Anche la danza lo afferma con forza: "Non c’è più tempo da perdere". Il tema della sostenibilità al centro di "Oriente Occidente"
Dal 2 al 10 settembre 40 eventi tra spettacoli e conferenze per mettere al centro dell’attenzione le urgenze climatiche e sociali di oggi

ROVERETO. “It’s time, it’s time, it’s time” è il titolo del secondo capitolo che Oriente Occidente dedica al tema Mediterranei, ispirato al discorso della giovane attivista per il clima Vanessa Nakate. Il titolo è una chiamata all’azione: viviamo una stagione di urgenze climatiche e sociali e non c'è più tempo da perdere. Alla voce delle proteste diffuse in tutto il mondo, si aggiunge quella di coreografie coreografe che arrivano quest’anno al festival roveretano presentando creazioni attente e di denuncia.
Gli eventi saranno quasi 40, in otto giorni per 211 artisti e artiste coinvolte da 16 diverse nazioni dei tre continenti affacciati sul Mediterraneo. La danza internazionale è da sempre segno distintivo: Marcos Morau, Dorothée Munyaneza, Sharon Fridman, Kat Vàlastur, Nadia Beugré, Hervé Koubi, Michéle Noiret i nomi dei coreografi/e in programma. Accanto alla programmazione internazionale, prosegue anche il lavoro a sostegno della danza italiana: gli artisti associati al festival in scena quest’anno sono Nicola Galli e Panzetti/Ticconi.
Oriente Occidente torna però anche a riempire spazi non convenzionali della città: musei, strade, piazze prendono vita grazie ai lavori di Teatro dei Venti, Ingri Fiksdal, Poetic Punkers, Francesca Bertolini, Enzo Cosimi, Yoko Omori, Nicola Galli, e François Chaignaud e Théo Mercier.
Infine, non mancherà la musica con: Orchextra Terrestre, Monsieur Doumani e Baba Zula.
Come di consueto, il ciclo Linguaggi aggiungerà le voci di esperte, intellettuali, giornaliste che completeranno la programmazione. Al centro del dibattito pubblico il tema della sostenibilità è filo rosso della programmazione di quest’anno, ma numerosi sono i progetti e le azioni che Oriente Occidente mette in campo per rispondere a criteri di sostenibilità ambientale e sociale, nel tentativo di superare barriere architettoniche e culturali e ridurre il proprio impatto ambientale.


















