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Vertikal, subito meraviglia dopo la festa urbana di avvio in piazza

Incomincia domani con  due spettacoli, uno in piazza Battisti e uno allo Zandonai, la trentanovesima edizione di Oriente Occidente dance Festival di Rovereto. Protagonisti i Guangdong Modern Dance Company che fonde Occidente e Cina. Poi Mourad Merzouki rivisiterà l'hip hop puntando sempre in alto

Pubblicato il - 28 agosto 2019 - 18:49

ROVERETO. Al via il 39° Oriente Occidente Dance Festival. L’opening è previsto per domani, 28 agosto, alle ore 18 in Piazza Cesare Battisti a Rovereto con una performance urbana firmata da Guangdong Modern Dance Company e un brindisi inaugurale. Lo spettacolo di apertura è Vertikal di Mourad Merzouki al Teatro Zandonai alle 20.30.

 

 Un secondo anno in viaggio lungo la Nuova Via della Seta, con uno sguardo vigile sulle grandi tematiche della contemporaneità e un’attenzione all’etica oltre che all’estetica, per un vero e proprio rito collettivo da vivere in modo partecipato: a voler riassumere in poche righe il 39° Oriente Occidente, lo si potrebbe descrivere così.

Un’edizione che prende il via  con danzatori di Guangdong Modern Dance Company – la più antica compagnia di danza contemporanea cinese – ad “aprire le danze”, con una performance urbana.

 

 La compagnia si caratterizza per la sua capacità di fondere stilemi della danza occidentale con tradizioni e identità cinesi, rappresentando così un’ottima metafora per il Festival, che inaugura l’edizione 2019 portando ancora una volta il meglio della danza contemporanea in piazza, invitando la città a partecipare e intraprendere questo viaggio insieme. Tutta la città è infatti invitata al brindisi offerto da Cantine Rotari – main sponsor del Festival – e dalla caffetteria Bontadi, un momento beneaugurante per l’inizio di questa nuova edizione.

 

 Lo spettacolo che aprirà Oriente Occidente 2019 sarà invece Vertikal, del coreografo Mourad Merzouki, direttore del Centre Chorégraphique National de Créteil et du Val-de-Marne, padre putativo dell’hip hop teatrale francese e di una progettualità artistica che dalla danza urbana crea una pluralità di visioni estetiche: «Ho desiderio di esplorare un nuovo spazio, quello della verticalità» - affermava il coreografo alla vigilia della nascita dello spettacolo Vertikal, in prima nazionale a Rovereto al Teatro Zandonai.

 

 Sin dalla nascita della sua compagnia Käfig, avvenuta nel 1996, e successivamente con la direzione del CCN di Créteil, Merzouki ha incrociato diversi mondi e discipline: il circo contemporaneo, le arti marziali, la danza contemporanea, la musica classica, le tecnologie interattive, di volta in volta messe in dialogo con l’hip-hop nei suoi spettacoli. Percorso dettato indubbiamente da un’inesauribile curiosità artistica ma soprattutto dalla volontà di sradicare lo sguardo sociale sull’hip hop e su chi lo pratica come una disciplina minoritaria e “da ghetto“, a favore invece di un suo rinnovato valore estetico.

 

 Cercando ancora una volta nuove strade, con Vertikal Merzouki è arrivato persino ad allontanarsi dal suolo, spazio preferito dei virtuosismi dell’hip hop.  

Coadiuvato da un esperto del settore, il climber Fabrice Guillot – fondatore della compagnia di danza aerea Retouramont, anch’essa in calendario al Festival con lo spettacolo Les ondes gravitationnelles, in scena sulle pareti di Progetto Manifattura – ha ideato uno spettacolo nel quale, come afferma lui stesso, «tutto sembra possibile, la caduta come l’elevazione». Sulla musica avvolgente del compositore noto per le colonne sonore da cinema Armand Amar, che suggerisce note di alto valore poetico, Merzouki delinea un racconto crepuscolare in cui dieci danzatori - cinque donne e cinque uomini – galleggiano come in assenza di gravità, lasciando incantati per la loro dimensione sospesa tra il terreno e l’aereo, quasi a voler resistere al peso della condizione umana attraverso un’insapettata leggerezza.

 

 

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