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Rovereto, la suora con le stimmate a teatro. La Beata Giovanna "Come una farfalla in volo"

Andrà in scena domani al Teatro Zandonai un oratorio musicale sulla vita della Beata per soli, coro, orchestra, voce recitante e danza. Testi tratti dal romanzo "Figlia di tante lacrime" di Patrizia Belli, musiche di Marco Deflorian e  Andrea Amplatz

Pubblicato il - 27 ottobre 2016 - 11:20

ROVERETO. La suora di Rovereto con le stimmate. Di più, la mistica che più delle stimmate ebbe la transverberazione, la trafittura del cuore con una lancia da parte di un angelo o di Cristo stesso. Ecco Bernardina Floriani che nel 1600 portava conforto agli appestati, guariva i malati, profetizzava eventi, parlava con Dio e che i roveretani chiamavano già allora la Beata Giovanna.

 

È giusto ricordarla, una donna tenace che sfidò anche la Santa inquisizione, figlia del pittore Giuseppe e di Olivia Tessadri, che studiò il latino da sola, che fece voto di castità nella chiesa di S. Caterina, fondò il convento a Rovereto. Intratteneva rapporti epistolari con Ferdinando II e III, Leopoldo I e l'arciduchessa del Tirolo Claudia de' Medici.

 

Bernardina Floriani si sposò con Cristo nel 1644, diventò suora – una clarissa – e prese il nome di suor Giovanna Maria della Croce. Poco dopo la sua morte, che avvenne a Rovereto nel 1673, godendo di fama di santità già in vita fu avviata la causa di beatificazione e proclamata venerabile nel 1733.

 

“Come una farfalla in volo” è il titolo del programma di iniziative che la ricordano. È anche il titolo dello spettacolo che andrà in scena domani sera, 28 ottobre, al Teatro Zandonai di Rovereto alle ore 20.30. Un oratorio musicale sulla vita della Venerabile Giovanna, per soli, coro, orchestra, voce recitante e danza, con testi tratti dal romanzo "Figlia di tante lacrime" di Patrizia Belli, musiche di Marco Deflorian e  Andrea Amplatz. La replica sabato 29 ottobre alle 20.30 all'Auditorium di Pomarolo.

 

L'intento dei promotori è quello di far conoscere questa importante figura della Città della Quercia ma anche, e soprattutto, quello di fare pressione affinché qualcuno riprenda la causa di beatificazione, il primo passo verso la santificazione, tentata più volte ma sempre arenata. Perché  la Beata Giovanna viene chiamata così solamente per acclamazione popolare, in realtà non è affatto beata è semplicemente venerabile. Ma tanta fu la sua fama all'epoca che i potenti del tempo e tutto il popolo roveretano si rivolgevano, e si rovolgono a lei come se fosse santa.

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