"Nella Giannetto a vent'anni della scomparsa": "Un evento per ricordare una figura che ha contribuito allo sviluppo culturale della città e valorizzare Dino Buzzati"
L'appuntamento punta ricordare Nella Giannetto e il suo impegno nel far scoprire e valorizzare lo scritto bellunese Dino Buzzati: "La sua intuizione è stata quella di renderlo internazionale"

FELTRE. L’associazione internazionale Dino Buzzati insieme al Comune di Feltre e al comitato scientifico del Polo bibliotecario feltrino organizza per il 28 agosto l’evento “Nella Giannetto a vent'anni dalla scomparsa”.
L’iniziativa prevederà alle 18, alla sede del polo bibliotecario, l'inaugurazione della mostra con alcuni dei più importanti contributi critici di Nella Giannetto e alle 18.30, alla Sala degli Stemmi di Palazzo Pretorio, una conferenza che vedrà tra i relatori alcuni dei presidenti più significativi dell’associazione tra cui l’avvocato Maurizio Trevisan, la professoressa Annamaria Esposito e il professor Marco Perale. Tra gli interventi anche quello della dottoressa Patrizia Dalla Rosa e quello del professor Gabriele Turrin.
“L’amministrazione comunale ha accolto da subito con entusiasmo questa proposta del comitato scientifico del Polo Bibliotecario Feltrino perché celebra, a vent’anni dalla scomparsa, una figura molto importante per Feltre, e non solo, che ha contribuito sicuramente allo sviluppo culturale della nostra città” fanno sapere la sindaca di Feltre Viviana Fusaro e Flavia Colle, assessora alla cultura, che proseguono “basti pensare alla creazione dell’Associazione Internazionale Dino Buzzati e al Centro Studi Buzzati che ogni anno vedono un sostegno economico da parte del comune e che hanno sede a Palazzo Borgasio, che speriamo presto di portare agli antichi fasti”.
E' proprio tutto il lavoro che Giannetto ha fatto negli anni, per far scoprire e valorizzare lo scrittore bellunese Dino Buzzati, che a distanza di vent’anni fa si che venga ancora ricordata e celebrata: nel 1988 costituisce a Feltre l’Associazione Dino Buzzati che nel 1994 si fonde con la francese Association Internationale des Amis de Dino Buzzati e diventa associazione internazionale; nel 1991 fonda il Centro Studi Buzzati, come struttura permanente dell'Associazione Internazionale Dino Buzzati, e l’anno successivo stipula una convenzione fra l'Associazione e l'Università Iulm di Milano ed una convenzione con il Comune di Feltre.
Dal Centro Studi Buzzati nascono poi dei premi studio per laureati e studiosi, che desiderano compiere ricerche sullo scrittore, e pubblicazioni quali la Rivista "Studi buzzatiani", che da quest’anno si trova in fascia A nell’Anvur Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, e la collana "Quaderni del Centro Studi Buzzati", edita da Fabrizio Serra Editore di Pisa-Roma.
Il Centro Studi Buzzati ha anche una Biblioteca che rappresenta un patrimonio unico al mondo di materiali bibliografici, documentari e audiovisivi di interesse buzzatiano tra cui circa 200 volumi di traduzioni delle opere di Buzzati in ormai 40 lingue tra le quali quelle minoritarie dell’occitano, sardo, basco e friulano.
“In Francia a metà degli Anni 50 Dino Buzzati era già studiato come un importante scrittore di fama internazionale mentre in Italia, e anche qui nella sua terra natale, era visto come uno scrittore di provincia a metà strada tra uno scrittore ed un giornalista” commenta il presidente dell'associazione Marco Perale che prosegue: “L’intuizione di Nella Giannetto è stata proprio quella di rendere anche qui Buzzati internazionale attraverso la creazione dell'associazione, che ha visto per l'appunto la collaborazione con i francesi, e poi con la creazione del centro studi e la collaborazione con la Iulm di Milano che si mantiene tuttora”.
Ed è proprio sull’aspetto internazionale che si è voluta focalizzare anche Patrizia Dalla Rosa: "In Francia Buzzati venne da subito studiato anche per il suo linguaggio apparentemente molto semplice e diretto e che quindi ben si presta alla didattica e alle traduzioni anche se poi si è visto che al di là di questa facile traducibilità ci fosse invece qualcosa di estremamente difficile da capire tipo la gentilizzazione dei colori e molti aspetti simbolici. Nella propose quindi, quando la Iulm era a Feltre e vi si studiavano quattro lingue, di utilizzare i testi di Buzzati come oggetto di studio degli universitari”.












