Palazzo Wolkenstein diventa pop con la street-art di Ozmo
L’artista urbano, conosciuto a livello internazionale, è il protagonista di una mostra personale allo Studio d’arte Raffaelli. Per l’occasione le sue opere entreranno in dialogo con gli affreschi rinascimentali del palazzo storico di Trento giocando con elementi e iconografie appartenenti al mondo dell’alchimia e dell’esoterismo

TRENTO. Con martedì 19 dicembre, in occasione della mostra ‘Amalgama: un viaggio alchemico’ organizzata dallo Studio d’Arte Raffaelli di Trento, ha inizio il dialogo che vede protagoniste le volte rinascimentali di Palazzo Wolkenstein e l’arte urbana dell’artista Ozmo.
Gionata Gesi, vero nome dello street-artist Ozmo, è un artista italiano basato a Parigi che negli ultimi quindici anni ha scalato la scena dell’arte urbana imponendosi a livello internazionale con i suoi progetti di grandi dimensioni. Tra i più celebri, quelli che riguardano le facciate di edifici pubblici come l’opera realizzata per il Museo dell’Arte Contemporanea di Roma, il Lisa project nella Little Italy di New York o altri murales realizzati tra Parigi e Milano. Il giovane artista di origini pisane si è già fatto notare anche a Trento, in occasione della mostra ‘Eccentrici, apocalittici, pop - Inferno e delizia nell'arte contemporanea’ organizzata alla Galleria Civica del capoluogo trentino lo scorso anno. Suo, infatti, il bacio “inaspettato” tra Zelensky e Putin comparso nottetempo in una via del centro cittadino.
Sebbene sia riconosciuto dal pubblico principalmente come esponente dell’arte urbana, Ozmo vanta un ricchissimo thesaurus iconografico, a cui attinge per realizzare anche opere di piccole medie di dimensioni e che contribuisce a renderlo un artista a tutto tondo. Ospite della galleria Raffaelli, l’artista mette in mostra per la prima volta i diversi aspetti del suo lavoro. Concepita in dialogo con gli affreschi presenti sulle pareti e le volte del palazzo cinquecentesco l’esposizione prevede un allestimento site-specific. Il ruolo da protagonista spetta alla grande installazione all’interno della sala principale della galleria. Si tratta del Mons Philosophorum realizzato in acrilico su pvc di recupero ma richiamandosi alla resa estetica dell’incisione rinascimentale.
Corredato da una serie di carte ritagliate e applicate al muro con la tecnica del collage - aspetto che caratterizza molte opere di street art - il Mons Philosophorum di Ozmo si richiama inoltre alle montagne che circondano la città. Similmente, altre due opere raffiguranti delle maschere grottesche si ispirano e dialogano con gli affreschi di Palazzo Wolkenstein, coevi e collegati a quelli del Romanino presenti nella Loggia del Castello del Buonconsiglio.
Tra le opere presenti in esposizione, si fanno inoltre notare i due acrilici ‘Lettera O’ e ‘Lettera Z’, che vanno a formare il monogramma stesso dell'artista. La scelta delle lettere è dunque significativa nel rappresentare un tratto caratterizzante dell’arte di Gesi: la presenza di molti richiami all’immaginario esoterico e massonico. Se nella lettera O l’artista gioca con l’immagine della ruota della fortuna e la simbologia del principio delle cose, nella Z c'è un chiaro riferimento al Memento Mori e alle vanitas di rinascimentale memoria. Altrettanti elementi legati alla simbologia si possono trovare nell’opera tessile ‘The tools of crafts’ nata dall’incontro tra Ozmo e le produzioni e ARDA-KCWC, dove i simboli tradizionali della massoneria si uniscono a quelli che sono diventati vere e proprie icone della società contemporanea come ad esempio emoticon e marche di sneakers.
A completare l'esposizione, infine, il pubblico potrà riconoscere una serie di rielaborazioni, inedite, di alcuni dei più famosi capolavori del Rinascimento, rivisitati da Gesi in chiave pop è in queste opere che emerge l’abilità accademica dell’artista nel restituire il fascino del sapore antico attraversandolo con elementi della quotidianità più popolare. Come fosse una ricetta, che gli ingredienti per conoscere e comprendere a tutto tondo l'arte di Ozmo, Amalgama inaugura martedì 19 dicembre alle ore 18:00 presso lo Studio d’Arte Raffaelli in presenza dell'artista e rimarrà visitabile fino a marzo 2024. Gli orari di apertura al pubblico sono da lunedì a venerdì dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18.30, e il sabato dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:30 alle 18:30.












