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"Dove finisce il lago": la mostra che racconta la vita degli abitanti del Garda. Venerdì l'inaugurazione al Mag. Sgarbi: "Oltre il lago, pensando a chi lo anima e lo plasma"

Lo scopo è quello di valorizzare le attività legate al lago e ai suoi abitanti, superando la comune visione del paesaggio, trasformandolo in un luogo nel quale vivono e operano persone che fanno parte della storia del posto. “Questa edizione di Nuovi sguardi gardesani contribuisce in prima persona alla creazione di iniziative di cui beneficia l’intera collettività" commenta il direttore del Mag Matteo Rapanà

Di Silke Bridi - 22 novembre 2023 - 18:04

RIVA DEL GARDA. Un'esposizione per superare la comune visione del paesaggio, con l'obiettivo di mettere in risalto le attività legate al luogo e ai suoi abitanti.

Verrà inaugurata venerdì la mostra "Dove finisce il lago. Nuovi sguardi gardesani", promossa dal Mag, il Museo dell'Alto Garda, curata da Giovanna Calventi e dai fotografi di Terraproject.

 

L'evento fa parte del progetto pluriennale “Nuovi sguardi gardesani” che coinvolge importanti autori contemporanei di fama internazionale.

 

L’esposizione durerà sino al 7 gennaio e sarà caratterizzata da un reportage paesaggistico - antropologico realizzato dal collettivo Terraproject, un gruppo di fotografi documentaristi di Firenze.

 

Lo scopo è quello di valorizzare le attività legate al lago e ai suoi abitanti, superando la comune visione del paesaggio, trasformandolo in un luogo nel quale vivono e operano persone che fanno parte della storia del posto.

Giovanni Calvenzi e i fotografi incontreranno il pubblico durante l'inaugurazione a libera entrata di venerdì per approfondire la nascita e gli sviluppi dell’esposizione accompagnati dall’intrattenimento musicale in diretta di Radio ReteBusa.

 

Come scrive Giovanna Calvenzi nel saggio che accompagna la mostra “l’abilità dei Terraproject nel leggere sia la dimensione del paesaggio che quella umana permette di percepire dove finisce il lago, ma anche di raccontare dove inizia la vita delle persone che vivono tutti i giorni questo luogo, come si presentano e qual è la loro storia”.

 

Il collettivo fotografico fiorentino, composto da Michele Borzoni, Simone Donati, Pietro Paolini e Rocco Rorandelli, è nato nel 2006 ed è stato tra le prime aggregazioni di fotografi documentaristi nate nel nostro paese e che, nel corso degli anni, è riuscito a raccogliere numerosi lavori di gruppo e personali con l'obiettivo di raccontare il paesaggio e le persone che lo abitano tramite una diversa interpretazione creativa focalizzata soprattutto sui fattori sociali e antropologici.

 

Per il presidente del MAG Vittorio Sgarbi “in questa opera Terraproject dichiara apertamente la volontà di andare oltre il lago, concentrando la propria attenzione su chi vive in questo paesaggio animandolo e plasmandolo ogni giorno. Proprio in questa pluralità di interpretazioni e di chiavi di lettura risiede la ricchezza di Sguardi gardesani. Il paesaggio non è mai immobile, non è mai univoco. È nostro compito interrogarlo e interpretarlo”.

 

"Dove finisce il lago" prende con audacia le distanze dal mero aspetto turistico dell’Alto Garda e si focalizza maggiormente sui differenti contesti antropici individuati mediante un dialogo costante tra il museo e la comunità.

 

“Questa edizione di Nuovi sguardi gardesani contribuisce in prima persona alla creazione di iniziative di cui beneficia l’intera collettività. Il nostro più sincero ringraziamento va ai soggetti coinvolti per la realizzazione delle fotografie che sono parte attiva e fondamentale dell'iniziativa” conclude il direttore del MAG Matteo Rapanà sottolineando l’importanza della componente partecipativa del progetto.

 

L'appuntamento è per venerdì 24 novembre, alle ore 18, presso il Mag di Riva del Garda con Radio ReteBusa che accompagnerà l'evento con l'intrattenimento musicale.

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