I videogiochi per valorizzare il territorio, Trentino Film Commission analizza il ruolo della montagna al Trento Film Festival
Un appuntamento ormai tradizionale che ha offerto un'occasione di confronto sulle tematiche del cinema di montagna, della distribuzione e del marketing anche di progetti audiovisivi e di videogioco a produttori, film maker e tutti i soggetti che collaborano in ambito cinematografico

TRENTO. "Il videogioco è ormai diventato un nuovo modo per valorizzare il territorio", questo in estrema sintesi l'intervento di Andrea Dresseno, project manager di Italian Videogame program.
Sono diversi gli esempi proposti nel corso del convegno 'Industry Day' organizzato da Trentino Film Commission nell'ambito del Trento Film Festival, come 'Battlefield 1', che vede una missione ambientata nella Prima guerra mondiale sul Monte Grappa e in particolare il passo Falzarego, ma anche 'Anna', nel quale la protagonista è impegnata ad esplorare una segheria abbandonata in Valle d'Aosta.
L'Italia è presa però come fonte d'ispirazione anche nel gioco 'Gears of war 4', ambientato su un pianeta alieno, ma basato su paesaggi reali italiani, mentre 'Steep' è un gioco di simulazione di sport estremi che ricostruisce fedelmente le vette dalle quali si lancia il giocatore.
'Industry Day' si è rivelato un'occasione di confronto sulle tematiche del cinema di montagna, della distribuzione e del marketing anche di progetti audiovisivi e tutti i soggetti che collaborano in ambito cinematografico.
Cristiano Girola, channel manager Dmax Italia, ha quindi spiegato i punti di forza del canale di intrattenimento, rivolto soprattutto al pubblico maschile. Il canale propone avventura, motori, factual entertainment e tough jobs.
Per le local production del 2016, si parte da 'Caccia all'oro bianco', ambientato in Toscana, come competizione tra i cacciatori di tartufi e le forze dell'ordine, per arrivare a 'Il più forte' ambientato nei borghi d'Italia, senza dimenticare 'Mountain heroes' dedicato al soccorso alpino e sostenuto da Trentino Film Commission, ma anche le 'Funne' e 'Il re del cioccolato' entrambi in onda sui canali Discovery. Tra i temi anche 'Unto e Bisunto - la vera storia di Chef Rubio', tra i nuovi episodi anche una puntata in Trentino.
Dario Bonazelli ha quindi raccontato l'attività di 'I Wonder Pictures': la piccola casa di produzione, nata da 3 anni e mezzo dal Biografilm festival cavalcando l'onda dei documentari, ha prodotto circa settanta titoli, dieci fiction e diversi documentari: al Trento Film Festival sono presenti con 'La principessa e l'aquila', che da fine agosto sarà distribuita in tutta Italia.
Luca Ferrario di Trentino Film Commission, affiancato da Stefano Boscherini di Appa - l'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente, e da Renzo Carbonera regista di 'Resina' ha illustrato il disciplinare T-Green Film, adottato dalla Film Commission quale modello di certificazione per le produzioni cinematografiche sostenibili, quindi che risparmiano sui consumi.
Oltre ai criteri previsti affinché una produzione abbia il sostegno della Trentino Film Commission, come le ricadute sul territorio e l’eventuale sua promozione, viene aggiunto il requisito 'green': questo significa che i criteri di valutazione e certificazione riguardano, come il risparmio e la sostenibilità che una produzione prevede riguardo al metodo di raccolta rifiuti, la natura del catering (piatti di carta, stoviglie compostabili), l’allaccio alla corrente (pubblica o attraverso un gruppo elettrogeno autonomo), l’uso di legno e tanti altri criteri.












