Dal teatro Sociale parte la stagione del Centro servizi culturali Santa Chiara: sul palco Louise Lecavalier con Stations
La coreografa e danzatrice canadese, riconosciuta come una delle icone della danza contemporanea, Louise Lecavalier, sarà a Trento con il capolavoro Stations

TRENTO. Si alza il sipario del teatro Sociale, la stagione del Centro servizi culturali S. Chiara prende il via martedì 18 ottobre con un appuntamento dedicato alla danza (Qui info).
E Stations, questo il titolo dello spettacolo in programma al Sociale (ore 20.30), un capolavoro di Benoît Lachambre e Louise Lecavalier che vedrà protagonista la coreografa e danzatrice canadese riconosciuta come una delle icone della danza contemporanea.
Spinta da un impulso vitale che la riporta sempre nell'arena, con Stations Louise Lecavalier rinnova quell'esperienza primordiale chiamata danza. In quattro stazioni prosegue la sua vertiginosa esplorazione della danza in un assolo infuocato portato al limite dell'intimità.
Attraverso le storie incise nella sua stessa carne e attraverso il flusso e riflusso del movimento, Louise Lecavalier conquista la sua libertà tra uccello e elefante, tra il desiderio di librarsi ma anche quello di rimanere ancorata al presente.
Ogni particella del suo essere esprime ciò che va oltre le parole. In osmosi con la spinta insistente della musica, una Lecavalier stupefacente raggiunge l'apice della sua arte.
"Sempre più spesso, nel corso del tempo, sono diventata il soggetto della mia ricerca. Corro il rischio che le mie varie battaglie esistenziali come ballerina possano assomigliare a quelle degli altri – dice Louise Lecavalier - confidando che le nuove difficoltà che incontro o che mi infliggo nei movimenti forniranno sempre una risposta e forse un vero spazio di libertà. Torno in studio per scoprire i movimenti inediti che mi permetteranno di rinnovare e chiarire ciò di cui il mio corpo ha bisogno e ciò che mi ispira ora. L'opera è strutturata in quattro sezioni: quattro stazioni che potrebbero essere stagioni o punti cardinali della bussola. Un ciclo infinito, come le stagioni, che parte e ritorna. Ogni stazione corrisponde a un tema specifico che esploro nel movimento: fluidità, controllo, meditazione e ossessione. Questa volta non mi sono provocata più di tanto. Ho accettato quello che c'era e ho preso quello che ne veniva fuori. I movimenti raccontano le conseguenze di una storia personale, il mio spirito rivelato o ostacolato dal corpo, eppure, a volte, anzi spesso, ancora libero per i viaggi più meravigliosi".
Biglietti al prezzo di 10 euro, acquistabili sulla piattaforma del Centro servizi culturali Santa Chiara (Qui info).












