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Savignano, la stella non smette di brillare

L'étoile sulla soglia dei 70 anni continua non si stanca di omaggiare la danza della quale è un'assoluta protagonista. Domani sarà di scena al Teatro Capovolto di Piazza Battisti con una versione del Bolero di Ravel firmata da Milena Zullo. Con lei l'attore Massimo Scola. I due daranno vita ad uno spettacolo di grande fascino e impatto che tratta il tema drammatico della violenza sulle donne

Pubblicato il - 19 luglio 2021 - 11:23

 È attesa una stella di fama mondiale domani per la stagione InDanza.21 del Centro Servizi Culturali S. Chiara, curata dal m° Renato Zanella. La magnetica Luciana Savignano, inossidabile étoile, interprete sensibile, chiamata nuovamente in scena come protagonista dello spettacolo nato su di lei e intorno a lei “Bolero. Prigionia di un amore” di Milena Zullo.

 

 Ci sono stelle sempre luminose. Una di queste è Luciana Savignano. Étoile del Teatro alla Scala, musa dimolti coreografi che negli anni hanno creato ruoli esclusivamente per lei, per il suo corpo flessibile, sinuoso, per il suo sguardo misterioso e decisamente penetrante. Superata la soglia dei settant’anni ,l’étoile Luciana Savignano è di nuovo in scena guidata, questa volta, dalla coreografa Milena Zullo per una nuova versione di Bolero, il cui sottotitolo recita Prigionia di un amore.

 

 Uno spettacolo in cui la danza incontra la recitazione nel quale Savignano dà corpo e grido da protagonista al tema, purtroppo sempre attuale, della violenza sulle donne. Savignano si fa portavoce di uno stato di prigionia, incarnando la forza femminile nel raccontare un amore malato. Una rivolta silenziosa contro ogni forma di violenza e sopruso.

 

 

 “Sul tappeto ritmico di Ravel - spiega la coreografa e regista Milena Zullo - si snodano due voci distinte, facenti parte di una medesima natura. Queste due voci sono diventate le voci di vittime e carnefici, il racconto della prigionia di un amore malato, un mantra che grida dentro il silenzio.

 

  Luciana Savignano racchiude in sé l''onografia del femmineo più nobilmente inteso, è il simbolo dell'anima e della carne dell' essere Donna, quanto di più prezioso altra donna, e la società tutta, possa mai partorire. Diverrà qui racconto di una mortificazione che pesa sulla nostra incapacità a proteggere”. In scena con Savignano l’attore Massimo Scola, intenso interprete di parola dotato di duttile fisicità, e i giovanissimi danzatori di Padova Danza Project, vivaio di perfezionamento professionale affidato alle cure di Gabriella Furlan Malvezzi.

 Sulla musica ipnotizzante di Ravel - ridisegnata dal compositore Enrico Gabrielli con estrapolazioni di solo armonia e loop di temi -, Savignano racconta con le sue braccia sinuose e i movimenti vibranti la prigionia di un amore malato: grida dentro una massa che la attornia, la strattona, la solleva, fino a liberarsi mentre piove dall’alto una cascata di scarpette rosse.

 

Info e biglietti. Per quanto riguarda le modalità di ingresso, si ricorda che l’accesso alla platea di Piazza Cesare attisti sarà contingentato, a garanzia del numero massimo di posti disponibili, e avverrà nel rispetto delle attuali norme sanitarie e dei protocolli Covid-19 (rilevazione della temperatura, igienizzazione delle mani, obbligo di mascherina e distanziamento sociale). L’accesso avverrà a pagamento (biglietti al costo unico di 10 euro), previo acquisto del titolo sul sito www.primiallaprima.it (fino all’inizio dell’evento) o presso le Casse del Teatro Auditorium nel seguente orario: lun-sab, 16-19. Per maggiori informazioni visitare il sito www.centrosantachiara.it.

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