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Il Festival contemporaneo festeggia 40 anni, Oriente Occidente tra corpo poetico e quello politico

Dall’isolamento alla mutata visione del corpo: quali sono i cambiamenti che stiamo affrontando come conseguenza alla paura del contagio, all’assenza del contatto, all’incertezza sul futuro, alle contraddizioni delle tecnologie e alla fragilità che ci ha resi vulnerabili? Oriente Occidente Dance Festival 2020 | 40 riflette su tematiche di bruciante attualità 

Danish Dance Thetre, foto di Morten Abrahamsen
Pubblicato il - 29 agosto 2020 - 11:46

ROVERETO. Dal 3 al 12 settembre torna a Rovereto Oriente Occidente Dance Festival che con l’edizione 2020 celebra i suoi 40 anni. In modo diverso da come lo aveva immaginato, ma senza perdere la sua identità. Dall’isolamento alla mutata visione del corpo: quali sono i cambiamenti che stiamo affrontando come conseguenza alla paura del contagio, all’assenza del contatto, all’incertezza sul futuro, alle contraddizioni delle tecnologie e alla fragilità che ci ha resi vulnerabili? Oriente Occidente Dance Festival 2020 | 40 riflette su tematiche di bruciante attualità adattando la partecipazione del pubblico e le proposte artistiche al un nuovo modello di “polis distanziata”. Oggi più che mai il gesto poetico si fa politico: di presenza, di esistenza, di protezione. Ma, nonostante tutto, di relazione.

 

40 anni. Con una serata omaggio costruita appositamente per i 40 del Festival e un site-specific in due diversi spazi del centro storico, Oriente Occidente rende omaggio al grande Merce Cunningham. La danza del rivoluzionario coreografo rivivrà a Rovereto grazie al danzatore Daniel Squire e al supporto del Merce Cunningham Trust.

 

L’evento andato in scena una sola volta, contemporaneamente a Londra, New York e Los Angeles nel 2019 in ricorrenza del centesimo compleanno del “maestro”, arriva a Rovereto in teatro con Cunningham Centennial Solos: Oriente Occidente Dance Festival (Teatro Zandonai, 11 e 12 settembre ore 20.30) e in città al Giardino dell’ex Catasto (10 settembre ore 17 e ore 18) e al Giardino dell’Ostello (12 settembre ore 11.30 e 12.30). La celebrazione dei 40 anni continua inoltre con una mostra fotografica per ripercorrerne i momenti più significativi. Due i capitoli in programma: Radici a cura di Paolo Aldi documenta i primi 20 anni del Festival e dello stretto rapporto instauratosi con la città (dal 28 agosto al 12 settembre, Palazzo al Frassem), e Ricordi dove Fulvio Fiorini apre con i suoi scatti il cassetto della memoria (dal 28 agosto al 4 ottobre, Museo della Città).

Dal mondo. Con una prima mondiale ad aprire le danze di Oriente Occidente sarà Pontus Lidberg con il suo Danish Dance Theatre (Teatro Zandonai 3 e 4 settembre, ore 20.30) in Centaur in cui il coreografo esplora le possibilità creative del binomio danza e tecnologia. Altra attesa prima mondiale è quella del catalano Marcos Morau (Teatro Zandonai, 5 e 6 settembre, ore 20.30). Con Sonoma La Veronal esplora questa volta la voragine della caduta e l’urlo che ne deriva per la sopravvivenza. In programma anche grandi assoli internazionali con The Mountain, the Truth & the Paradise della compagnia Malpelo (Teatro Zandonai, 9 settembre ore 20.30) e Talos di Arkadi Zaides (Teatro alla Cartiera, 5 settembre ore 20.30) spettacolo-conferenza che indaga il rapporto tra confini, libertà e tecnologie di controllo.

 

Dall'Italia. È proprio dal tema dell’isolamento e della relazione tra corpi che prende ispirazione il lavoro degli artisti italiani ospiti e co-prodotti dal Festival. Questi i titoli che saranno in scena: Genealogia_time specific di Luna Cenere (Campana dei Caduti, 5 e 6 settembre, ore 19); Pastorale, di Daniele Ninarello (Campana dei Caduti, 9 e 10 settembre, ore 19); Echoes danze trasparenti di Cristina Kristal Rizzo (Giardino delle sculture del Mart Mart, 8 settembre, ore 19); Hyenas di Abbondanza/Bertoni (Teatro alla Cartiera, 12 settembre, ore 20.30); C’est pas grave della compagnia CIE MF/Maxime & Francesco (Teatro alla Cartiera, 10 settembre ore 20.30); Museo antropologico del danzatore, installazione danzata di Michela Lucenti di Balletto Civile (Rovereto in Via Roma, 3 e 4 settembre dalle 10.30 alle 12 e alle 17.30 alle 19 e Trento in Piazza Piedicastello, 5 settembre dalle 20.30 alle 22.00).

 

Spazi non convenzionale. Strade, giardini e musei: Oriente Occidente porta anche quest’anno la danza in città sfidando le convenzioni dello spazio teatrale. Nei quartieri cittadini, con una performance ispirata alla socialità da balcone, Perspectiva. Vedere attraverso del collettivo Azioni Fuori Posto (Brione, Lizzana, San Giorgio e Borgo Sacco, 7 e 8 settembre, ore 17.30 e 19.30), negli spazi di Progetto Manifattura con Cirque Entre Nous (Progetto Manifattura, 6 settembre, ore 18 e ore 22) e dei Sonics con Osa (Progetto Manifattura, 11 settembre ore 21). Il coreografo Matteo Levaggi invece animerà le sale del Mart con un’installazione danzata accompagnata dagli assemblaggi luminosi dell’artista Umberto Chiodi.

 

Altro spazio non convenzionale è certamente il peep show di Antonio Viganò: uno spazio scenico costituito da una piattaforma circolare, circondata da 14 cabine vetrate individuali che ospiteranno 14 spettatori. La struttura che rimarrà installata per tutta la durata del Festival nella piazza del Mart, nasce come scenografia di Un peep show per Cenerentola (giovedì 3 e venerdì 4 settembre, ore 20 e ore 21.30) ma ospiterà una speciale programmazione per l’intera durata del Festival. Ad esibirsi: Ivona di Pablo Girolami, Balletto Civile di Michela Lucenti, Natiscalzi DT di Tommaso Monza, Cie MF di Francesco Colaleo e Maxime Freixas, Lucrezia Gabrieli e Sofia Magnani, compagnia Naturalis Labor con tre assoli firmati Michal Mualem, Luciano Padovani e Jorge Jakas, Valentina Dal Mas.

Danza e disabilità. Nel contesto attuale, con la pandemia che ci ha dimostrato la fragilità dei nostri corpi, prosegue con sempre maggior convinzione il percorso intrapreso da qualche anno su danza e disabilità grazie ad alcuni progetti Creative Europe. Oriente Occidente collabora con Ens di Trento per rendere accessibili al pubblico di sordi alcuni tra gli spettacoli, linguaggi e laboratori in programma con la presenza di staff segnante, traduzione in LIS e utilizzo dei Subpac, zainetti che vibrano al ritmo della musica. Tra gli spettacoli accessibili anche Gravity (and other attractions) della compagnia Unlabel (Teatro alla Cartiera, 8 settembre, ore 20.30).

 

Linguaggi. Arricchisce la programmazione, la sezione Linguaggi, dedicata quest’anno alle conseguenze sociali, economiche, geopolitiche della pandemia. Anche grazie alla collaborazione con la Libreria Arcadia di Rovereto e la rivista Limes, saranno a Rovereto: Ezio Mauro, Barbara Serra, Lucio Caracciolo, Federico Petroni, Giorgio Cuscito, Fabrice Olivier Dubosc, Leonardo Caffo, Adam Benjamin, Fabrizio Maronta.

 

Quest’anno Oriente Occidente propone una biglietteria con prezzi contenuti nella volontà di promuovere la cultura come bene comune. Per chi desiderasse sostenere il Festival, sarà possibile farlo con donazioni all’acquisto del biglietto o attraverso Artbonus. Tutte le informazioni su orienteoccidente.it

 

Apericena e proposte per il dopo spettacolo. L’Apt Rovereto e Vallagarina dedica al pubblico del festival un’ampia scelta di proposte per l’apericena o il dopo spettacolo: si va dalla tartare di carne salada al MartBurgher, dal salmerino affumicato IGP del Trentino alle alici marinate del Garda fino al Trentinsushi. Immancabili il Trentingrana e il Trento Doc.

 

Le visite guidate in città. Oriente Occidente Dance Festival rappresenta un’occasione per scoprire la città di Rovereto e i dintorni: in particolare con le visite guidate a tema organizzate dall’APT Rovereto e Vallagarina in programma sabato 5 e 12 settembre dalle 10 alle 12. La prenotazione è obbligatoria online o telefonica al numero 0464 430363. Al pubblico del Festival è riservata una tariffa ridotta. Per accedere all’iniziativa, è richiesta l’esibizione di uno dei biglietti di ingresso agli spettacoli di Oriente Occidente.

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