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Trento celebra la Memoria dell'Olocausto. Tanti gli appuntamenti per non dimenticare

Nel 72° anniversario dall'abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, il capoluogo celebra il Giorno della Memoria incontrando la direttrice del Museo di Auschwitz

Pubblicato il - 24 gennaio 2017 - 13:04

TRENTO. Sono passati 72 anni dall'abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. In ricordo della fine della Shoah, anche quest'anno Trento celebra il Giorno della memoria.

 

La cerimonia ufficiale è in programma il 27 gennaio alle 17 nella sala Falconetto di palazzo Geremia, con gli interventi del sindaco Alessandro Andreatta, della Presidente del Consiglio Comunale Lucia Coppola, del direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, della direttrice del Museo di Auschwitz Jadwiga Pinderska Lech e del commissario del Governo per la Provincia di Trento Pasquale Gioffrè, a cui seguirà una testimonianza di Pagine di Memoria.

A conclusione della cerimonia il Commissario del Governo consegnerà tre medaglie d’onore ex internati Imi e tre medaglie della Liberazione.

 

Anche la Biblioteca comunale ospita e organizza in questi giorni una serie di eventi collegati alla ricorrenza del Giorno della memoria. Mercoledì 25 gennaio alle 17.30, a cura della Biblioteca Archivio del Centro Studi sulla Storia dell'Europa Orientale (Csseo), si terrà nella sala degli affreschi della Biblioteca di via Roma un incontro dibattito con Michael Wedekind sulla deportazione dei pazienti psichiatrici di Pergine e la riorganizzazione socio-etnica della regione alpina negli anni 1939-1945.

 

Sabato 4 febbraio alle 21 nella Sala delle Associazioni di Ravina il Servizio Attività culturali della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con la Circoscrizione Oltrefersina propone Eppure non ho paura - Memorie femminili dal lager di Ravensbrück, spettacolo a cura del Club Armonia, testo e regia di Renzo Fracalossi. Per decenni la verità orribile di Ravensbrück è stata tenuta nascosta. A Ravensbrück ogni minuto si consuma un dramma, fatto di sevizie, malattie, lavori forzati, esperimenti medici ed esecuzioni sommarie, finché, verso la fine della guerra, il lager diventa anche campo di sterminio per cancellare, in fretta, le prove di quanto vi è accaduto. E così oltre 90mila donne, spesso con i loro bambini al collo, vengono fatte “sparire” nel fumo del camino, nel volgere di pochi mesi.

 

Vetrine bibliografiche a tema sono allestite nella sede della Clarina (fino al 31 gennaio) e di Villazzano (fino al 3 febbraio) della Biblioteca comunale, mentre la sede dell'Argentario propone venerdì 3 febbraio alle 9 una serie di letture a cura dei bibliotecari per gli alunni delle scuole medie.

 

L'Associazione nazionale vittime civili di guerra, e in particolare la sezione di Trento, ha recentemente pubblicato Noi testimoni, un volume che raccoglie le testimonianze raccolte in una serie di trasferte culturali nei luoghi d'Europa dove le guerre hanno causato lutti, distruzione e numerose vittime civili. Un viaggio in un passato che appartiene a ciascuno di noi, una storia fatta di dolore e sofferenza, da cui sono tuttavia riuscite a sbocciare esperienze di pace, di civile convivenza, di rispetto e di conservazione di una memoria che non deve sbiadire.

 

Il libro, curato da Nadia Mariz, è disponibile presso l'Associazione nazionale vittime civili di guerra di Trento.

 

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