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| 10 mar 2022 | 16:54

Torna il premio "Un libro di vino" della Biblioteca Bruno Lunelli: "L'unico concorso in Italia dedicato alla letteratura enoica. Tra i concorrenti il trentino Flavio Demattè"

Sono 14 i titoli e 11 le case editrici in gara nella terza edizione del Premio Biblioteca Bruno Lunelli Un libro di vino, destinato a un libro di contenuto sia scientifico sia letterario nel quale il protagonista sia il vino. Il vincitore sarà proclamato entro giugno. Quest'anno a concorrere anche  Flavio Demattè con "Nel nome del padre, della vite e del vino"

Torna il premio "Un libro di vino" della Biblioteca Bruno Lunelli
Foto tratta da Bbl Biblioteca Bruno Lunelli
di Redazione

TRENTO. Sono 14 i titoli e 11 le case editrici rappresentate alla terza edizione del Premio Biblioteca Bruno Lunelli Un libro di vino, l'unico di questo genere in Italia.

 

"Una biblioteca è, per sua natura, un laboratorio, un’officina, una bottega - sostiene la Bbl - nel senso originale di questa voce, di cultura ed è proprio guardando alla sua essenza e alla sua funzione che è stata dato vita a un premio, di cadenza annuale, destinato a un libro di contenuto sia scientifico sia letterario nel quale il protagonista sia il vino. Il nome è venuto spontaneo, Premio Biblioteca Bruno Lunelli Un libro di vino e pare, così dicono, che sia il primo del genere nel nostro paese: avrà una fisionomia che rispecchia quella della Biblioteca. Il che vuol dire che potranno concorrere al premio i titoli editi in Italia, di autori italiani e sui vini italiani. Vini che se lo meritano, considerato il peso che il settore ha nel pil e nelle esportazioni".

 

A decidere il vincitore del premio sarà una giuria che, presieduta dal presidente Marcello Lunelli, coinvolge nomi eccellenti della cultura, del giornalismo, dell’economia: Oscar Farinetti, l’inventore di Eataly, la catena internazionale di punti vendita che esaltano il meglio dell’enogastronomia italiana; Matteo Marzotto, imprenditore dell’omonima storica famiglia veneta; Carla Bernini, tra i fondatori del Festival della letteratura di Mantova, il padre di tutti i festival culturali italiani; Eliana Liotta, grande nome nella difficile arte di scrivere di sana alimentazione; Chiara Maci, conduttrice televisiva e food blogger; Alessandro Saviola, presidente del primo gruppo italiano di pannelli ecologici; Andrea Segrè, economista, agronomo e presidente del Fico, il parco agroalimentare di Eataly che è sorto in quel di Bologna; Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore.

 

Il vincitore sarà proclamato entro giugno. Tra gli autori, che concorrono al premio bandito dalla Bbl anche un trentino, Flavio Demattè con "Nel nome del padre, della vite e del vino" (Effe Erre edizioni), orgoglioso racconto dell'esperienza di un vitivinicultore trentino.

 

Il Premio "è l'unico in Italia, e tra i pochissimi in Europa, riservato a un titolo sul vino ed è bandito dalla Biblioteca, votata esclusivamente alla letteratura enoica e fondata da Franco e Marcello Lunelli per ricordare Bruno, padre e nonno, l'iniziatore della fortuna delle Cantine Ferrari".

 

Con sede nel complesso di Villa Margon, la Bbl (Qui) fa parte del Cbt (Catalogo bibliografico trentino) e questo vuol dire che, pur essendo un'istituzione privata, è aperta al pubblico cinque giorni la settimana. L'attuale patrimonio della Bbl è di oltre 2.000 volumi, tra questi una collezione molto particolare difficile da trovare in altre biblioteche, anno per anno, quasi tutte le guide enologiche italiane.

 

La prima edizione del Premio istituito è andata a "La stirpe del vino", scritto a quattro mani da Attilio Scienza e Serena Imazio ed edito da Sperling&Kupfer. Nella seconda si è imposta Laura Donadoni con "Come il vino ti cambia la vita" di Cairo editore.

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