato di dinosauri, è stato estratto tra le oltre 5.000 le persone che hanno tentato la fortuna partecipanti al Concorso 'Una Notte in Palafitta', promosso dal Consorzio turistico Valle di Ledro assieme al rinnovato Museo delle palafitte, braccio operativo del più conosciuto Muse di Trento. Per lui anche l’orgoglio di essere il primo bambino ad aver dormito nelle palafitte, un onore che sinora è toccato in assoluto a sole 14 persone.

 

Ad aggiudicarsi la possibilità di partecipare alla Cena Preistorica, il secondo premio, è stata la veronese Silvia Zamboni che ha potuto gustare un menù in salsa preistorica. Al termine il centinaio di partecipanti alla Cena ha tributato un lungo applauso a Donato Riccadonna, responsabile della rete Museale di Ledro e al suo staff. A margine dell’incontro la presidente Maria Demadonna ha voluto evidenziare il grande valore promozionale di questo tipo di eventi.

 

Un’esperienza davvero unica nel suo genere, un’occasione che questo ambito turistico del Trentino può offrire grazie al proprio bagaglio di storia, cultura e ricchezza ambientale, capaci di mantenere un sito archeologico di grande pregio e tra i meglio conservati del panorama alpino.

 

Va ricordato che il locale Museo delle Palafitte del Lago di Ledro dispone di un’importante selezione di reperti che fanno luce sulle numerose e complesse attività di produzione e di scambio, che quotidianamente facevano vivere il villaggio agro-pastorale e il territorio circostante.

 

Da oltre 20 anni il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro svolge un'intensa attività educativa e, di concerto con la locale Amministrazione Pubblica, con la Scuola e con il Consorzio per il Turismo della Valle di Ledro, organizza iniziative rilevanti finalizzate alla valorizzazione del sito e del territorio ledrense e ha colto, nel 2017, il considerevole traguardo di 41.000 presenze.

 

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