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L'amore al tempo delle macchine pesanti

Nel giorno di San Valentino, venerdì 14, il Teatro Portland ospita "Noi robot, cosa vuol dire essere umano?" spettacolo scritto e interpretato da Andrea Brunello in scena assieme all'attrice Laura Anzani che tratta il tema delle intelligenze artificiali proponendo una riflessione sull'importanza e l'unicità del cervello

Pubblicato il - 11 febbraio 2020 - 10:20

TRENTO. Nella giornata dedicata agli innamorati, il 14 febbraio, alle 21.00, andrà in scena al Portland uno spettacolo della compagnia Arditodesìo che per l’occasione si troverà a giocare in casa, dato che, proprio presso lo spazio teatrale di Piedicastello ha la propria sede. “Noi, Robot. Cosa vuol dire Essere Umano?” racconterà dell’amore nell’era dei robot ma non solo, più in generale lo spettacolo scritto ed interpretato da Andrea Brunello, in scena con l’attrice milanese Laura Anzani, tratta il tema dell’intelligenza artificiale ponendo l’accento su una riflessione che porterà a valorizzare ed esaltare l’unicità del cervello umano.

 “Noi, robot” ci pone di fronte a quesiti profondi: se è possibile creare artificialmente l’intelligenza, allora sono replicabili anche l’emotività, l’anima ed i sentimenti?Lo spettacolo, ispirato all’Uomo Bicentenario del grande visionario scrittore e biochimico russo Isaac Asimov, descrive un robot umanoide che desidera diventare un uomo per vivere e provare sensazioni, sentimenti, dolore e passione proprio come un essere umano.

 Una drammaturgia che si apre al racconto scientifico e vanta la collaborazione con il Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Trento che ha contribuito alla realizzazione del progetto teatrale.
Un appuntamento che si preannuncia speciale per La Bella Stagione del Portland considerato che la piéce anticipa solo di qualche giorno l’apertura della quarta edizione del festival di teatro e scienza “Teatro della Meraviglia” che Portland organizza con UniTn, Opera Universitaria e Compagnia Arditodesìo e che si svolgerà dal 19 al 29 febbraio al Teatro Sanbapolis e al Portland.

 Nell’Uomo Bicentenario il grande visionario Isaac Asimov descrive un robot umanoide che desidera diventare umano. Ma i suoi desideri non possono realizzarsi a causa della sua stessa natura, prima di tutto per via della sua mancanza di mortalità. Nonostante questo il robot mostra le caratteristiche di un buon essere umano: prova compassione, è creativo, ha desideri e può provare dolore… forse “esso” può diventare un “lui”?

 Noi, Robot tocca il tema di cosa voglia dire essere umano e cosa sia l’amore nell’era delle Macchine Pensanti. Lo spettacolo indaga la possibile connessione fra il nostro cervello e quello delle macchine e prova che la relazione fra due “individui”, uno umano e l’altro macchina , non è affatto semplice e può portare a dei paradossi insormontabili.

 Questa nuova produzione JPT esplora in maniera attenta e precisa il nostro organo più meraviglioso, il cervello, e allo stesso tempo vuole capire dove sta andando il campo dell’Intelligenza Artificiale, come si stanno evolvendo i nostri “cervelli” artificiali? Lo spettacolo fa anche riferimento all’altro “cervello collettivo” che ci comprende, l’Universo, visto come un sistema complesso per molti versi simile al cervello umano (a partire dal fatto molto curioso che ci sono circa 100 miliardi di neuroni nel cervello umano e circa 100 miliardi di galassie nell’Universo che riusciamo ad osservare!).

Drammaturgia Andrea Brunello

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