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Recitazione da camera e Balasso/Ruzante: il Coordinamento Teatrale chiama alla prosa

Domani sera, martedì 7, a Mezzolombardo l'intensa interpretazione di Maria Paiato ne "Il delirio del particolare" tratto da un lavoro di Vitaliano Trevisan. Giovedì 9 a Pergine e sabato 11 a Lavis in scena la produzione dello Stabile di Bolzano con l'irresistibile attore/autore che si reinventa il gergo dei "villani" attualizzando il messaggio con un alto tasso di divertimento. In cima all'albero della cuccagna i prosciutti sono di plastica

Pubblicato il - 06 dicembre 2021 - 12:46

MEZZOLOMARDO/PERGINE. Questa  settimana si prospetta densa di appuntamenti teatrali firmati e interpretati da alcuni tra i migliori esponenti della scena nazionale, pronti ad animare le stagioni di prosa organizzate dai Comuni trentini in collaborazione con il Coordinamento Teatrale Trentino.

L'attrice Maria Paiato sarà protagonista dello spettacolo "Il delirio del particolare", in programma al teatro di Mezzolombardo domani martedì 7 dicembre alle 21.00.

 

 Scritto da Vitaliano Trevisan e dedicato al celebre architetto Carlo Scarpa, la piéce, dai toni quasi metafisici, si presenta come una malinconica e struggente riflessione sull’arte e sulla fine, magistralmente interpretata da Paiato insieme a Carlo Valli e Alessandro Mor, per la regia di Giorgio Sangati.

 

 Il delirio del particolare è, come lascia intendere il sottotitolo, una “recitazione da camera”, un testo che si riallaccia al teatro di Strindberg. È un dialogo intimo, quasi uno sfogo melanconico, tra un’anziana signora ormai vedova, il suo badante e uno storico dell’architettura giunto in visita a una villa disabitata che, più di una casa, è un’opera d’arte.


 Sullo sfondo di un cielo sempre più cupo, aleggia lo spettro dell’architetto, sempre presente anche se mai chiamato con il proprio nome: Carlo Scarpa. Con questo testo, vincitore dell’edizione 2017 del Premio Riccione per il teatro, Vitaliano Trevisan indaga il rapporto tra il progettista e i suoi committenti: nel caso di Scarpa, un rapporto sempre molto personale, profondo, che mette in gioco i sentimenti, e perciò sempre conflittuale. Vitaliano Trevisan è uno scrittore e drammaturgo. Tra i suoi testi teatrali si ricordano almeno Una notte in Tunisia e R3 - Riccardo III e, tra i libri: I quindicimila passi, un resoconto (Einaudi stile libero 2002, Premio Campiello Francia 2008), Shorts (Einaudi stile libero 2004, Premio Chiara 2004), Il ponte (Einaudi stile libero 2007, Premio Città di Fabriano 2008), Works (Einaudi stile libero 2016, Premio Sila 2016).

 

 Dopo il debutto a Bolzano e il tour in Alto Adige delle scorse settimane, approda inoltre questa settimana in Trentino la nuova produzione del Teatro Stabile di Bolzano "Balasso fa Ruzante". Amori disperati in tempo di guerre. Diretto da Marta Dalla Via, lo spettacolo vede in scena Natalino Balasso, anche autore della drammaturgia, insieme ad Andrea Collavino e Marta Cortellazzo Wiel. Lo spettacolo è ateso al teatro comunale di Pergine Valsugana giovedì 9 dicembre alle 20.45 e sabato 11 dicembre alle 21.00 all'auditorium comunale di Lavis.

 

 In principio c’era il “ruzzare”. Ovvero il rincorrersi per giocare. Giocare/ recitare sopra radici teatrali e linguistiche senza inciampare. Balasso ci è riuscito intrecciando una compilation di testi tratti dall’opera di Beolco e re-inventando un gergo che ne mantenesse senso e suono. Una drammaturgia fatta di scelte lessicali che sono, in pieno stile Ruzantiano, scelte politiche e polemiche.

 

 Un neo dialetto obliquo, abbondante e spassoso che rende concrete tre figure toccanti: l’amico rivale Menato, Gnua donna sottoposta eppure dominante e lo stesso Ruzante. Un uomo contemporaneamente furbo e credulone pavido eppure capace di uccidere, un eroe comico dentro il quale scorre qualcosa di primitivo che lo rende immortale. 

 

 Angelo Beolco, con il suo alter ego e le sue opere, volevae dimostrare che un altro modo di fare arte/cultura era possibile e provava a fare azioni sceniche anti sistema anche quando era accolto da quel sistema. In questo la vicinanza con la poetica e la visione di Natalino Balasso è evidente.

 

 In questo mondo di villani dove la peste va e viene, tragico e comico sono fusi e conditi da desideri fisici inappagati e diritti non riconosciuti. Attraverso un profondo lavoro umoristico si cerca di demistificare la città, il potere, l’idea falsata di benessere alle quali questi villani hanno sacrificato tutto. Dove pensavamo di trovare un paesaggio confortante e bucolico troviamo crudeltà e oppressione. Così, cercandob “l’allegrezza” siamo arrivati in cima all’albero della cuccagna per scoprire che i prosciutti e le altre vivande sono di plastica.  Non resta che permettere alla risata di diventare esperienza critica su di sé e l’altro da sé, nel presente.

 

 Il teatro in tutti i suoi generi e linguaggi abiterà anche le piazze di Mori, Rovereto, Predaia e Borgo Valsugana, con proposte per tutti i tipi di pubblico, compresi i bambini e le bambine, a cui è sempre rivolta un'attenzione particolare.

 

 

 

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