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| 26 mag 2021 | 15:14

Escono per un pic-nic e trovano un fossile di 240 milioni di anni fa: la scoperta di una famiglia andata a 'caccia di sassi'

E' successo nei dintorni di Caldonazzo: un bambino di 5 anni ha rinvenuto il fossile nel greto del torrente Centa, andando a 'caccia di sassi' durante un pic-nic con la sua famiglia. Si tratta dei resti di una pianta antenata delle attuali conifere

CALDONAZZO. Un pic-nic nel greto del torrente, un bambino curioso e un po' di fortuna: questi gli ingredienti che hanno permesso a una famiglia di Calceranica al Lago di scoprire un fossile di 240 milioni di anni fa. Il misterioso minerale è stato ritrovato nel greto del Centa, vicino a Caldonazzo, nel corso di una 'caccia di sassi' organizzata dai genitori del piccolo M.G. di soli 5 anni.

Il bambino, a forza di rovesciare massi e raccogliere pietruzze, ad un certo punto è incappato in un sasso diverso dagli altri sia per forma che per colore. “Un colpo di martello – ha raccontato il padre, E.G. - e la pietra si apre come un libro, mostrando quelli che sembrano dei tratti scritti con un carboncino”. L'uomo ha documentato il tutto con una serie di foto e confrontandosi con amici e conoscenti è arrivato ad una prima ipotesi, ovvero che si trattasse di resti vegetali.

 

É a questo punto che è entrato in gioco Marco Avanzini, geologo del Muse, che non solo ha confermato l'origine vegetale dei resti fossili ritrovati, ma è riuscito anche a datare il reperto: “La formazione rocciosa che contiene i resti – ha spiegato l'esperto – è detta dai geologi 'Strati di Voltzia' proprio perché nelle sue argille consolidate e diventate rocce si trovano i resti di una pianta antenata delle attuali conifere che si chiama Voltzia”. Quelli ritrovati dalla famiglia di Calceranica sono dei veri e propri rametti di una pianta cresciuta 240 milioni di anni fa, nel Triassico Inferiore. 

“A volte si trovano addirittura delle fronde – ha sottolineano Avanzini – con i piccoli aghi che sembrano quelli di un abete. Sono fossili non comuni e interessanti, ma comunque conosciuti lungo le pendici settentrionali della catena che dalla Vigolana si spinge fino alla Val di Sella. Nel conoide delle Lochere, anni fa, abbiamo trovato anche piccole ossa di rettili e quando avevamo allargato la strada che va in altopiano era saltato fuori l'omero di un grande rettile marino”.

 

Per approfondire il contesto geografico e geologico dell'epoca, l'esperto del Muse ha addirittura fornito al bambino che ha recuperato il fossile una cartina di come si presentava allora il territorio del Trentino: “La Valsugana era sulla costa sud di una grande isola che occupava tutte le attuali Dolomiti. Camminavano i nonni dei dinosauri e crescevano alberi come gli abeti e le palme di oggi”.

Ora i fossili sono stati consegnati al Museo della miniera di Calceranica, dove saranno esposti regalando ai visitatori uno spaccato del nostro mondo centinaia di milioni di anni fa: tutto grazie alla curiosità di un giovane geologo andato a 'caccia di sassi'.

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