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| 15 giu 2023 | 16:46

''Raccontare il Trentino del vino'' di Nereo Pederzolli, Attilio Scienza e Rosa Roncador vince il Premio Biblioteca Lunelli

E' un testo fondamentale per ogni produttore, enologo, appassionato di vino e viti ed ha centrato il successo nella rassegna ''Un Libro DI Vino'' che ha come giurati oltre a Marcello Lunelli anche Carla Bernini, Oscar Farinetti, Eliana Liotta, Chiara Maci, Matteo Marzotto, Alessandro Saviola, Andrea Segrè, Fabio Tamburini. Questa la motivazione: ''Metti assieme un acclamato scienziato della vite come Attilio Scienza, un amante della bella scrittura e del buon vino qual è Nereo Pederzolli e una passionale archeologa che risponde al nome di Rosa Roncador ed ecco Raccontare il Trentino del vino, un libro che si legge come un romanzo e che è tra i migliori titoli scritti sul vino di una terra, il Trentino, "straordinario esempio di biodiversità"

Raccontare il Trentino del vino'' di Nereo Pederzolli, Attilio Scienza e Rosa Roncador vince il Premio Biblioteca Lunelli
di Redazione

TRENTO. L'ultima ''fatica'' del nostro Nereo Pederzolli, realizzata con Attilio Scienza e Rosa Roncador ha conquistato il Premio Biblioteca Bruno Lunelli - Un Libro Di Vino. Il loro prezioso libro Raccontare il Trentino del vino edito da Publistampa si è aggiudicato il titolo in ex aequo con Montagna, Bietti editore, di Massimo Zanichelli.

 

Il premio è l'unico in Italia riservato a titoli che abbiano come protagonista il vino e la quarta edizione riguardava i libri editi nel 2022. Della giuria, presieduta da Marcello Lunelli, fanno parte: Carla Bernini, Oscar Farinetti, Eliana Liotta, Chiara Maci, Matteo Marzotto, Alessandro Saviola, Andrea Segrè, Fabio Tamburini.

 

Raccontare il Trentino del Vino” è un libro fondamentale per ogni produttore, enologo, appassionato da conservare, sfogliare, riprendere in mano più volte al giorno se c'è da parlare di vino e di viti. E' nato dalla volontà di racchiudere in un libro il Trentino del Vino. Un'idea nata durante il percorso di formazione EnoturLAB PRK avviato in Piana Rotaliana Königsberg, nel 2019, in collaborazione con Trentino School of Management e con il sostegno di Trentino Marketing. 

 

Questa la motivazione che ha portato la prestigiosa giuria ad insignire il testo: ''Metti assieme un acclamato scienziato della vite come Attilio Scienza, un amante della bella scrittura e del buon vino qual è Nereo Pederzolli e una passionale archeologa che risponde al nome di Rosa Roncador ed ecco Raccontare il Trentino del vino, un libro che si legge come un romanzo e che è tra i migliori titoli scritti sul vino di una terra, il Trentino, “straordinario esempio di biodiversità”''.

 

L’obiettivo del progetto era “aprire” le aziende vitivinicole del territorio al turista affinché potesse conoscere l’enorme potenziale della zona e vivere esperienze uniche. Per riuscire però a trasmettere tutta la ricchezza che la narrazione del vino porta con sé, era necessario raccoglierla in un testo di riferimento, dove trovare tutto da utilizzare come spunto per le visite e le esperienze in cantina. Si è reso dunque indispensabile unire le forze con il Consorzio Vini del Trentino che aveva in progetto una pubblicazione celebrativa delle DOC (Teroldego Rotaliano e Trentino) utilizzando un approccio multi e interdisciplinare che potesse, in qualche modo, far dialogare contenuti di carattere storico, archeologico ed etnografico con quelli più tecnici riferiti alla geologia dei terreni, al clima e ai vitigni.

 

Il tutto doveva essere fatto in modo divulgativo e con un linguaggio piacevole e accattivante. L'uomo fin dalla Preistoria ha lasciato segni del suo passaggio, ha trasmesso in forme diverse notizie sulla sua vita e sul suo pensiero. Questi segni sono stati il vero tramite per giungere agli altri uomini, i simboli dei valori che l'uomo riconosce come propri, le testimonianze delle sue emozioni, del suo sentire. Il vino e la vite, attraverso un percorso che si snoda lungo la storia della nostra civiltà, rappresentano la ritualità e la sacralità della comunione tra gli uomini, in quanto strumenti per creare un legame tra loro ma soprattutto per entrare in relazione con il divino e, prima ancora, con la terra madre, origine della primitiva conoscenza.

 

''Questo percorso - commentano i vincitori - ha avuto inizio dai processi interattivi della domesticazione del vitigno e dai luoghi scelti per la sua coltivazione; queste sono le vere impronte primigenie che sono rimaste inalterate nel corso degli eventi climatici e delle vicende della storia. In antico c'era una grande umiltà nel porsi di fronte agli eventi, spesso incomprensibili. Con questo libro abbiamo cercato di spiegare la complessità del rapporto tra il suolo e il vitigno o meglio tra il paesaggio, inteso come sintesi tra gli aspetti pedoclimatici, le scelte antropiche e il vino. Abbiamo cercato di far dialogare gli aspetti tecnici con quelli umanistici, cercando di raccontare il territorio trentino da più punti di vista''. 

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