Dal letto di ospedale alla vetta del Monte Bianco (con 2 protesi d'anca) in soli 50 giorni, il documentario di Oprandi al Trento Film festival: "Una storia di rinascita"
Il documentario di 30 minuti è stato inserito nella categoria "proiezioni speciali" e verrà mostrato in prima visione il 4 maggio 2023. L'intervista a Oprandi: "E' proprio nel letto di ospedale che ho avuto l'idea di arrivare a salire il Monte Bianco, con l'intento anche di voler documentare questo mio percorso. Non c'è nulla di costruito e romanzato, è un racconto senza filtri"

TRENTO. Partito da Drena in bicicletta era arrivato sulla cima del Monte Bianco con due protesi d'anca, a soli 50 giorni dalla sua ultima operazione. A raggiungere questo (grande) obiettivo è stato Omar Oprandi, guida alpina e atleta di scialpinismo, che l'11 maggio scorso con alle spalle due interventi in soli due anni, era riuscito a scalare la vetta più alta d'Europa. Ora il suo "video-documentario" arriverà nelle sale per il Trento Film Festival, che si terrà dal 28 aprile al 7 maggio 2023.
"Il mio viaggio parte dall'anno scorso - dichiara l'ideatore, soggetto e regista Oprandi, classe 1965 -. E' proprio nel letto di ospedale che ho avuto l'idea di salire il Monte Bianco, con l'intento anche di voler documentare questo mio percorso. Avevo voglia di raccontare la mia storia, che è una storia di speranza e di rinascita".
Il film "Ripartire da zero", un cortometraggio di 30 minuti, inserito nella categoria "proiezioni speciali" verrà proiettato per la prima volta il 4 maggio 2023, alle 16:45 al Cinema Multisala Modena. A firmare la regia, insieme alla guida alpina protagonista, anche Marco Busacca.
"Questo festival era la piazza migliore per il mio film - prosegue Oprandi -. Fondamentale per me era 'saper fare', quindi riuscire in questa impresa, ma anche 'far sapere' quindi far conoscere e divulgare. Nel 2023 è giusto che un alpinista trasmetta i suoi sogni al pubblico, senza tenerseli per sé".
Il film racconta la sfida di Oprandi, che dopo due interventi chirurgici all'anca parte da Drena in bicicletta, per indossare poi gli sci d'alpinismo per raggiungere il rifugio Grands Mulets a quota 3.050 metri di altitudine. Il tutto dopo soli 50 giorni dall'ultima operazione per affrontare la salita fino alla vetta (Qui l'intervista).
"Dal letto di ospedale alla riabilitazione alla vetta - conclude la guida alpina -. Ho documentato tutto quello che ho fatto, in un racconto senza filtri. Non c'è nulla di costruito e romanzato, ho solo mostrato la mia grinta e la mia forza. Vuole essere un messaggio di speranza, voglio dire a tutti che in qualsiasi ambito della vita è possibile ripartire da zero, se ci si pone un chiaro obiettivo. Tutti mi dicevano che non ce l'avrei fatta, ma sono riuscito a dimostrare a me stesso che non era così".














