Fo e Gaber, la lungimiranza si prende il palco
Questa sera e domani sera (20 e 21 giugno) il nuovo spazio di spettacolo all'Ex Filanda di Pergine (accanto al Teatro) ospita grazie ad Aria Teatro l'intensità di due omaggi agli inarrivabili, Ugo Dighero (col Mistero Buffo) e Carlo Roncaglia (col il Signor G) entreranno nell'arte scomoda e visionaria di due artisti capaci di prevedere un presente ancora peggiore di come lo avevano immaginato

PERGINE. Si chiama “Fili d’aria” la rassegna – otto date già iniziate – con cui Aria Teatro proietta (e progetta) all’esterno del Teatro di Pergine le proprie attività estive che già contano su creative e fascinose esperienze di spettacolo negli orti ed in situazioni itineranti in perfetto equilibrio tra cultura e turismo.
“Fili d’aria” può contare però su di un valore raddoppiato: alla scelta artistica, variamente intrigante, si aggiunge l’attrattiva di un luogo che allarga l’offerta logistica dell’intrattenimento di qualità di una cittadina che sempre più rapidamente si sta trasformando in polo attrattivo per l’intera provincia. Si tratta dell’Ex Filanda, uno spazio prossimo al teatro e alla nuova biblioteca, che il Comune e la Comunità di valle hanno ristrutturato e rilanciato ad uso dello spettacolo estivo (all’aperto).
Per un posto importante non poteva certo esserci una programmazione non all’altezza. E così sarà a partire da questa sera (20 giugno) e per proseguire domani sera (21 giugno) in una “doppietta” di omaggio a due pilastri (anzi tre) di un’arte che non si è mai allontanata dall’impegno civile, in forme diametralmente opposte ma con un impatto che supera indenne il passare degli anni.

Si tratta di Dario Fo (e la sua metà non certo solo matrimoniale, Franca Rame) e di Giorgio Gaber. Al primo, ai primi, è dedicato l’omaggio appassionato e capace di Ugi Dighero, attore con la maiuscola per come e per quanto riesce a rendere contagiose le sue interpretazioni indipendentemente dal ruolo.
All’Ex Filanda (purtroppo in concomitanza con la partita dell’Italia agli europei) Ugo Dighero rivisiterà il Mistero Buffo offrendo due monologhi del Nobel per la letteratura quali “Il primo miracolo di Gesù bambino” e la “Parpaja topola”, vale a dire profondità e ovviamente anche denuncia sociale attraverso un divertimento incontenibile fatto di parole che si rincorrono, Storia che si confonde con il presente e smorfie immemorabili.
La fabulazione tra dialetto e gramelot (la lingua inventata da Fo che non lascia tregua) è una magia che non perde mai di attualità se è purtroppo vero che i guai nazionali per i quali Fo si indignava ghignando e digrignando da allora ad oggi sono decisamente aumentati assieme all’ignoranza arrogante della politica e dei governanti.
Con lo spettacolo di domani sera, invece, irrompe sul palco l’amarissima lungimiranza di un artista senza uguali quale è stato Giorgio Gaber. A resuscitarne in palcoscenico la vena solo apparentemente comica (in realtà ogni sua esibizione in un teatro-canzone inarrivabile era una frustata) sarà il poliedrico Carlo Roncaglia (accompagnato da Andrea Cauduro alle chitarre).
Roncaglia approccia con bravura indubbia ma soprattutto con rispetto, intensità ed enorme riconoscenza il genio dell’accoppiata Gaber/Luporini (l’uomo dei testi) che era semplicemente “avanti” su tutto. Avanti nell’intuire le ipocrisie e i limiti (culturali) dei un progressismo troppo perbenista e lontano dal sentimento vero degli ultimi ma anche dei penultimi.
Avanti nel trattare le teorie di destra per quello che meritano, e cioè un ludibrio militante. Avanti nel mettere al centro l’uomo in tutte le sue debolezze ma anche i valori fondanti delle comunità che la politica (tutta o quasi) considerava solo di sbieco e per triste convenienza. Non è certo un caso (ed è stata la sua forza d’urto) che Gaber fosse mal sopportato tanto a destra che a sinistra. E il Signor G, lo spettacolo di domani sera, è un volo senza paracadute dentro l’ironia disperata (tutta nervi e tensione ma paralizzante per impatto e coinvolgimento) di un artista che ha visto ieri (e ieri l’altro) quello oggi è perfino peggiorato nelle ingiustizie, nel declino dei rapporti, nel menefreghismo che permette di pascolare ad una politica di quaquaraqua al diapason. Se L’ex Filanda doveva partire con il botto, beh obiettivo centrato per un avvio di programmazione nella quale se ne vedranno davvero delle belle. La Filanda fu un luogo di fatica tessile. L'Ex Filanda permetterà di tessere l'intreccio delle culture e dello spettacolo, fili di mille colori per mille emozioni. In caso di pioggia gli spettacoli, inizio alle 21,30 si trasferiscono nel vi vicino teatro.












