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Succede solo a teatro, a Bolzano il sipario si alza il 3 novembre

Il teatro Stabile propone 14 appuntamenti sull'attualità. Wonderland aprirà la stagione. Gli abbonamenti inizieranno dal 13 settembre. Il programma vuole rispecchiare il mondo e riflettere sul presente

Il Teatro Comunale di Bolzano si prepara all'apertura della stagione
Pubblicato il - 13 ottobre 2016 - 19:43

BOLZANO. Mercoledì 3 novembre inizierà la stagione del Teatro Stabile di Bolzano dal titolo “Succede solo a teatro”, mentre il 13 settembre scatterà la possibilità di abbonarsi. Un programma che vuole mettere in evidenza la funzione fondamentale del teatro di rispecchiare il mondo e riflettere il presente attraverso lo sguardo poetico della messa in scena.

 

 

Gli spettacoli del nuovo cartellone “La Grande Prosa” affrontano con audacia, ironia e coraggio i temi che compongono il nostro quotidiano: la complessità delle relazioni umane, la crisi economica, il ruolo delle donne, l’amore e la passione in tutte le sue declinazioni, la condizione di migranti, il confine labile tra innocenza e colpevolezza, il lavoro e il ruolo dell’arte nella nostra società.

 

Stefano Bollani, Luca Zingaretti, Angela Finocchiaro, Lella Costa, Daniele Ciprì, Alessandro Baricco, Laura Curino, Natalino Balasso, Umberto Orsini, Marco Baliani, Eros Pagni e Massimo Popolizio sono solo alcuni dei protagonisti del nuovo anno teatrale.

 

Wonderland, un progetto teatrale inedito, presentato in esclusiva a Bolzano, inaugura la stagione curata da Walter Zambaldi, facendo confluire la cifra stilistica divertita e rigorosa del funambolico pianista Stefano Bollani, autore e interprete delle musiche eseguite dal vivo, con l’immaginario cinematografico del regista, sceneggiatore e direttore della fotografia Daniele Ciprì.

 

Capolavoro cult del teatro inglese, La cucina di Arnold Wesker, diretto da Marco Bernardi, immerge gli spettatori in una giornata di lavoro di un grande ristorante, dall'arrivo alla spicciolata di cuochi e cameriere al mattino fino al parossismo infernale dell’ora di punta. La cucina rappresenta il debutto della Compagnia Regionale, iniziativa dello Stabile di Bolzano realizzata in collaborazione con il Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento e il Coordinamento Teatrale Trentino.

 

Le visioni affilate e pungenti degli autori di oggi scandiranno gran parte della stagione, a partire da Smith&Wesson, commedia “epica” e avventurosa che fonde la scrittura sorniona di Alessandro Baricco, la sapiente regia di Gabriele Vacis e la verve di Natalino Balasso e Fausto Russo Alesi. Il destino, l’amore, la fedeltà e il perdono sono i punti cardinali di The Pride, spettacolo coraggioso scritto nel 2008 dall’autore americano Alexi Kaye Campbell che Luca Zingaretti ha scelto di interpretare e dirigere. 

 

Calendar Girls, successo teatrale e cinematografico di Tim Firth, si basa su un fatto di cronaca avvenuto in Inghilterra negli anni Novanta, quando un gruppo di donne inglesi di mezza età realizzò un calendario di nudi artistici per una raccolta di beneficienza. La commedia rivive ora in tutta la sua corrosiva ironia nell’edizione italiana diretta da Cristina Pezzoli e interpretata, tra le altre, da Angela Finocchiaro e Laura Curino.

 

Con Human due personalità di rilievo del panorama culturale italiano come Lella Costa e Marco Baliani si propongono di innescare una profonda riflessione sul significato di umanità e sulla condizione di migranti, in un’epoca in cui il diritto alla vita e alla dignità sembra un privilegio di pochi. 

 

Minetti Il Prezzo, opere scritte da due giganti della letteratura quali Thomas Bernhard e Arthur Miller sollevano interrogativi essenziali, che vengono portati in scena da protagonisti di grande spessore come il ruolo dell’arte, e in particolare del teatro, nella società odierna, mentre Il Prezzo fotografa le conseguenze della crisi economica del ’29 negli Stati Uniti.

 

Da un fatto di cronaca nera accaduto in Alto Adige prende spunto Lo strano caso della notte di San Lorenzo, un noir che racconta il ruolo giocato dal caso nella nostra vita e la labilità del confine tra colpevolezza e innocenza. La produzione dello Stabile che conclude la stagione “La Grande Prosa” è scritta e diretta da Roberto Cavosi e si propone di indagare la casualità, ironizzando sulle spire della realtà, sudbola e cangiante.

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