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Il regista trentino Jordi Penner conquista la menzione speciale al Festival del cinema indipendente di Roma. Ecco il suo cortometraggio “Amore cane”

Il regista roveretano Jordi Penner ha ricevuto una menzione speciale all'interno della XIX edizione del Riff, festival del cinema internazionale indipendente. “Questa vittoria mi fa ben sperare. Ho già iniziato a lavorare per il prossimo progetto”

Di Laura Gaggioli - 20 dicembre 2020 - 14:07

ROVERETO. Dal cuore del Trentino arriva a Roma, nel panorama internazionale del Riff, festival del cinema indipendente, il cortometraggio “Amore cane” del regista roveretano Jordi Penner. Un'opera del tutto autonoma, partita con la Compagnia delle nuvole e realizzata grazie al Piano Giovani di Zona Alto Garda e Ledro, che deve il suo successo soprattutto all’impegno del giovane regista e al lavoro di squadra offerto dalla fitta rete di collaboratori che hanno preso parte al progetto.

 

Arrivato alla sua XIX edizione, il Riff, che è acronimo di Rome Indipendent Film Festival, è un festival internazionale di cinema indipendente che ha come obiettivo principale quello di promuovere nuove opere contemporanee. Dalla sua prima edizione nel 2001, è diventato un evento seguito con sempre maggiore interesse dal pubblico romano ma anche punto di riferimento per i registi mondiali. In questi anni infatti, ha raccolto opere provenienti da tutti i 5 continenti, finendo per essere un attento testimone rappresentativo delle direzioni e delle passioni dell'industria cinematografica indipendente. Una vocazione internazionale alla quale il cortometraggio di Jordi Penner ha saputo rispondere. Qui infatti, durante il Riff Awards 2020, cerimonia di premiazione online, il regista trentino ha ricevuto una menzione speciale: un vero e proprio premio, riconosciuto dalla giuria, per far posto ad un progetto degno di nota alla pari dei primi classificati. Un esordio da campioni, dunque, quello di "Amore cane", che entra così nei cortometraggi premiati dell’edizione 2020 insieme ai grandi nomi del cinema internazionale.

 

L’idea di questo cortometraggio si è sviluppata due anni fa - racconta Jordi - avevo deciso di cimentarmi nella realizzazione di una mia opera e la sceneggiatura era finalmente arrivata”. Fare cinema indipendente però, che significa fare cinema ad alto livello di autonomia creativa per poter realizzare le proprie storie senza l’influenza manageriale,  significa anche fare cinema senza poter contare sulle grandi disponibilità economiche delle grandi case di produzione.

 

Non è facile trovare finanziamenti in questo mondo, soprattutto se non hai mai fatto un cortometraggio, così, per realizzare questo progetto, sono dovuto partire da me e da quello che avevo: tempo, costanza, perseveranza, curiosità, voglia di sperimentare nuovi ruoli, tanti amici professionisti intenti a sposare il mio sogno, il centro storico di Rovereto da trasformare in set per il cortometraggio, 3 giorni di riprese, anni di pianificazione e 5 mila euro. Ecco, questo è tutto quello che mi è costato. Nulla a confronto dei 100mila euro di budget del primo classificato”. 

 

Musicisti, direttori della fotografia, professionisti degli effetti speciali, aiuto regia, sceneggiatori, parrucchieri, attori, ma anche baristi improvvisati per preparare un caffè ai compagni di viaggio, tutti operanti in un clima di condivisione e cooperazione che ha reso questo film ancor più ricco. Un enorme sacrificio fatto però a cuor leggero, nel divertimento della scoperta, dell’incontro e della professionalità. Forse proprio per questo notato dalla giuria tra il vasto panel di progetti presentati.

 

 

Il corto, con gli attori coprotagonisti Giovanni Anzaldo e Gaia Messerklinger,  racconta le difficoltà di un amore nel trovare la strada dell'equilibrio tra la necessità di scoprire sé stessi e quella di concedersi senza egoismi e individualismi, che vive il contrasto tra bugie, distrazioni, incertezza del futuro, costante instabilità e difficoltà di abbandonare quell'io sognatore per il forzato passaggio all’età adulta. "Amore Cane" parla così di una storia d’amore travagliata, una storia italiana che ha però saputo infrangere i confini della nazionalità con un linguaggio, quello audiovisivo, internazionale e che ha acceso l’interesse anche di un’importante casa di distribuzione, la Tiny Distribution, grazie alla quale ora verrà distribuito. 

 

"Da questa esperienza mi porto a casa la consapevolezza che per realizzare questo sogno e questo lavoro può bastare anche poco - commenta il regista - e mi porto a casa anche delle sicurezze in più, avendo sperimentato nuovi ruoli e tante sfide. Questa vittoria mi fa ben sperare. Ho già iniziato a progettare il prossimo film”.

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