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Vallagarina
21 agosto | 20:22

Dalla Compagnia Abbondanza/Bertoni a Seeta Patel, si avvicina la 44esima di Oriente Occidente Dance Festival. E ritorna anche la programmazione di Linguaggi

Il programma prevede grandi nomi della scena internazionale e punta a dare spazio a una moltitudine di voci, Oriente Occidente Dance Festival andrà in scena nei teatri, nei giardini, nei musei, nelle piazze di Rovereto

Dalla Compagnia Abbondanza/Bertoni a Seeta Patel, si avvicina la 44esima di Oriente Occidente Dance Festival
di Redazione

ROVERETO. Si avvicina la nuova edizione di Oriente Occidente Dance Festival, kermesse che andrà in scena nei teatri, nei giardini, nei musei, nelle piazze di Rovereto (Qui info).

 

L'evento è in agenda tra il 30 agosto e il 7 settembre e il programma come sempre unirà grandi nomi della scena internazionale, alla produzione italiana e a nuove tendenze dal mondo, anche grazie all'importante collaborazione con Asia-Europe Foundation (Asef).

 

Ultimo capitolo intorno al tema Mediterranei, la 44esima edizione del Festival continua a voler guardare a questo spazio che è molto più di un luogo fisico come a una moltitudine di voci con un approccio plurale e a volte frammentato.

Dopo uno sguardo geografico nel 2022 e dopo aver spostato l’attenzione sulla linea del tempo considerando le urgenze nel 2023, il focus per il 2024 sarà sulle relazioni che attraversano questo spazio coinvolgendolo, modificandolo, non considerandolo.

 

Come ogni anno, a lasciar emergere domande, contraddizioni, fragilità, mettendoci in discussione, ci sono gli artisti e le artiste, veri protagonisti di Oriente Occidente Dance Festival. Per l'edizione numero 44, tra gli altri, a Rovereto ci saranno Seeta PatelLeïla KaCompagnia Abbondanza/Bertoni.

 

Un intenso palinsesto che, come ogni anno, vede anche l'organizzazione di Linguaggi, il ciclo di conferenze e talk che arricchisce la proposta culturale e che attraversa le stesse tematiche affrontate sui palchi dei teatri in forma di approfondimento.

 

Anche Linguaggi si concentra intorno alle relazioni e la scelta è stata anche di metodo, oltre che di contenuto. La proposta è infatti costruita di sette appuntamenti in forma di dialogo tra due o più ospiti, che possano portare esperienze e punti di vista diversi garantendo, ancora una volta, quello sguardo plurale sulle cose, coltivando quella necessità di relazione che appare ormai più che mai urgente e che rappresenta il filo rosso dell’intera 44esima edizione del Festival.

 

In un mondo che oggi si ritrova con la necessità di ridefinire costantemente la sua identità, tra vecchie potenze sempre meno centrali e periferie emergenti sempre meno laterali, si avverte la necessità di dialoghi costruttivi, che a partire dal desiderio comune di trovare nuovi modi per abitare il mondo e gli intrecci che lo determinano, mettano in discussione i significati di centro e periferia, ragionando su come queste parole cambiano, ripulendo lo sguardo da pregiudizi.

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