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Nell'inverno infinito dell'assedio

Da giovedì 20 fino a domenica la stagione della Grande Prosa del Centro Santa Chiara porta al Sociale "Libri da ardere", lo spettacolo che Elio De Capitani ha tratto dal testo dell'autrice belga Nothomb. La memoria torna alla tragica e devastante guerra nell'ex Jugoslavia attraverso le vicende di un professore, il suo assistente e la sua amante tra cinismo esasperato e cocciuto realismo sotto le bombe

Pubblicato il - 18 febbraio 2020 - 10:33

TRENTO. In attesa di recuperare lo spettacolo “Bella figura”, che andrà in scena dal 2 al 5 aprile, proseguono gli appuntamenti con la Grande Prosa del Centro Servizi Culturali S. Chiara. Da giovedì 20 a domenica 23 febbraio (inizio alle ore 20.30, ad eccezione dello spettacolo domenicale previsto alle ore 16.00), il Teatro Sociale di Trento farà da sfondo a “LIBRI DA ARDERE”, una pièce della scrittrice belga Amélie Nothomb, diretta da Cristina Crippa, sua assidua lettrice, che nel 2006 ha scelto di portarla in scena, certa della forza dei tre personaggi coinvolti in questo racconto.

 

 Lo spettacolo, nato da una coproduzione tra Teatro dell’Elfo e La Corte Ospitale, è interpretato da una figura di spicco del teatro italiano come l’attore e regista Elio De Capitani (Premio Ubu 2007), affiancato da Angelo Di Genio e Carolina Cametti.

 

 Ironica e maliziosa per alcuni, nera, sulfurea e morbosa per altri, Amélie Nothomb è autrice di romanzi di successo che hanno ispirato film e spettacoli. Tuttavia, “Libri da ardere” resta il suo unico testo teatrale. Un’opera che proietta con la memoria a Sarajevo, città universitaria e cosmopolita e capitale culturale dell’ex Jugoslavia, che dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996 venne stretta dal fuoco delle armate serbo-bosniache nel più lungo assedio della storia bellica dal dopoguerra a oggi. Siamo al secondo anno di guerra, i nemici sono alle porte della città.

 

 L’assedio militare dura ormai da lungo tempo, ma ancora più feroce è l’assedio del freddo. In una non ben precisata città dell’est Europa, tre superstiti cercano di sopravvivere a un inverno che sembra non finire mai. Un professore universitario di Lettere - interpretato da Elio De Capitani -, il suo assistente Daniel e la di lui amante e giovanissima allieva Marina sono chiusi nella casa del professore nel tentativo di resistere alle durissime condizioni fisiche e psicologiche alle quali sono sottoposti. L’Università, la cultura, lo studio e la lettura sono gli unici appigli rimasti per continuare a sentirsi esseri umani e non solo bestie in attesa di essere uccise.

 

 Tra il cinismo esasperato del professore e il cocciuto idealismo del giovane assistente, Marina interviene come un elemento di rottura, proponendo un atto apparentemente impossibile: bruciare dei libri per scaldarsi. Stremati dal freddo e mossi dal puro spirito di sopravvivenza, i tre scelgono di sacrificare alcuni volumi, scegliendo per il rogo quelli meno meritevoli di sopravvivere all’apocalisse della guerra.

 Quello che inizia come un gioco intellettuale per distinguere la buona e la cattiva letteratura diventa rapidamente un processo all’umanità stessa. Il fuoco diventa così l’occasione per riflettere sul senso più profondo della cultura attraverso le pagine di alcuni suoi altissimi rappresentanti. Tra il fuoco della conoscenza e la materica fisicità di una fiammata, quello di cui si va alla ricerca è il senso estremo del vivere umano.

 

 «’Libri da ardere’ è l’unico testo teatrale di Amélie Nothomb, scrittrice belga di culto per il suo aggredire la realtà e la storia con uno stile dissacrante, un misto di sarcasmo e pietà che smaschera ambiguità e paradossi dell’agire umano. In questo senso lo spettacolo ne è un esempio perfetto: la materia agita, la situazione rappresentata sono di una tale drammaticità che spesso si trasformano nel loro rovescio. E così l’hanno giustamente letto e messo in scena Cristina Crippa, regista, ed Elio De Capitani, impeccabile protagonista. Uno spettacolo intenso e assai applaudito». – ha scritto Mario Brandolin sulle pagine del Messaggero Veneto.

 «FOYER DELLA PROSA». Proseguono gli appuntamenti con i FOYER DELLA PROSA, grazie alla rinnovata collaborazione tra il Centro Servizi Culturali S. Chiara e il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento. Gli incontri di approfondimento sulla rassegna, curati dai professori Claudia Demattè e Giorgio Ieranò, si terranno nella giornata di venerdì presso la Sala “Anna Proclemer” del Teatro Sociale di Trento e offriranno al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con gli attori protagonisti. Per l’appuntamento di venerdì 21 febbraio 2020, la sala “Anna Proclemer” del Teatro Sociale di Trento ospiterà l'incontro dedicato allo spettacolo. Il dibattito sarà coordinato dalla prof.ssa Francesca Lorandini, con la partecipazione della compagnia. L'incontro è aperto al pubblico – ingresso libero -  e avrà inizio alle ore 17.30.

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