Dalla "scuola per trincianti" per imparare l'arte di tagliare le vivande all'impatto del turismo alpino: ecco il nuovo numero della rivista "Studi Trentini. Storia"
Da ormai più di un secolo la Società di Studi Trentini di Scienze Storiche propone la propria rivista con approfondimenti sulla storia del territorio trentino. L'ultimo numero appena stampato, il secondo del 2022, si apre con l’intervento di Andrea Leonardi sul turismo di montagna e le sue ricadute ambientali e sociali

TRENTO. La Società di Studi Trentini di Scienze Storiche torna puntuale, da ormai più di un secolo, a proporre per il tramite della propria rivista riflessioni e approfondimenti sulla storia del territorio trentino.
Il numero di "Studi Trentini. Storia" che è appena stato stampato (il secondo del 2022) si apre con una sezione introduttiva nella quale spicca l’intervento di Andrea Leonardi che fa il punto sulla storia del turismo alpino e sulle sue ricadute non solo economiche ma anche sociali e ambientali, fino a giungere a riflessioni importanti sulla contemporaneità.
Nella sezione "saggi" vi sono cinque contributi, come sempre molto vari sul piano tematico, risultato di ricerche svolte da soci e collaboratori. In ordine cronologico, il primo è quello che Valerio Benigni ha dedicato ai rapporti tra Cristoforo Madruzzo, che fu cardinale e vescovo di Trento ai tempi del Concilio, e Angelo Massarelli, che del Concilio fu il segretario e che nei suoi Diari ci ha lasciato una vivida immagine della Trento dell’epoca e della personalità dell’illustre ospitante.
Marina Scopel, che studia la storia dell’alimentazione e della convivialità, offre un originalissimo contributo sulla "scuola per trincianti" che esisteva nel XVII secolo a Padova, e che vedeva i giovani (anche trentini) imparare a usare raffinate gestualità utili non solo a tagliare le vivande, ma anche a stupire i commensali (la copertina della rivista, che riproduce un’immagine tratta da uno dei manuali dell’epoca, mostra appunto frutti sbucciati e sagomati secondo forme spettacolari).
Cesare Bernard narra la vita di Giovanni Francesco Bernard, nato a Pera di Fassa nel 1627, divenuto agente del Consiglio aulico dell’Impero a Vienna; nel 1686 ricevette dall’imperatore Leopoldo I il diploma di nobiltà. Andrea Pojer studia il cimitero esistente presso la chiesa di Romallo, in pieve di Revò, specificamente destinato ad accogliere le salme dei bambini e dei ragazzi della comunità: una prassi piuttosto rara, che probabilmente ha a che fare con il desiderio di accordare alla cappella almeno una parte del diritto di sepoltura.
La sezione "saggi" si chiude con i fuochi d’artificio: dagli anni Quaranta dell’Ottocento al 1914 operò infatti a Trento una famiglia di produttori di materiale pirotecnico ed esecutori di fuochi artificiali, i Marconi; le vicende della loro attività sono narrate da Ennio Lappi. Seguono quindi due testi più brevi: Gustav Pfeifer pubblica una descrizione delle valli del Noce risalente agli ultimi anni del XV secolo e Davide Zaffi discute dell’autonomia altoatesina partendo dalla recente pubblicazione di un volume di Matthias Haller.
"Studi Trentini. Storia" è anche un osservatorio su ricerche e pubblicazioni che riguardano il territorio trentino: si pubblicano infatti anche cinque recensioni, 188 schede di volumi e articoli usciti nel 2021 e le segnalazioni, provenienti da nove archivi, circa nuove acquisizioni, riordini e redazioni di inventari e strumenti di ricerca. Chiude il fascicolo il verbale dell’assemblea dello scorso 28 maggio, con la quale ha concluso il suo mandato Marcello Bonazza – presidente fin dal 2010 – ed è stata eletta una nuova direzione presieduta da Italo Franceschini.
Il volume si troverà prossimamente nelle librerie della città o si può richiedere alla Società di Studi Trentini di Scienze Storiche (Qui il link).












