Contenuto sponsorizzato
| 29 nov 2024 | 16:07

Al Teatro Comunale di Pergine arriva l’autrice del corpo Silvia Gribaudi con "Graces"

Spettacolo pluripremiato, “Graces” è una performance ispirata alla scultura e al concetto di bellezza e natura che Antonio Canova realizzò tra il 1812 e il 1817

Al Teatro Comunale di Pergine arriva l’autrice del corpo Silvia Gribaudi con "Graces"
di Redazione

PERGINE VALSUGANA. Il Circuito Danza del Trentino Alto Adige programmato dal Centro servizi culturali S. Chiara fa tappa lunedì 2 dicembre a Pergine. Sul palco del Teatro Comunale salirà Silvia Gribaudi con il suo Graces, progetto di performance ispirato alla scultura e al concetto di bellezza e natura che Antonio Canova realizzò tra il 1812 e il 1817 (Qui info e biglietti).

 

Spettacolo pluripremiato, vincitore del Premio Danza&Danza 2019 come “Produzione italiana dell’anno” e dell’azione CollaborAction#4 2018/2019, oltre a essere stato selezionato a Nid Platform 2019, prodotto da Zebra, in coproduzione con Santarcangelo Festival, Graces è stato realizzato grazie allo sguardo registico e visivo di Matteo Maffesanti (regista, formatore e videomaker), che ha seguito con Silvia Gribaudi tutto il processo artistico che si è sviluppato attraverso tappe di lavoro che comprendevano laboratori con cittadini sui materiali coreografici.

 

In scena tre corpi maschili, tre danzatori (Siro Guglielmi, Matteo Marchesi, Andrea Rampazzo) dentro a un’opera scultorea che simboleggia la bellezza in un viaggio di abilità e tecnica che li porta in un luogo e in un tempo sospesi tra l’umano e l’astratto. Qui il maschile e il femminile si incontrano, lontano da stereotipi e ruoli, liberi, danzando il ritmo stesso della natura.

 

In scena anche l’autrice Silvia Gribaudi, che ama definirsi “autrice del corpo” perché la sua poetica trasforma in modo costruttivo le imperfezioni elevandole a forma d’arte con una comicità diretta, crudele ed empatica in cui non ci sono confini tra danza, teatro e performing arts.

 

Con Graces Silvia Gribaudi porta sul palco un progetto di performance ispirato alla scultura e al concetto di bellezza e natura che Antonio Canova realizzò tra il 1812 e il 1817. La sua ispirazione è mitologica. Le 3 figlie di Zeus -Aglaia, Eufrosine e Talia- erano infatti creature divine che diffondevano splendore, gioia e prosperità.

 

Negli ultimi 10 anni Silvia Gribaudi si è interrogata sugli stereotipi di genere, sull’identità del femminile e sul concetto di virtuosismo nella danza e nel vivere quotidiano, andando oltre la forma apparente, cercando la leggerezza, l’ironia e lo humour nelle trasformazioni fisiche, nell’invecchiamento e nell’ammorbidirsi dei corpi in dialogo col tempo.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 01 novembre | 14:38
Il ritrovamento è avvenuto a Molina di Fiemme, a pochi passi da un'area frequentata quotidianamente da numerose famiglie con bambini e sportivi. [...]
Cronaca
| 01 novembre | 13:28
Il presidente Cantisani: "Dobbiamo permettere alle aziende di pagare meglio i propri collaboratori senza essere soffocate dal costo del lavoro. Con [...]
Cronaca
| 01 novembre | 12:36
"Siamo rimasti sbigottiti avendo sempre cotto le castagne in questo modo" spiegano. "Da alpini abbiamo ubbidito. Ma per noi è una pugnalata [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato