A Brentonico ricordato il centenario dalla nascita del grande scrittore Mario Rigoni Stern, un'iniziativa per festeggiare il cinquantesimo anniversario della fondazione della biblioteca
E’ stata la Sat in collaborazione con la Biblioteca comunale a invitare la popolazione ad una serata rievocativa dei principali libri scritti da Rigoni Stern. Il gruppo teatrale New Eos di Bolzano ha proposto le letture di diverse opere del grande scrittore

BRENTONICO. "C’è stata nel passato e rimane viva un’adesione sincera della gente del nostro Altopiano - che si estende tra la Vallagarina e il lago di Garda - con i temi illustrati da Rigoni Stern partendo dal suo vasto Altopiano di Asiago" ha commentato l’assessore alla cultura Nicola Zoller, che ha inserito la rievocazione delle opere nella serie di iniziative promosse a Brentonico per il cinquantesimo anniversario della fondazione della biblioteca.
A Brentonico è stato ricordato con affetto il centesimo anniversario della nascita di Mario Rigoni Stern (1921 – 2008), il grande scrittore dell’Altopiano di Asiago, caro a tutta la gente di montagna. E’ stata la Sat in collaborazione con la Biblioteca comunale a invitare la popolazione ad una serata rievocativa dei principali libri scritti da Rigoni Stern.
Il gruppo teatrale New Eos di Bolzano ha proposta stralci di lettura da “Il sergente nella neve”, l’opera più nota dello scrittore di Asiago che racconta la drammatica campagna di Russia durante la seconda Guerra mondiale, vissuta direttamente da Rigoni Stern. Ma non è stato solo ricordato l’Alpino, ma anche il formidabile conoscitore del mondo montano, della fauna e della natura. “Il bosco degli urogalli” è uno dei tanti libri citati da Mara Da Roit, l’autrice della selezione dei testi, assieme a Patrizio Zindaco, che sono stati accompagnati nella lettura dal musicista Luca Dall’Asta.
Nell’evento svoltosi questa settimana al Teatro di Brentonico, scorrevano insieme alle parole anche immagini originali e inedite fornite dalla famiglia Rigoni Stern. "Lo scrittore, autore di storie alpine e naturalistiche, riservò una delle sue prime occupazioni al lavoro di bibliotecario. Una predisposizione ai libri che ci ha donato testimonianze struggenti ma anche deliziose, che resteranno a lungo nella nostra memoria", conclude Zoller.













