''Depero oltre Depero'', a Rovereto nella galleria Pizzini grandi opere e maestri del '900
Mario Cossali ha illustrato la mostra e ha curato la presentazione del catalogo: ''Mettere assieme il passato con il presente sempre sulla linea dell'avanguardia e sulla linea di una pittura che si misura con il mestiere di pittore è il punto di forza di 'Depero oltre Depero'. Questa mostra riassume la testimonianza che la storia va avanti nel segno dell'invenzione, della fantasia, della ricerca e della creatività"

ROVERETO. A Rovereto non c'è soltanto "Depero new Depero" ma anche "Depero oltre Depero": da un lato l'omaggio del Mart (con le sedi del Museo di corso Bettini e Casa Depero) al grande artista futurista, dell'altro la mostra organizzata dello dallo Studio Arte 53 di Corso Rosmini. Due eventi non contrapposti, ma complementari che si integrano in una visione che include anche altri artisti trentini del Novecento. Roberto Pizzini, titolare dell'ormai unica galleria d'arte rimasta in città, ha avuto l'intuizione (e il merito) di mettere in relazione Depero con artisti della sua epoca ed artisti attuali: grandi nomi del passato che meritano di essere valorizzati e importanti nomi del presente conosciuti anche fuori dai confini nazionali.
Accanto ad una trentina di opere di Depero, in gran parte bozzetti definitivi per "Numero unico futurista Campari", nell'interessante percorso espositivo si trovano opere di Roberto Iras Baldessari, Luciano Baldessari, Tullio Garbari, Gino Pancheri, Luigi Bonazza, Fausto Melotti, Umberto Maganzini, Umberto Maggioni, Umberto Savoia, Silvio Cattani, Luciano Civettini, Alberto Forchini, Giuseppe Debiasi e Gianluigi Rocca. "Mettere assieme il passato con il presente - ha affermato Mario Cossali che ha illustrato la mostra ed ha curato la presentazione del catalogo - sempre sulla linea dell'avanguardia e sulla linea di una pittura che si misura con il mestiere di pittore è il punto di forza di 'Depero oltre Depero'. Questa mostra riassume la testimonianza che la storia va avanti nel segno dell'invenzione, della fantasia, della ricerca e della creatività".
Artisti (almeno in parte) che hanno un altro elemento in comune: Maestri trentini del '900 come Fausto Melotti, Luigi Bonazza, Roberto Iras Baldessari, Luciano Baldessari e Tullio Garbari (oltre a Depero che venne espulso) passarono dalla Scuola Reale Elisabettina di Rovereto "che ha avuto un ruolo di grande importanza per il futuro dei nostri artisti". Cossali, inoltre, stabilisce un collegamento fra i due Baldessari con Depero e il suo futurismo ricordando quello che scrisse Cesare de Seta: "Luciano Baldessari è indubbiamente fra i più colti e sprovincializzare architetti che operarono in quegli anni in Italia. La sua formazione è tutta calata nel futurismo, non quello milanese di Marinetti e Boccioni ma quello periferico e per molti versi anomalo e discorde che inaugurò Depero nella provincia di Rovereto" .
Il vento futurista, ha ricordato Cossali, "non ha mai abbandonato il segno di Luciano Baldessari, pittore, scenografo, architetto. Anche la sua cura di grandi mostre, pensiamo a quella che lanciò Lucio Fontana, va sempre in fondo a quella direzione. Roberto Iras Baldessari aderisce ufficialmente al movimento futurista nel 1916 in piena guerra. Diventa futurista con il gruppo toscano portando dietro quel colorismo tipicamente veneto che non lo abbandonerà in nessuna altra tappa della sua pittura. Sempre di futurismo si tratta anche nel caso di Trilucci, alias Umberto Maganzini che fu fedele seguace del verbo deperiano e originale interprete". La mostra allo Studio 53 Arte è aperta dal martedì al sabato dalle 16 alle 19 e su appuntamento al numero 338.1082480













